Le cose non sono quelle che sembrano

Pubblicato: Venerdì, 28 Luglio 2017

di Federica Pergola

Di Antonia S. Byatt probabilmente tutti ricordano Possessione, romanzo vincitore del Booker Prize nel 1990 e successivamente film di Neil LaBute interpretato da Gwyneth Paltrow e Aaron Eckart. Libro magico e furiosamente romantico, anche Possessione, come questi due racconti presenti nella raccolta Angeli e insetti, era profondamente intriso di temi tratti dalla letteratura vittoriana. E come lì il ritrovamento di alcune lettere porta i due protagonisti (un uomo e una donna) a ricostruire la storia d’amore (segreta e impossibile) di due (fittizi) poeti vittoriani di cui leggiamo stralci di loro (immaginarie) opere: poesie e racconti -anche qui un racconto (Le cose non sono quelle che sembrano) innestato nel racconto (Morpho Eugenia) sarà decisivo e rivelatore.

Ecco, vi svelo un mistero: noi non morremo tutti, ma tutti saremo trasformati” (Prima lettera ai Corinti)

Il giovane protagonista di Morpho Eugenia è uno studioso: un entomologo sopravvissuto ad un naufragio dal ritorno dall’Amazzonia, dove era andato per le sue ricerche. Pieno di entusiasmo – e della voglia di studiare, scoprire, esplorare - finirà invece con lo sposare la figlia di un collezionista di farfalle e insetti e con lo stabilirsi in Inghilterra. Ma in questo “verde pieno di colore”- contro la “monotona uniformità di verde amazzonica…una tale massa di vegetazione invadente, rampicante, soffocante” – niente è quello che sembra. Tema davvero regnante del racconto è infatti la metamorfosi, la trasformazione : “l’argilla, il plasmarsi, il decomporsi”. Tutti mutano, in queste pagine colme di fiori e colori, di vita brulicante di api e formiche. Lui- da indigente senza denaro né prospettive future- diventa il marito di una splendida e ricca fanciulla. Eugenia (“è così bella signore-davvero bellissima- e- e- perfetta” ) simile a un angelo nei modi e nelle fattezze, nasconde un segreto che la trasfigurerà. Matty- asessuata, indefinibile creatura a servizio della famiglia, si muterà nel deus ex machina dell’ultimo rivolgimento della storia… E ancora gli insetti: molteplici, vorticosi, ronzanti, operosi, brutali, affascinanti: e i bruchi che diventano farfalle, cambiando il brutto in bello: quelle variopinte, meravigliose farfalle che Eugenia ha chiesto in dono: “tempo fa mi avete promesso una nuvola di farfalle”. E la otterrà.

Il tema della morte, della perdita delle persone care e del vuoto che gli uomini non riescono a sostenere una volta caduta la speranza in un al di là metafisico, sono invece alla base de L’angelo coniugale. Qui la protagonista è Emily Tennyson, sorella del poeta Alfred. Il suo desiderio di comunicare con lo spirito di Arthur Hallam, poeta amico di suo fratello al quale Emily era stata legata in gioventù, la porta a partecipare ad alcune sedute spiritiche…

Entrambi i racconti - splendidi per ricchezza espressiva, rimandi letterari e acute invenzioni –ben fotografano la crisi che la società vittoriana dovette affrontare quando, nella seconda metà del secolo XIX, Charles Darwin pubblicò “L’origine delle specie”, terremotando le certezze in Dio e nell’immodificabilità della creazione; nella finalità di un progetto benefico e nel determinismo.

Allora- ecco- “quando erano giovani avevano cantato in Chiesa che credevano alla resurrezione della carne e della vita eterna… Ma ora c’era Darwin e loro, adesso, avevano paura”.

Agli esseri umani piace essere spaventati. Non solo, vogliono anche essere giudicati; non saprebbero andare avanti se la loro vita non avesse importanza, un’importanza assoluta di fronte a un occhio superiore che osserva e rende reali. Se non vi fossero morte e giudizio, se non vi fossero paradiso e inferno, gli uomini non sarebbero più nulla che insetti, nulla più che farfalle e tafani.” (…) “Viviamo in una Valle di Lacrime, abbiamo bisogno di sapere che esiste un Giardino fiorito”(…) “L’idea terribile – terribile per alcuni, terribile, forse, per tutti, in certi momenti e in qualche misura- è che siamo biologicamente predestinati, al pari delle altre creature, che siamo diversi solo per la creatività e la capacità di riflettere sul nostro destino…

Ma poi le battaglie spirituali di questi esseri così profondamente vivi si concludono sempre grazie al cuore. “Avete cuore. E’ la cosa più importante”. E la forza della vita vincerà sempre sui ricordi, le paure e le recriminazioni.

Nella vita con le sue diverse forze, originariamente apparse in poche forme o in una forma sola, vi è qualcosa di grandioso; e mentre il nostro pianeta ha continuato a ruotare secondo l’immutabile legge di gravità, da un semplice inizio innumerevoli forme, bellissime e meravigliose, si sono evolute e continuano ad evolversi” (Charles Darwin, L’origine delle specie).

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Angeli e insetti, di Antonia S. Byatt, Einaudi, pp.318, €12,00

 

 

 

 

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