La caduta di Fort Apaches

Pubblicato: Domenica, 04 Gennaio 2015

Ebbene, si! Alla fine della contesa, la roccaforte dei visi pallidi, impersonati dagli atleti in maglia granata, è caduta nelle mani d'improbabili indiani dipinti di rosso e di blu, che hanno dato non più di qualche tremore ad una guarnigione rabberciata ed ormai circondata, prima di affondare piuttosto casualmente l'attacco decisivo per la conquista della postazione.

La parodia del West combacia con la storia e l'epilogo dell'ultimo match del girone di ritorno della serie D, disputato tra Potenza e Puteolana. Gli ospiti,ultimi in classifica ed alla ricerca disperata di punti, si sono presentati al cospetto della seconda forza del campionato, con un atteggiamento tattico prudente, ma non rinunciatario. Un 4-5-1, con Mazzeo, neo-acquisto, unica punta di grande esperienza, talvolta supportato dai due esterni in pressing, Corrado e Sorrentino. I rosso-blu, dal loro canto, hanno contrapposto il solito 3-5-2, con Sicignano ad orchestrare la difesa Cianni alla regia, Basso e Barillari sugli esterni, Vaccaro e Viola per tentare le imbucate in area e Palumbo e Di Senso a caccia di gloria in attacco.

Si registra, quindi, un primo tempo di marca lucana con un possesso-palla costante ma sterile nella fase offensiva. In breve i campani riuscivano a chiudere le corsie esterne, raddoppiando sui portatori di palla e costringendo la manovra dei lucani per vie centrali, operazione facilmente disinnescata dall'aguerrito reparto difensivo guidato dall'impeccabile Vacca. Eppure, nonostante tali difficoltà i padroni di casa minacciavano più volte la porta avversaria protetta da uno Iaccarino decisamente insuperabile negli interventi che era costretto ad effettuare; nelle altre circostanze dominava l'imprecisione degli avanti potentini negli ultimi 16 metri e una sfortunata conclusione di Di Senso sul palo.
Poi, d'improvviso, oltre la mezz'ora, uno dei tentativi di alleggerire la pressione da parte dei granata, consentiva a Sorrentino di bucare la difesa di Sicignano e soci e d'indirizzare, verso un Patania distratto e fuori posizione, un missile da 35 metri che s'infilava sotto la traversa.
Il Potenza sembrava non accusare il colpo e reagiva immediatamente con il solito Di Senso, procurandosi un calcio di rigore. Palumbo si occupava del penalty ed inopinatamente lo sbagliava. L'episodio determinava anche l'espulsione del centrale Signore e l'inferiorità numerica dei campani al termine del 1° tempo.

La seconda fase dell'incontro vedeva così una squadra quadrata nella gestione difensiva, penalizzata dall'inferiorità numerica, con 9 uomini dietro la linea della palla ed i rosso-blù che si catapultavano verso la porta di Iaccarino. Nonostante il predominio costante, ciò non impediva ai granata di minacciare Patania, sfiorando in due occasioni il raddoppio.
Il match si è involuto in una serie di batti e ribatti, cross dal fondo sempre preda dei campani e che ha avuto una svolta con l'ingresso di tre attaccanti, Caraccio, Surmiak e Catanese, che hanno imperversato sulle corsie laterali, consentendo di raggiungere il pareggio con Cianni al 46°, ed al 50° il goal della vittoria con l'indomabile Di Senso.
Questa volta c'è voluto, da parte di Giacomarro, una mossa alla Mourinho per raggiungere il successo.

Pasquale Scarano

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