Il Potenza ha già vinto il suo scudetto

Pubblicato: Lunedì, 14 Maggio 2018

Quelli che il ca…cio.  di Tony Pezzotta

Il terrazzo del calcialingo torna ad animarsi dopo la festa prolungata per la promozione del Potenza in serie C. Il Viviani si riapre per ospitare il primo turno della poule scudetto di serie D, tra le vincenti dei vari gironi. E’ di scena il Rieti. I rossoblu sono chiamati a disputare un triangolare. Un ultimo sforzo prima del rompete le righe.

L’amico tifoso, però, non si lascia incantare dalle sirene di uno scudetto, puramente, simbolico. Guarda già oltre. Alla prossima campagna acquisti e alla disputa della Coppa Italia. “Chissà -riflette il recluso per calcio- che non ci capiti una grande di serie A”. Il vero tormento è, comunque, rappresentato dal problema dello stadio potentino. Posto che necessitano lavori di adeguamento dell’impianto, per poter ricevere l’omologazione a disputare il prossimo torneo tra i professionisti, si dovrà lottare contro il tempo. Sospesi tra burocrazia e volontà politica l’auspicio è che ci si disponga a risolvere con estrema solerzia gli adempimenti federali richiesti. L’amico tifoso lancia uno sguardo nel vuoto.

Gli interrogativi dell’ultimo decennio lo hanno dilaniato. E’ consapevole del fatto che il nuovo corso rossoblu, iniziato con l’avvento del presidente Caiata, abbia innescato un virtuoso coinvolgimento di massa ed è convinto che questa energia positiva possa produrre i suoi benefici effetti, anche sui freni e sugli atavici intoppi burocratici. “Il vento è già cambiato -afferma il pantofolaio del calcio- qualcosa d’importante dovrà succedere. Me lo sento”! Il fischio d’inizio del signor Collu di Cagliari, al cospetto di quattromila spettatori, sorprende il calcialingo ancora assorto nei suoi pensieri e dissolve l’enfasi delle premiazioni ufficiali, del Potenza.

E’ il 12’ e la gara si fa subito in salita per gli uomini di mister Ragno. Panico si fa espellere con rosso diretto per fallo da ultimo uomo e Potenza che resta in dieci. Gli amaranto celesti si rendono pericolosi e spingono. Anche i leoncini s’impegnano a portare insidie agli uomini di mister Parlato, senza, tuttavia, riuscirvi. Il primo tempo termina a reti bianche. Nella seconda frazione di gioco il Rieti sfiora, di poco, il gol del vantaggio. Ci provano prima Scotto e Minincleri. Poi è Giunta a colpire la traversa. Sui titoli di coda è Franca a cercare l’urlo della “Ovest”. Finisce a reti inviolate. Nulla è compromesso per la squadra del presidente Caiata. C’è ancora un residuo del clima festante per la promozione.

La testa, però, è altrove. I pensieri si affollano, così come i sogni del calcialingo e di un’intera comunità. Il Potenza ha già vinto il suo scudetto e, non solo, di serie D. Si è aggiudicata la promozione dominando il campionato ma, prima ancora, ha riconquistato i suoi tifosi, i potentini e la sua provincia, rendendo, di colpo, piccola la dimensione attuale del Viviani. Poco importa se i rossoblu non andranno avanti nelle fasi finali della poule. La conferma di mister Ragno vale già un sorriso e una garanzia di continuità. Serietà, professionalità, umiltà, grandi doti umane. La tela tessuta, in questa stagione, dal tecnico di Molfetta vale più di tante parole e rappresenta una garanzia di continuità del progetto.

 

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