Cosa pensa la Regione Basilicata della nuova “Via del greggio” prospettata dalla Total per il petrolio di Tempa Rossa?

Pubblicato: Venerdì, 08 Settembre 2017

Gianni Rosa

La produzione di greggio a Tempa Rossa partirà in autobotte. Abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata perché sembra l’unica via per acquisire informazioni certe, dato che la Giunta regionale si è guardata bene dal relazionare e informare il Consiglio sulla questione. Come al solito, in materia di trasparenza, Pittella non si smentisce mai.

Questi i fatti: la Regione Puglia nega l’autorizzazione all’ampliamento della raffineria di Taranto che, nel progetto originario, doveva ricevere il greggio del Centro Olio di Corleto Perticara tramite l’oleodotto interrato già esistente. La Total, per l’urgenza di monetizzare l’investimento di Tempa Rossa, ha deciso di aggirare il problema facendo ricorso al trasporto di greggio su gomma.

Parliamo di 170 autobotti in partenza quotidianamente dal Centro Olio di Corleto Perticara alla volta di Roma e Falconara Marittima per la raffinazione, lo stoccaggio e l’esportazione del greggio lucano attraverso il reparto costiero di Fiumicino via nave.

Un’imponente colonna di autocisterne che, percorrendo le strade lucane, attraverserebbe mezza Italia mobilitando un volume settimanale pari a circa 22.950 m3 di greggio, ma, crediamo sia solo il quantitativo minimo stimato nel progetto preliminare.

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare sta valutando due richieste di procedura, depositate nel mese di agosto: una sul progetto di implementazione del sistema logistico presso il sito della ex raffineria di Roma, e l’altra per la realizzazione di un centro di carico autocisterne per il trasferimento dell'olio stabilizzato proveniente dal Centro Olio di Corleto Perticara verso le raffinerie di destinazione.

La competenza è dello Stato, essendo l’impianto di Tempa Rossa considerato di interesse strategico nazionale. Ma quale posizione ha assunto e/o assumerà il Governo regionale nelle fasi di interlocuzione col Ministero e con le Parti interessate? Ha eseguito un’opportuna e ponderata valutazione dei notevoli rischi ambientali e per la sicurezza stradale connessi a questa modalità di trasporto del greggio?

Questo abbiamo chiesto al Presidente Pittella nella nostra interrogazione. La concretizzazione di questo progetto comporterebbe un notevole impatto in termini di disagio alla circolazione e rischio ambientale, oltre a compromettere pericolosamente la sicurezza delle strade lucane che, come sappiamo bene, sono assolutamente inadeguate per questo tipo di traffico.

E’ evidente che esiste un serio problema di sostenibilità di cui dovremmo essere messi a conoscenza e su cui dovremmo confrontarci. Problemi per cui non basterà stilare una lista di prescrizioni come sembra, da quanto appreso dalla stampa, abbia già fatto Pittella. La lezione del COVA continua a non insegnargli nulla.

Venga a parlarcene in Consiglio. E’ un atto di trasparenza dovuta a tutti i cittadini lucani.

 

 

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