Realizzato da Basileus comunicazione

Diario di una famiglia perduta

Pubblicato: Domenica, 09 Agosto 2020

di Federica Pergola

Ann-Marie MacDonald

New Waterford, sull’isola di Cape Breton. Nuova Scozia, ultimi anni del 1800. Un centro minerario a ridosso di una scogliera, dove il mare si frange e si rifrange.

Una saga familiare che è diventata un best seller internazionale e che ha vinto diversi premi (tra cui il Commonwealth Writers Prize). Attraverso i due conflitti mondiali – e oltre-; dalla città del carbone fino alla New York dei locali notturni, dove il jazz- ed il blues- cominciano la loro marcia travolgente, seguiamo la storia dell’amore contrastato di James e Materia. E delle sue conseguenze.

Una storia terribile e trascinante, fatta di passioni e segreti inconfessabili, di bugie e di strategie di sopravvivenza.

Di fughe. Di ribellioni. E della ricerca della propria strada.

Quando James Piper, giovane irlandese accordatore di pianoforti, conosce la giovanissima figlia dei Mahmoud, libanesi ormai trapiantati ed arricchitisi, la certezza di non poter ottenere il consenso dei genitori di lei li porta alla fuga.

Tutto ciò che ne segue riempie le pagine di questo romanzo avvincente ed agghiacciante.

La prima volta che James vide Materia fu il 31 dicembre 1898, nella casa in collina del padre. James aveva diciotto anni. (…) Non era la prima volta che andava da loro. Da un anno si occupava dello Steinway, ma non aveva idea di chi lo suonasse tanto spesso e con tanta foga da rendere necessari continui interventi. (…) Aveva già tolto alcuni tasti d’avorio ed era chino sotto il coperchio, dietro il sorriso sdentato del pianoforte, così non vide sopraggiungere Materia. Ma lei lo aveva visto. Lo aveva spiato dalla finestra della camera di sopra. Un ragazzo biondo pettinato con estrema cura. L’aveva sbirciato attraverso la ringhiera di mogano nell’ingresso, dove lui aveva posato il soprabito nel ripostiglio sotto le scale: quegli occhi così azzurri, quella pelle così chiara. (…) L’aveva guardato attraversare il corridoio e scomparire sotto il grande arco del salone. L’aveva seguito. (…) Aveva quasi tredici anni“.

E anche se Mahmoud costringe James a risposare Materia davanti a un sacerdote cattolico, ciò non basta a perdonarla. Non la rivedrà mai più.

Non era tanto che l’accordatore di pianoforti non fosse né cattolico né facoltoso. Il fatto è che era arrivato come un ladro nella notte e aveva rubato la proprietà di un altro. (…)

Quanto a quel cane dai capelli gialli che mi ha rubato la figlia: possa marcire. Possa svegliarsi trovando tutto quanto ha in bocca sparso sul cuscino…Quanto a mia figlia: che Dio maledica il suo ventre”.

E che la maledizione abbia inizio.

Scoppia la prima guerra mondiale. James si arruola e si offre volontario per prestare servizio oltreoceano.

Quando James dice a Materia di essersi arruolato lei si fa il segno della croce. Oh, no, pensa lui, e dice perentorio: “Non serve a niente chiedermi di non andare, ho già firmato”. Lei corre dritto in chiesa (…) sa che Materia pregherà. Ci rimetterà quella stupida testa a furia di pregare. E ha ragione. Materia prega talmente tanto che la testa sembra davvero poco salda sul collo. Prega che venga ucciso nelle Fiandre in modo rapido e indolore”.

Perché Materia sa. Ha capito. Ha visto, ormai, al di là di quegli occhi così azzurri e di quella pelle così chiara. Una pelle che tornerà nelle loro figlie, a dispetto del colorito della madre.

E perché Chiedi perdono è anche questo. Un canto che racchiude le due voci, le culture dei bianchi e dei neri, la musica classica e il ritmo “rozzo ma travolgente” del jazz. L’idea del peccato. E del perdono, e della redenzione. Ed i peccati che si commettono in nome di quella religione, di quelle idee, di quelle convinzioni. E di quello che riusciamo (o non riusciamo) a fare per impedire che il male abbia compimento.

_______

Ann-Marie MacDonald, Chiedi Perdono, traduzione di G. Granato , Adelphi, pp 590, € 17,10

 

 

Murales

Comics

TerradiBasilicata TV

 
Terra di Basilicata - Dir. Resp. Antonio Savino - Aut. Trib. Potenza 357/08 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Policy & Privacy