Nei prossimi 20 giorni o si “rifonda Potenza” o tutti i cittadini avranno ben chiaro coloro che la faranno affondare definitivamente

Pubblicato: Sabato, 24 Gennaio 2015

 

di Gianni Rosa, Portavoce regionale Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale

 “Hanno detto che le cifre governano il mondo. Può darsi. Ma sono certo che le cifre ci mostrano se è governato bene o male.”. Lo diceva Goethe e lo sosteniamo noi. E lo sa anche Pittella.

 Per questo, probabilmente, non parla delle cifre certificate dalla Corte dei Conti, che mostrano, non che Potenza è stata governata male, ma malissimo. Pittella si limita a dire che chiunque si sia candidato al Governo della Città di Potenza non poteva non sapere che il Capoluogo versa “in affanno”. Ma tra ‘l’affanno’ e ‘il dissesto’ la strada è lunga.

Ed è questa la realtà: i bilanci degli scorsi anni mostravano una Città ‘in affanno’, appunto, non sul baratro del dissesto. Com’è stato possibile? Come può essere che un bilancio chiuso in pareggio finisca nel giro di pochi mesi a registrare un disavanzo di oltre 30 milioni certificato da più di un organo terzo? Non siamo noi a doverlo dire, anche se abbiamo la nostra idea. E vorremmo che Pittella ci dicesse la sua.

Al recente passato si aggiunge, poi, il presente. Mutuando un termine tanto caro al Presidente della Regione, il bilancio previsionale 2015, ancora condizionato dal modus operandi di chi ha preceduto De Luca, nonostante tutti i tagli “lacrime e sangue, possibili e quantificabili in oltre 15 milioni di euro”, presenta un disavanzo di 20 milioni di euro. In maniera elementare: le spese previste (molte assolutamente incomprimibili) sono superiori alle entrate.

Ma Pittella non parla dei conti del Comune. No. Il Presidente invita l’amministrazione cittadina a far prevalere “nelle prossime ore lo spirito di servizio e il senso di responsabilità”. Ma dov’era nei mesi scorsi quando il Sindaco De Luca chiedeva alle forze politiche di centrosinistra di abbandonare i singoli centri di interesse e agire per il bene comune? Dov’era Pittella mentre le voci gracchianti dei suoi Consiglieri comunali si levavano ora per difendere la passata amministrazione ora per rivendicare una poltrona in Giunta?

Ecco, allora, che il suo comunicato appare una “excusatio non petita”, un falso invito all’unità per celare il fatto che quest’anno non darà il solito contributo ‘tappa-buchi’ (che, ricordiamo, è stato dato alla passata amministrazione non a quella De Luca, probabilmente con la certezza, poi sfumata, che il centrosinistra avrebbe continuato a regnare indisturbato). Non lo darà per i tagli, dice. I più maligni penseranno perché la Città non è più governata dai suoi ‘compagni’. Certo è che Pittella trova i soldi per tappare i buchi di tanti carrozzoni politici ma non quelli per il Capoluogo di Regione. Ma tant’è.

Ci chiediamo, poi, che fine ha fatto il sostegno economico promesso nelle lettere d’intenti inviate a De Luca nei mesi scorsi e che avrebbe dovuto scongiurare il dissesto? Delle due l’una: o questi soldi non sono mai esistiti o esistono e non vuole darli a Potenza. Pittella mentiva prima quando prometteva sostegno o mente ora quando afferma che non ci sono soldi?

Certo, riempie le pagine con i numeri di alcuni investimenti per Potenza, ma avrebbe fatto bene ad evitarlo, perché, come gli accade spesso, omette di dire che non ha fatto altro che adempiere a specifiche previsioni legislative. Altro che benevolenza politica verso il Capoluogo di Regione.

La situazione, al di là delle polemiche, è dura. A nostro parere la prima cosa da fare è guardare con onestà a quello che serve alla città di Potenza, ora. Il Sindaco De Luca è stato estremamente chiaro in occasione dell’incontro con tutti i Consiglieri comunali: Potenza ha bisogno di un governo di rinascita cittadina cui affidare la guida della Città. Un governo che deve portare avanti il risanamento culturale, etico e morale ed economico dell’amministrazione rilanciando il Capoluogo in quel ruolo strategico che merita nel contesto regionale.

Ma è stato altrettanto sincero quando ha detto che chiunque si assuma questa responsabilità sarà condizionato nella sua azione dai conti del Comune. Il famoso detto ‘senza soldi non si cantano messe’ è più che calzante. Anche su questo De Luca è stato chiaro e non ci pare sia stato smentito da alcuno, neanche da Pittella.

Di fronte a questa situazione cosa fare? Ovviamente, su questa circostanza non secondaria il Presidente della Regione rimane in silenzio. Ed è a questa domanda che vorremmo una risposta: cosa farebbe Pittella se avesse 20 milioni di disavanzo per spese incomprimibili? Vorremmo saperlo.

Personalmente, in qualità di Presidente della Seconda Commissione Consiliare permanente, ho previsto, nell’ordine del giorno della prossima riunione, la discussione della mia proposta di legge, ferma oramai da maggio scorso, sul ruolo delle Città di Potenza e Matera quali “città dei servizi” finalizzata ad attribuire ai nostri Capoluoghi quel riconoscimento, anche economico, per la loro funzione sovra comunale, con regole chiare e senza regalia alcuna.

Il Presidente della Regione Basilicata e l’intero Consiglio regionale sono pronti ad accettare la sfida? Dopo tante belle parole è arrivata la prova dei fatti, nei prossimi 20 giorni o si “rifonda Potenza” o tutti i cittadini avranno ben chiaro coloro che la faranno affondare definitivamente.

Pittella ha ragione, il ricorso anticipato alle urne sarebbe una iattura per la Città di Potenza. Pertanto ognuno di noi, per il ruolo che ricopre, agisca per evitare tutto ciò.

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