Licenziamento illegittimo al consorzio di bonifica: Braia difende Marchese e tace su Musacchio

Pubblicato: Giovedì, 15 Giugno 2017

Gianni Perrino - Portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale

Quando c'è da fare l'immancabile foto ricordo col prodotto tipico appena degustato e partecipare agli innumerevoli eventi promozionali sul territorio, l'assessore all'agricoltura, l'indefesso Luca Braia, è sempre presente, sorridente e fotogenico.

Tutt'altra cera, invece, l'assessore sfodera quando c'è da dar conto sull'operato di dirigenti e amministratori direttamente sottoposti al suo controllo: in questi casi, Braia si incupisce limitandosi a leggere la solita velina precotta contenente informazioni parziali e del tutto insufficienti.

Ieri, rispondendo ad una nostra interrogazione relativa ad un licenziamento disposto dal commissario straordinario dei consorzi di bonifica, l' avv. Giuseppe Musacchio,    l'assessore Braia si è limitato a fare l'avvocato d'ufficio. Eppure la nostra domanda sugli eventuali provvedimenti disciplinari da prendere nei confronti di Marchese e Musacchio, entrambi componenti della commissione che aveva dato parere favorevole al procedimento di licenziamento in tronco,  in seguito annullato dal giudice del lavoro, era abbastanza chiara. La sentenza è dura ed eloquente: il giudice parla chiaramente di "forte personalizzazione del rapporto tra il vertice amministrativo e quello politico che ha caratterizzato la vicenda di specie...". Sempre nella sentenza il Giudice del Lavoro evidenzia anche il carattere "ritorsivo" (e quindi "discriminatorio", come sostenuto da giurisprudenza consolidata) del licenziamento comminato al dirigente del consorzio, Nicola Di Marco. La sentenza, inoltre, attestache Di Marco, durante tutto il corso della sua carriera lavorativa presso il Consorzio (iniziata nel lontano 1991), non è stato mai destinatario di provvedimenti disciplinari o di segnalazioni negative inerenti al suo operato, ma, al contrario, si è  visto attribuire crescenti riconoscimenti professionali fino a svolgere, dal 2004, le funzioni di direttore generale "pro tempore", stante la mancata nomina di tale figura nel contesto dell'Ente.

L' assessore/avvocato Braia ha difeso il dirigente regionale (che aveva dato parere favorevole al licenziamento), scaricando tutte le responsabilità del provvedimento al commissario Musacchio, per poi trincerarsi dietro un eloquente silenzio sugli eventuali provvedimenti da prendere nei confronti dello stesso.

Vorrà dire che ripresenteremo il quesito nelle prossime settimane con la  speranza di avere una risposta esauriente e concreta da parte dell'avvocato, pardon, assessore Braia.

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