Il Potenza ha perso il treno

Pubblicato: Domenica, 15 Febbraio 2015

di Pasquale Scarano

La storia è avara per il Potenza, negli incontri casalinghi con il Pomigliano; quattro volte i campani si sono presentati al Viviani, e per 3 volte hanno battuto i rosso-blù, mentre, nell'ultimo impegno con i lucani, hanno strappato con i denti, ed in piena zona recupero, un pareggio conquistato con grande merito.

3-3 il responso del Viviani, che ha visto la squadra di mister Francioso (nulla a che fare con il rione) affrontare l'incontro a viso aperto, senza timori reverenziali, e con ripartenze micidiali che hanno fatto tremare il pacchetto difensivo potentino. Un 3-5-2, quello dei granata, che pressava in attacco con le punte Longobardi e Marasco, il primo a cercare spazi facendo salire la squadra, il secondo, ad inserirsi ad alta velocità nelle linee dei leoni. A centrocampo gli ospiti applicavano marcature strettissime: Visciano a contrastare Cianni, Martinelli ad attaccare Viola e Panico sulla scia di Vaccaro. Sugli esterni Barillari e Parentato da un lato, Basso e D'Apolito dall'altro, davano luogo a duelli interessanti.Il dato è che il team granata non ha denunciato flessioni mentali o fisiche, anche quando era in svantaggio, contrastando gli avversari su ogni pallone, fino al termine della contesa. Il Potenza, al contrario, dava la sensazione di aver floppato l'approccio al match. Tutta la prima frazione di gioco, infatti, è vissuta sugli attacchi manovrieri, ma scarsamente incisivi del Potenza, e sulle pericolose verticalizzazioni del Pomigliano, ispirato da Terraciano e Panico. La difesa dei leoni mostrava, talvolta, difficoltà ed affanni, anche in fase d'impostazione della manovra, ingigantiti dall'assenza di un play difensivo qual'è Sicignano. In zona offensiva i rosso-blù si rendevano pericolosi sopratutto con Palumbo, ma l'estremo Del Rossi riusciva, con ottimi interventi, a sventare le minacce avversarie. In campo avverso, Patania neutralizzava le conclusioni di Parentato e Terraciano. Tutto sembrava immutabile sul risultato in bianco, quando d'improvviso, in zona Cesarini, Schettino scagliava il tiro della domenica e faceva secco un sorpreso Del Rossi. Potenza in vantaggio, dunque. Poi, a tempo quasi scaduto, Cianni ribadiva dalla media distanza ed il pallone incocciava il palo, sbatteva sulla dura cervice di Del Rossi ed entrava in rete. Il doppio KO ha davvero dell'incredibile causato sia dagli svarioni del portiere campano, sia da quello che il mitico Arrigo Sacchi definisce “el bus de cul “. Nel 2° game la musica cambiava, e nei minuti iniziali, lo spilungone Longobardi metteva dentro imbeccato da Marinelli, autore di una velocissima percussione.

I rosso-blù, invece, dovevano attendere almeno 20 minuti per il primo tiro verso la porta avversaria; per tentare nuove soluzioni Giacomarro inseriva Caraccio per Di Senso, con lo scopo di chiudere il match, attraverso una manovra d'attacco più efficace; il doppio vantaggio, però, arrivava da un'invenzione di Barillari, stop mancino e destro a giro con palla nell'angolo alto, irragiungibile per l'estremo avversario. Così, sembrava fatta per i leoni, ma i coraggiosi granata attaccavano il reparto arretrato potentino che andava tanto in confusione, sulle iniziative avversarie, che Schettino realizzava un clamoroso autogol, indirizzando sventatamente di testa il pallone nella propria porta. 3-2, quindi, ma gli ospiti non si accontentavano, ed un minuto dopo, al 38 ° s.t., con un incursione del geniale Panico, raggiungevano il pareggio con un acrobatico goal del giovane Romano.

Il risultato restava tale fino al game over, nonostante l'inutile assalto, costante ma sterile dei leoni. Il verdetto del Viviani si deve al fatto che il Potenza ha affrontato il match con il solito schema, senza cambiare una virgola dello schieramento, in base alle necessità tecnico-tattiche;ad esempio, l'inserimento di Caraccio come 2° punta, nel cuore della difesa avversaria non ha dato effetti, considerando le caratteristiche del “puntero“ argentino, che lo vedono inventare sulla zona del centro-sinistra; tutto questo al di là del goal di Barillari, che è stata una preziosità individuale, non collettiva. Ma il nodo vero dell'incontro è stato il rendimento della difesa, spesso tremebonda ed insicura, sin dall'inizio, e che a risultato acquisito, andava necessariamente rinforzata con un altro elemento, realizzando, in tal modo, la difesa a 4. Questa è stata, ormai, un'occasione perduta per i rossoblù: forse, il treno per l'Andria è diventato irraggiungibile.

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