Precari Regione, Sindacati Accusano: In 16 restano fuori dalla stabilizzazione sostituiti da nuovi precari

Pubblicato: Martedì, 09 Gennaio 2018

Fisascat, Uiltucs e Uil Fpl puntano l'indice contro la Regione: "Così alimenta la guerra tra vecchi e nuovi precari"

Si apre un nuovo fronte nella vertenza precari della Regione Basilicata. Tutto ruota intorno alla Rti guidata dalla Consedin Spa che si è aggiudicata, come è noto, la gara regionale per i servizi di consulenza e assistenza tecnica sui fondi europei 2014-2020.

L'accordo - ricordano Fisascat Cisl, Uiltucs e Uil Fpl - prevedeva la salvaguardia di tutte le professionalità, pari a 121 unità, già impegnate da diversi anni nelle attività messe a bando dalla Regione, ma la particolare procedura adottata per la selezione del personale, alla quale hanno partecipato 290 candidati, ha determinato per i sindacati un esito paradossale: sono stati assunti 105 precari storici e altri 16 precari ex novo, mentre 16 professionisti precedentemente impegnati, pur avendo i requisiti richiesti, non hanno superato la selezione e di conseguenza hanno perso il lavoro.

La questione è stata al centro di un recente incontro in prefettura chiesto da Fisascat Cisl, Uiltucs e Uil Fpl, ma disertato dalla Regione, nel corso del quale le tre sigle sindacali hanno proposto di "valutare varie soluzioni per poter trovare una collocazione anche per i 16 esperti esclusi, tra cui l'inserimento delle unità predette nell'ambito del servizio, per eventuali sostituzioni necessarie in caso di assenze". Per i sindacati, "dal punto di vista economico, volendolo, ci sono tutti i margini affinché la Rti possa assumere i 16 lavoratori esclusi". Dal canto suo il rappresentante della Consedin ha ribadito la disponibilità della società "ad un assorbimento del personale qualora si verificassero le necessarie condizioni a livello di amministrazione regionale".

Per i segretari di Fisascat Cisl, Uiltucs e Uil Fpl, Aurora Blanca, Donato Rosa e Giuseppe Verrastro, "è singolare il comportamento della Regione che da un lato firma un accordo per la stabilizzazione del personale precario e dall'altro assume precari ex novo lasciando a casa chi, oltre a possedere i requisiti richiesti, ha maturato un'esperienza pluriennale nella consulenza e assistenza tecnica sui fondi comunitari. Così facendo - concludono i sue sindacalisti - la Regione alimenta un'inaccettabile guerra tra vecchi e nuovi precari".

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