L’allineamento dei pianeti

Pubblicato: Mercoledì, 13 Settembre 2017

di Federica Pergola

Le vite degli uomini percorrono traiettorie già tracciate, come i corpi celesti che rispondono alle misteriose leggi dell’universo? Come le megaptere, che ogni anno nella loro migrazione stagionale percorrono seimila km di acqua oceanica seguendo “con precisione assoluta la stessa identica variazione di grado: dai fiordi norvegesi di Alesund alle coste africane di Nouadhibou, non deviando di un millimetro dalla rotta consueta, come se gli animali si muovessero seguendo orbite evanescenti”.

Così sembrano le vite degli indimenticabili protagonisti del secondo bellissimo romanzo di Domenico Dara: Appunti di meccanica celeste, ambientato di nuovo a Girifalco, paese reale e magico insieme. Dopo l’esordio (con Breve trattato delle coincidenze, Nutrimenti 2014, finalista al premio Calvino e vincitore di numerosi altri premi letterari) Dara torna a parlarci- con un linguaggio fresco e antico insieme- degli esseri umani , dei loro sogni e dei loro desideri, ma anche delle seconde possibilità che la vita, alle volte, ci offre.

Perché se è vero che gli uomini si intersecano ed attraversano e cozzano secondo percorsi che sembrano già tracciati ed immutabili - se Lulù è inevitabilmente “il pazzo” perché rinchiuso in manicomio da bambino in quanto orfano ed epilettico; se Concetta è “la secca” perché non riesce ad avere figli e sta prosciugandosi dentro anche lei; se Rorò è la “venturata” dato che sin dalla culla un destino benevolo sembra proteggerla e accudirla; mentre Mararosa è davvero malarosa visto il malanimo e l’invidia che contiene …- è anche vero che a volte, per le circostanze più varie (l’arrivo di un circo, l’urto di un passante che facendoci tardare ci salva la vita , un atteggiamento diverso nei confronti di quello che il fato ci ha consegnato) i destini diventano mutevoli, e la bilancia del mondo si sposta: “Ogni giorno spingiamo il mondo da una parte o dall’altra, ogni giorno qualunque uomo, anche chi sembra non pesare affatto sui destini universali, si sveglia e può scegliere con la sua condotta se porre la pietruzza sul piatto del bene o sul piatto del male”.

Così quando la mattina dopo san Lorenzo - dopo la caduta delle stelle e lo svelamento dei desideri più nascosti dei sette protagonisti del romanzo – a Girifalco arriva un circo, tutto comincia, lentamente, a mutare direzione. Questo corteo sfavillante che ha sbagliato strada, perché era destinato ad un grande centro, eccita gli animi e incanta i paesani, finendo col cambiare per sempre le loro esistenze.

E non c’è da meravigliarsi. Anche la Terra, che ruota secondo un asse inclinato di 23,5 gradi, non era stata predestinata a questa inclinazione. “Dal momento della sua origine il pianeta se ne stava lì, fermo, a riposo, fin quando un giorno venne colpito con violenza da un asteroide che lo fece girare su se stesso come il cane di Gogò Mattaruanzu intorno all’albero prima di decidersi a pisciarlo. Si fermò al momento giusto e fu una pendenza salvifica: bastava un grado in più o in meno e non ci sarebbe stato niente, né il giorno né la notte, le stagioni, il volo degli uccelli, il tempo, gli uomini e i loro infiniti affanni. Nulla”.

Basta poco. Anche per comprendere che il de-siderium non è che la mancanza delle stelle (in mancanza delle quali non resta che appetire qualcosa che ci manca): “che poi cos’erano i desideri se non una silenziosa dichiarazione di fallimento? Riconoscere che ciò che vogliamo non ci appartiene, che siamo altro da quello che vorremmo, che la nostra vita segue una traiettoria sbagliata” dove può portarci?

In questo scenario di infinite possibilità che è la nostra esistenza, dove non possiamo misurare il mondo , dove sono i congedi mancati a farci soffrire di più (“era questo che faceva male, non l’incompiutezza in sé, ma il suo coglierci impreparati. Il dolore, quello vero, nasceva dal rimorso per la parola non detta, la carezza sfiorata, il bacio trattenuto: il congedo mancato”) - e le illusioni a salvarci, come possono i destini farsi mutevoli?

Eppure qualche volta i pianeti si allineano: con dei ritorni, delle agnizioni, delle rinunce a ciò che è impossibile (e per questo bisogna abbandonare), delle prese di coscienza, dei cambiamenti di rotta.

Perché anche se tutte le nostre vite sono una catena di eventi sospesi, messaggi senza risposte, programmi incompiuti, intenzioni rimaste intenzioni, certe volte basta cambiare il posto di osservazione perché un panorama ci appaia completamente diverso…

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Domenico Dara, Appunti di meccanica celeste, Nutrimenti 2016, pp.363, €19,00

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