Basilicata….Terra di Cinema!

Pubblicato: Giovedì, 19 Gennaio 2017

di Stefania Lauria

La Basilicata è una regione piccola, forse non ancora del tutto conosciuta ma con enormi risorse. Montagne, mare, storia, gastronomia. Pian piano però sta emergendo e a differenza di qualche anno fa, complice anche una maggiore sponsorizzazione del territorio, ci si può presentare come lucani e ( finalmente) essere collocati geograficamente in modo corretto dal nostro interlocutore.

C’è però un settore che da oltre mezzo secolo si è fatto “portavoce” delle bellezze incontaminate di questa terra e ne ha diffuso splendide immagini che attraverso lo schermo hanno fatto da sfondo a molteplici storie: il cinema. 

La Basilicata è diventata un set a cielo aperto sempre più scelto e sono in tanti i registi italiani ma anche stranieri che hanno dimostrato di apprezzare questa regione. Basti ricordare le parole di Francis Ford Coppola (di origini lucane, ndr). Il regista americano ha dichiarato: “Quando vedi la Basilicata, vedi campi, vigneti, bellissimi paesaggi…vedi la terra come doveva essere. Abbiamo una regione d’Italia ancora preservata, ancora autentica, ancora pura.”

Nonostante sin dagli anni ’30 l’Istituto Luce si sia interessato alle terre lucane, è solo negli anni ’50 che si iniziano a girare film e documentari in Basilicata. Da Le due sorelle di Mario Volpe a Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato di Carlo Lizzani, e ancora Il Brigante di Tacca del Lupo di Pietro Germi e La lupa di Lattuada del 1953. Si girano anche tre film di azione: L’Alfiere di Anton Giulio Majano, Nonna Sabella di Dino Risi e Il conte di Matera di Luigi Capuano.

Gli anni ’60 hanno continuato ad essere, per il cinema in Basilicata,anni molto proliferi. Diversi i registi che hanno scelto la nostra regione per i loro film: da Joris Ivens che gira proprio nel 1960, L’Italia non è un paese povero, a Rossellini con il suo Viva l’Italia e ancora Luigi Zampa che ricostruisce in Gli anni Ruggenti, il regime fascista, dirigendo un giovane Nino Manfredi. Passando per Il Demonio e i Basilischi del 1963, arriviamo ad una delle pellicole più celebri realizzate in Basilicata. Il film è Il Vangelo Secondo Matteo (1964), per la regia di uno dei più importanti scrittori del '900 italiano, Pier Paolo Pasolini che scelse Matera  come scenario per rappresentare la Palestina. 

Due anni più tardi nel 1965, Nanni Loy, ambienta il suo Made in Italy a Maratea e Francesco Rosi nel 1967 gira con una giovane Sofia Loren e Omar Sharif, C’era una volta, favola ispirata all’opera di Gian Battista Basile ,“Lo cunto de li cunti”.

Negli anni ’70, invece, oltre a pellicole come Decamerone Nero di Vivarelli e il thriller, Non si sevizia un paperino di Fulci, l’attenzione è focalizzata soprattutto su Matera con una serie di film: Allosanfan, dei fratelli Taviani, che vede tra i protagonisti  l’indimenticato Marcello Mastroianni; Il tempo dell’inizio di Luigi di Gianni e Anno Uno di Roberto Rossellini che ripercorre la vita di Alcide de Gasperi. Arriviamo così al 1979, anno in cui si gira un'altra celebre pellicola: Cristo si è fermato ad Eboli di Francesco Rosi. Aliano, Craco, Matera e Guardia Perticara i luoghi scelti per le riprese.

Negli anni ’80, ancora una volta, Francesco Rosi sceglie la Basilicata come set per Tre fratelli

Il 1984 vede invece la realizzazione di un film di produzione americana con  Richard Gere. King David di Bruce Beresford non ebbe particolare successo, ma inorgoglisce la dichiarazione rilasciata da Gere: “… E’ vero, è stato un mio insuccesso, ma lo rifarei da capo, perché mi ha fatto scoprire una città straordinaria come Matera, che altrimenti non avrei mai visitato”.

