Un modo di riflettere: Undertale

Pubblicato: Venerdì, 12 Febbraio 2016

di Paolo Savino

La fine del 2015 ci ha dato uno dei giochi che ha cambiato un po' il modo di vedere il mondo dei videogiochi. Stiamo parlando di Undertale.

Undertale è stato sviluppato da Toby Fox da solo e pubblicato su Steam e altre piattaforme di vendita di giochi in digitale.

Noi impersoneremo un bambino di cui non è specificato il sesso, anche perchè potrebbe essere benissimo un maschio come una femmina, che cade per sbaglio in un buco che porta alle rovine sotterranee dove i mostri sono stati imprigionati anni prima dagli unami dopo una guerra.

La differenza di poteri tra il nostro bambino umano e i mostri sarà impressionante dato che gli umani hanno la determinazione (concetto chiave del gioco) che li permette di sconfiggere qualsiasi ostacolo che gli si pone difronte e il nostro obbiettivo sarà quello di uscire dalle rovine per tornare nel nostro mondo.

Si presenta all'inizio come un normalissimo RPG alla giapponese, non mancheranno infatti level up, scontri casuali, la possibilità di dare un nome al nostro personaggio e gli scontri a turni, ma la differenza dal classico RPG sta nella fase di difesa dove dovremo comandare la nostra anima per schivare gli attacchi nemici che ricordano molto gli attacchi degli sparatutto a scorrimento e ci sarà inoltre tra i comandi in battaglia i comandi Act e Mercy.

Infatti per finire il gioco potremo anche non uccidere nessuno (persino il boss finale potremo non ucciderlo).

Mi spiego meglio: i comandi Act e Mercy non ci faranno combattere ma ci faranno rinunciare al conflitto, con Act potremo convincere il nostro avversario a ritirarsi presentandoci da amici mentre con Mercy rifiuteremo di combattere e attenderemo che il nostro avversario decida di fare lo stesso.

La caratteristica infatti che in base al nostro comportamento e alle nostre scelte il corso del gioco e il finale cambierà.

Fin qui nulla di nuovo dato che abbiamo visto parecchi giochi dove in base alle nostre scelte cambia il corso della storia (un esempio è Life is strange di cui ne parlerò a breve) ma il fatto che man mano che andiamo avanti nella storia ci sembrerà (sempre se siamo persone sensibili) che qualcosa non vada in quello che facciamo.

Se all'inizio ci sembrerà normale eliminare i mostri che ci troveremo ad affrontare man mano leggendo le finestre di dialogo capiremo che ogni mostro ha in fondo un lato buono, non ci attacca per il gusto di farlo ma lo farà sempre per sbaglio, per proteggere una persona cara o perché gli è stato ordinato.

Capiremo pian piano che in fondo il vero cattivo siamo noi, siamo noi gli invasori senza scrupoli che non si preoccupa di uccidere chi gli si pone davanti.

Potranno alcuni mostri esserci antipatici e li uccideremo ma ci renderemo contro che molti non sono cattivi e non avrà senso (in una società come la nostra) ucciderli.

Per questo motivo lo ritengo un gioco davvero importante per la storia dei videogiochi perchè ci fa capire che forse non sempre il personaggio che interpretiamo è sempre buono e coloro che dovremo affrontare sono sempre cattivi.

Ci saranno ovviamente diversi finali e il finale “Genocidio” consisterà nell'uccidere tutti i singoli mostri che ci troveremo di fronte, se volete scoprirne tutti i segreti consiglio di finirlo in tutte le modalità, se invece trarrete il vero messaggio di questo gioco penso non ci sia bisogno di dirvi di finirlo seguendo le vostre scelte morali e di finirlo una sola volta così come vi dice il cuore di farlo.

 

 

Murales

Comics

TerradiBasilicata TV

 
Terra di Basilicata - Dir. Resp. Antonio Savino - Aut. Trib. Potenza 357/08 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella pagina di policy & privacy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Policy & Privacy