E' morto uno dei fondatori della Uil Basilicata

Pubblicato: Giovedì, 12 Febbraio 2015

E’ morto all’età di 88 anni Michele Fiore, uno dei principali fondatori della UIL in Basilicata. Lo ricorda Pinuccio Maggio, dirigente ed ex segretario generale del lo stesso sindacato lucano: “Con la scomparsa di Michele Fiore se ne è andato un pezzo di storia del sindacato lucano, in generale, e della Uil, in particolare.

Per diversi decenni, tra la prima metà degli anni ’60 e la fine degli anni ’80 del secolo scorso, in una delle fasi storiche più difficili, ma al tempo stesso più  esaltanti, del movimento operaio e bracciantile di Basilicata, Michele Fiore, nella sua veste di segretario generale,  è stato punto di riferimento delle migliori forze riformiste della tradizione socialista, maestro di vita, ma soprattutto uomo di grande onestà e impegno, esempio da emulare per tutti i giovani che, come me, in quegli anni, si avvicinavano al sindacato.

Lavorare con lui è stato un onore. E personalmente gli devo tanto, per ciò che egli mi ha insegnato negli anni in cui gli sono stato accanto nell’ambito della segreteria regionale e provinciale della Uil. Il rapporto con i lavoratori, con la “base”, con i “compagni” che operavano sul territorio, era la sua ragione di vita. Sacrificava tutto, anche gli impegni familiari, pur di non far mancare la sua presenza nelle assemblee e nelle trattative che, in quegli anni, soprattutto insieme con la Cisl e la Cgil, egli portava avanti con il vigore, anche fisico, di una stazza imponente.  Sempre proteso verso la mediazione, forte della sua indiscussa autorevolezza, Egli si è sempre prodigato per il bene comune generale e per la classe lavoratrice in particolare.
L’ho rivisto in queste ore sul letto di morte. Fisicamente non era più il Michele Fiore che noi abbiamo conosciuto, ammirato , stimato. Gli anni lo avevano segnato, asciugandone la corporatura e l’aspetto esteriore.
Dentro, però, sono certo,  Michele non è mai cambiato. La sobrietà e lo stile, che ne avevano fatto uno dei dirigenti della Uil di Basilicata più parsimoniosi e lungimiranti, come avemmo tutti modo di verificare quando lasciò, con una buona dote finanziaria, la guida del sindacato, sono sempre stati – anche di recente – i suoi tratti identificativi.
Se ne è andato in punta di piedi. In silenzio. Quasi con il timore di creare problemi a chi gli stava accanto, ai familiari, agli amici che gli volevano bene.
La Uil è stata la sua casa.  E forse è giusto – lo dico a quanti  ne hanno raccolto l’eredità – che un pezzo di quella “casa” gli venga dedicata per sempre”.

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