La Basilicata si è rivelata particolarmente cara anche ai fratelli Taviani, che in questi stessi anni, girano un nuovo film: Il sole anche di notte, dramma tratto dal romanzo di Tolstoj.

Tre invece sono stati  i più importanti film realizzati in Basilicata negli anni ’90. Giuseppe Tornatore, ambienta a Matera nel 1995, L’uomo delle stelle. Nel 1998 Michele Placido, scrive e dirige Del Perduto Amore con un brillante cast tra cui si annovera la presenza di Giovanna Mezzogiorno, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio e Enrico Lo Verso.

L’anno successivo, Segatori, gira tra Aliano, gli scavi di Grumentum,Stigliano, Senise, Terra Bruciata. Nel cast: Raul Bova, Michele Placido, Giancarlo Giannini.

E’ negli anni 2000 che la Basilicata afferma e conferma, il suo successo in ambito cinematografico. Molti i film che vengono prodotti. Tra i più noti ricordiamo: Io non ho paura (2002) di Gabriele Salvatores, vincitore del David di Donatello e candidato all’Oscar; The Passion (2004) di Mel Gibson; Agente 007-Quantum of Solace (2008). Il regista Forest sceglie come location del film  la città di Craco e le strade di San Biagio a Maratea. Sempre Maratea è tra i paesi  protagonisti di un film scritto e diretto dal lucano, Rocco Papaleo. Basilicata Cost to Cost del 2010 è un vero e proprio tributo a questa terra. Vincitore di due nastri d’argento nel 2010 e tre David di Donatello nel 2011, vede nel cast, oltre che lo stesso Papaleo  anche Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Paolo Briguglia e il cantante Max Gazzè, interprete della colonna sonora "Mentre dormi”.  

Nel 2011 è invece la volta di Un giorno della vita di Giuseppe Papasso e ancora della miniserie, Il Generale dei Briganti, prodotta da Raifiction e andata in onda nel Febbraio del 2012. Nel cast Daniele Liotti e Massimo Dapporto.

Tra le produzioni più recenti, ricordiamo: il remake di Ben Hur, 2015; Veloce come il Vento, 2016; Un Paese quasi perfetto , 2016; Ustica, 2016.

Non è ancora andata in onda ma è stata girata sempre in Basilicata, la fiction targata Rai, Sorelle, per la regia di Cinzia Th Torrini.

E' dei giorni scorsi, inoltre, la notizia divulgata attraverso i social dalla Lucana Film Commission, che ben 10 produzioni audiovisive promosse e/o sostenute dalla Basilicata, sono in gara per il premio cinematografico più ambito d’Italia: il David di Donatello. Cinque, per la categoria “Film Italiani”: Montedoro, opera prima del lucano Antonello Faretta; Una diecimila lire di Luciano Luminelli; Un paese quasi perfetto di Massimo Gaudioso; Ustica di Renzo Martinelli; Veloce come il vento di Matteo Rovere. Uno, per la categoria “film stranieri”: Ben Hur di Timur Bekmambetov. Uno, nella categoria “Documentari”: Il fischio di famiglia di Michele Salfi Russo. Infine, tre, nella categoria “Cortometraggi” : Ali Velate di Nadia Kibout; L’Aurora che non vedrò di Mimmo Mongelli; Ballata per un ergastolo di Cosimo Fusco.

Sempre la lucana Film Commission, precisa che:  “...questo dato testimonia la reale attrattività  della nostra regione per le grandi e piccole produzioni cinematografiche e l’attivismo positivo ed in costante crescita  del distretto dell’audiovisivo lucano”. 

Enorme soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione, Marcello Pittella, che in un post su Facebook, scrive: “…In bocca al lupo alle dieci produzioni girate nella nostra regione in corsa per il David di Donatello 2017. Segno di un’attrattività territoriale ormai in crescita e di una crescita importante per la nostra Lucana Film Commission.”

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