L'Alpe d'Huez del calcio

Pubblicato: Domenica, 08 Febbraio 2015

di Pasquale Scarano

Un terribile sali-scendi ha condotto il potenza su impervie salite, affrontate inizialmente con estrema cautela dai potentini e poi superate con il passo del provetto “ Grimpeur “, seguite da mirabolanti discese inanellate con il piglio dell'acrobata. D'improvviso, poi, ancora montagne, scollinate con decisione, ma con un po' d'apprensione.

Questa, in pillole, è la storia di un match, quello tra il Francavilla ed il Potenza, che ha visto sconvolgimenti continui negli accadimenti e nelle sorti del gioco. In primo luogo, il vantaggio dei sinnici per un'ingenuità leonina su palla inattiva che tramortiva il team di Giacomarro di fronte ad una montagna da scalare come lo svantaggio. L'effetto sorpresa dello scatto in avanti degli avversari (goal di Nicolao) diventava solo una questione di tempo: il secondo per l'appunto.
Ma il cuore rosso-blù dello scalatore alla Nibali, siculo come Giacomarro, colmo di determinazione, veniva fuori inarrestabile con stile ed efficacia.Così, in pochi minuti, si concretizzava il ribaltone: si passava dal vantaggio di Nicolau al doppio affondo di Palumbo che, in pochi minuti, segnava il goal del pareggio e portava in vantaggio i potentini. Incontro in discesa, quindi,ma lo stesso si complicava per l'inedita espulsione di Sicignano, costretto al fallo da Picci, e, con l'inferiorità numerica degli ospiti, riproponeva un percorso in salita dalle prospettive inimmaginabili per i potentini. Invece, il Potenza riprendeva il comando della corsa ed andava di nuovo al bersaglio con il geometrico Cianni. 1-3 e Francavilla in bambola? Nonostante i leoni,che giocavano in 10, giostrassero con attenzione ed estremo criterio, un calcio di rigore concesso e trasformato da Picci, concedeva una chanche ai padroni di casa.

2-3, quindi e sali-scendi di emozioni con annesso risultato in bilico. Ma, ormai, il Potenza era lanciato verso il traguardo della vittoria e, nessuno ormai, poteva più fermarlo; tanto meno un complesso, come quello di Lazic, incapace di esprimere con continuità un gioco corale ed aggressivo. Il goal raccattato dai sinnici, non era legittimato da quanto essi avevano mostrato; al contrario Picci & company hanno mostrato preoccupanti segni di regressione nella manovra offensiva, concedendosi ad un vero e proprio “ catenaccio “, dopo il vantaggio, con Picci che vagava solitario, scarsamente assistito da Sperandeo e Nicolao. In realtà, quando nel 2° game, è venuto fuori il Potenza d'attacco, manovriero ed incisivo, il successo non poteva che essere colto dal Potenza.

Anche in stato d'inferiorità numerica, passati ad un 4-4-1 per coprirsi le spalle, non denunciavano imbarazzi nella gestione del gioco. La forza mentale, tecnica e tattica dei leoni, contrastava con l'evanescenza fisica e psicologica della squadra del presidente Cupparo.I sinnici, infatti, hanno mollato alle prime avversità, pur favoriti da un campo di gioco al limite del regolamento. Per i leoni, invece, la forza delle geometrie “ giacomarriane “ hanno consentito ai rosso-blù di esprimersi al meglio anche sui campi-trappola come quello del Fittipaldi “.

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