280.000 euro per 11 collaboratori per 10 mesi fino 31 dicembre 2015

Pubblicato: Venerdì, 13 Marzo 2015

di Gianni Rosa (FdI AN)

280.000 euro per 11 collaboratori per 10 mesi fino 31 dicembre 2015. Tanto costerà il progetto “FaReSIT Fare Rete con il Parco”. Parliamo dell’Ente Parco Nazionale Appennino Lucano, Val d’Agri – Lagonegrese.
Ora qualcuno si chiederà: ma perché abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente per conoscere con quali modalità sono stati scelti o verranno scelti gli esperti per il sistema informativo del Parco?

 

Innanzitutto vi è da dire che tra i soggetti coinvolti direttamente nel progetto vi è la Regione Basilicata – Dipartimento Ambiente e Territorio, Infrastrutture, Opere Pubbliche e Trasporti. In secondo luogo, i soldi del finanziamento sono fondi del PO FESR Basilicata 2007-2013.

Considerando che siamo stati i proponenti della delibera consiliare n. 377 del 2012 con la quale si impegna la Giunta: “a vincolare le future collaborazioni esterne a tempo determinato in Regione e negli Enti sub-regionali solo ed esclusivamente previa selezione pubblica per titoli ed esami” e della delibera n. 145 del 2 dicembre 2014 con i quali il Consiglio ha bandito l’utilizzo delle long list, vorremmo sapere come verranno scelti gli 11. Ci saranno selezioni o i nomi sono già noti da tempo?

A far pendere l’ago della bilancia a favore della seconda soluzione vi è, come al solito, la tempistica con la quale la Giunta autorizza certe spese. Infatti, la delibera che ammette al finanziamento il progetto è del 3 marzo scorso. Il progetto finisce il 31 dicembre. I mesi coperti dalla delibera, se la matematica non è un’opinione, sono 9. Invece il quadro economico del progetto, come riportato nella delibera di Giunta, prevede la copertura economica per contratti della durata di 10 mesi.

La delibera ha efficacia retroattiva? Si possono finanziare progetti già iniziati? Gli esperti come sono stati scelti? Può la Regione, che stanzia i soldi e partecipa al progetto, usufruire di esperti non scelti secondo i criteri dettati da essa stessa?

La procedura è sospetta e a noi sembra che, in qualche modo, si tenti di aggirare i vincoli di trasparenza e legalità che il Consiglio ha posto a base del suo agire. Per noi rimane inconcepibile che si perpetuino pratiche che sviliscono i principi di uguaglianza e parità di accesso alla Pubblica Amministrazione.

 

 

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