Gentiloni ha riferito sulla Libia

Pubblicato: Mercoledì, 18 Febbraio 2015


Il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni ha riferito alla camera sulla situazione in Libia e sul possibile coinvolgimento dell’Italia in un’iniziativa sotto l’egida dell’Onu. “Mentre i negoziati muovono i primi passi, la situazione in Libia si aggrava. Il tempo non è infinito e rischia di scadere presto, pregiudicando i fragili risultati raggiunti”.

Gentiloni ha parlato anche della penetrazione del gruppo jihadista Stato islamico in Libia. Lo Stato islamico controlla Derna, sta cercando di controllare Sirte e di dirigersi verso la capitale Tripoli. È evidente il rischio di una saldatura tra milizie locali e il gruppo Stato islamico. Questa situazione è frutto degli errori compiuti dalla comunità internazionale nella gestione della caduta del regime di Gheddafi. La caduta del regime ha scoperchiato vecchie rivalità tribali. Nella sua difficile transizione verso la democrazia la Libia è rimasta esposta.  I ministro ha anche detto che iI governo è impegnato a tutti i livelli a promuovere il cambio di passo e «terrà costantemente informato il Parlamento, maggioranza e opposizione, degli sviluppi sul terreno». Nel dibattito è intervenuto, il deputato del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista che ha messo in evidenza come «Una guerra in Libia sarebbe una catastrofe, sarebbe il nostro Vietnam: se Gentiloni e Pinotti vogliono fare i marines, si accomodino pure. Spenderemo i loro stipendi da casta per cose più utili»

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