Ricominciare

Pubblicato: Giovedì, 03 Maggio 2018

di Federica Pergola

Quella sera dorata non volevo proprio andare oltre; più di ogni cosa volevo restare un po’” (Elizabeth Bishop)

Omar, professore universitario di origini iraniane, per ricevere una borsa di studio deve scrivere la biografia di Jules Gund, uno scrittore minore, autore di una solo opera, ma molto apprezzato. Ma, per poter affrontare il progetto, Omar deve ottenere l'autorizzazione dei tre eredi del defunto scrittore: il fratello Adam, la moglie Caroline e l'amante Arden. La sua richiesta, però, viene respinta. Intrappolato in una vita non sua, ma di questo ancora vagamente consapevole, Omar si lascia vivere, sospinto dagli eventi, e solo quando la sua ragazza, Deirdre, lo incalza, decide di partire per l'Uruguay con l'intento di persuadere gli eredi.

Il suo arrivo scompagina le carte, ha l’effetto di un tremito, piccolo, ma dagli effetti devastanti. “Mi dispiace se l’ho turbata. Forse non sarei dovuto venire qui. Ho turbato tutti, a quanto pare” Perché in Uruguay, nella tenuta di famiglia, Omar conosce il fratello dello scrittore e il suo giovane compagno; la scostante moglie Caroline, che si diletta nel dipingere e l’amante, dolcissima Arden. E tra aperitivi, cene e conversazioni raffinate, comincia una commedia dai risvolti imprevedibili.

Un romanzo che ci fa conoscere e amare (e detestare) i suoi personaggi come fossero persone vive, e vicine al punto da poterle toccare; un lavoro così ricco di umanità, così preciso nell’affondare nelle pulsioni profonde e segrete degli esseri umani; così divertente, pieno di humour, e commovente, da rimpiangere una volta finito…

- Le devi incantare. Io non sono capace, quindi conto su di te
Devo incantarle prima o dopo aver fatto da mangiare?- domandò Pete.
- Cosa?
- Voglio solo essere sicuro di aver capito bene i tuoi ordini: cucinare e incantarle. Nient’altro?

Si sentì bussare alla porta.

- Non fare tante storie-disse Adam-Apri la porta
- Cucinare, incantarle, non fare storie, aprire la porta. Nient’altro?

Adam rise.
- No, per il momento.

Maestro nel raccontare in modi semplici e diretti la profondità e la complessità dell’esistenza, Cameron riesce, con un’economia di mezzi assoluta, a regalarci “un piccolo capolavoro di arte del romanzo: raffinatissimo nei meccanismi ma che si legge senza poterlo abbandonare un minuto” (Giuseppe Montesano).

- Le manca?
- Che domanda brutale! Sei proprio un biografo.
- Scusi
- Certo che mi manca. Ma è meglio così. Non è quello che si dice sempre: è meglio così? Intendendo: è un dolore insopportabile, ma cercherò di sopravvivere.

 


Quella sera dorata, di Peter Cameron, Adelphi, pp. 318, €12.00

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