La Maledizione della Prima Luna

Pubblicato: Lunedì, 17 Febbraio 2020

di Pasquale Scarano

Alla fine il Potenza, con ce l'ha fatta a battere il Rende, ennesima piccola a passare indenne dall'esame Viviani, come se ci fosse la "maledizione della prima luna del Mar dei Caraibi", che incombe sul "mare nostrum" rossoblù.

Intanto, i discendenti di Roberto il Guiscardo, normanni e provetti marinai, hanno navigato nelle acque lucane, con rotte precise e trigonometriche, attaccando sottovento la nave di del capitano Raffaele, che purtroppo era costretta a navigare a vista. Eppure l'assetto navale dei rossoblù era stato allestito per un'operazione d'attacco incisiva, rivolta a conseguire il successo. Di contro, i biancorossi, in condizioni favorevoli, respingevano gli arrembaggi avversari e contrattaccavano pericolosamente. Quest'ultimi, guidati da mister Rigoli, si predisponevano con un equilibrato 4-4-2, dove Borsellino tra i pali era coperto da Germinio e Bruno difensori centrali con Vitofrancesco ed Origlio terzini, che traevano beneficio dall'interdizione di Murati e Rossini interni, e dalle percussioni sugli esterni di Collocolo e Blaze, pronti ad innescare i movimenti d'attacco di Vivacqua e Libertazzi.

I leoni partivano con il solito modulo del 3-4-3, con Ioime in porta, Sales, Emerson e Silvestri pacchetto arretrato, interni di centrocampo Dettori e Coppola, quest'ultimo tra i migliori in campo, e sugli outs Viteritti ed un incontenibile Coccia, sempre pericoloso con i suoi inserimenti in zona goal; il reparto offensivo poteva contare su Ferri-Marini, Franca, un pò in ombra, e su un vivace e pronto Golfo.

Imprevedibilmente, bastavano 32” ai normanni per giungere al goal; percussione improvvisa di Blaze, il quale bruciava Viteritti e Sales e metteva in area per l'accorrente Libertazzi che angolava in rete (non chiuso da Emerson) per il goal del vantaggio dei rendesi. I rossoblu, quindi, passavano alla difesa a 4 arretrando Coccia a terzino destro per bloccare le ripartenze avversarie e lasciando Viteritti ad interno destro in fase propositiva.

Così al 10° una punizione angolatissima del vecchio Emmy, con la collaborazione del portiere, gonfiava la rete per il pareggio del Potenza. I leoni quindi insistevano con un tiro avolo d'esterno di Sivestri che borsellino deviava in angolo, quindi Libertazzi in area s'esibiva in una rovesciata volante che meritava miglior sorte.Botta e risposta, dunque, nelle quali i rossoblù attaccavano con Dettori-Silvestri ed i biancorossi con ripartenze da brividi Vivacqua -Libertazzi. Al 34°, poi, i leoni reclamavano un calcio di rigore per un mani in area di un difensore non identificato, forse Germinio, che respingeva una conclusione di Carlitos, ed al 45° una percussione di Coccia lunga 50 metri, veniva conclusa con un rasoterra angolato che riscattava la prestazione di Borsellino che deviava in angolo. Il 1° game, quindi, terminava in parità.

Nella 2° frazione era il Potenza a passare al 2° di gioco, quando un pennellato cross di Golfo, metteva in condizione Coccia d'insaccare di testa in volo acrobatico per la rete del 2-1. Quindi è Golfo ad insidiare la difesa avversaria con diverse iniziative che per poco non consentivano a Franca e poi a Murano che lo aveva rilevato, d'impensierire la difesa avversaria. Nel frattempo i rendesi si rimodulavano con un offensivo 3-4-3 ed i potentini si assestavano con un prudente 4-4-2, con l'ingresso di Ricci per Dettori e D'angelo per l'infortunato Isgrò che aveva rilevato Ferri-Marini, che mister Raffaele adottava per dare maggiore equilibrio alla squadra, capace più volte con Murano di sfiorare il terzo goal; clamorosa era l'occasione capitata a Sales a porta spalancata, quando da onesto difensore, calciava impropriamente sul fondo; quindi, al 46°, il palo pieno di Murano colpito a volo dopo uno scambio con Ricci, che grida ancora vendetta. Ma, anziché i regular di Raffaele, erano al 49° i bucanieri di Rigoli a piazzare il colpo con il neo-entrato Saveljevs, autore di un piattone angolato, nato da da un cross al bacio di Loviso per la spizzata di testa dell'altro neo-entrato Ampollini.

Beffa nel finale, dunque, ma il calcio ha le sue leggi ed i suoi dogmi sono imperituri: goal sbagliato, goal subito.

 

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