Le novità scientifiche del 2015

Pubblicato: Domenica, 04 Gennaio 2015

La fine dell’anno non è solo tempo di bilanci, ma anche di buoni propositi, aspettative e speranze per il futuro. Dopo aver preparato la lista dei 10 scienziati più importanti del 2014, nel primo numero del nuovo anno Nature torna infatti a stilare una classifica, occupandosi questa volta dei più importanti traguardi scientifici attesi per il 2015.

Come vedremo, ce n’è per tutti i gusti: dalla fisica delle particelle al cambiamento climatico, dalle missioni spaziali alla lotta per la salute globale, il nuovo anno promette infatti essere particolarmente proficuo in molti campi della scienza.

Lhc
Dopo due anni di attesa, il Large Hadron Collider (Lhc) dovrebbe tornare in funzione a Marzo, pronto a raggiungere nuove collisioni tra particelle, di potenza mai tentata prima. Nel 2015 infatti l’acceleratore del Cern lavorerà a collisioni da 13 teraelettronvolt, quasi il doppio del record attuale, alla ricerca di prove che supportino il modello standard della fisica delle particelle. Come spiega l’autrice della classifica di Nature Elizabeth Gibney, se tanta potenza di fuoco non bastasse per portare alla luce nuove particelle super pesanti, la popolare teoria della supersimmetria, già scricchiolante, potrebbe essere messa definitivamente in dubbio.

Cambiamento climatico
Nel 2014 Stati Uniti e Cina, i principali produttori di anidride carbonica del mondo, hanno accettato di dare una stretta alle loro emissioni di gas serra. La speranza è che lo storico accordo apra le porte per un nuovo patto globale, legalmente vincolante, per il post-2020, che potrebbe arrivare durante il summit delle Nazioni Unite che si terrà il prossimo dicembre a Parigi.

 

 

Ecco qui invece le teorie scientifiche da abbandonare —

 

Che raggiungeremo i limiti della comprensione scientifica

“C’è un’estesa presunzione che le nostre conoscenze possano essere approfondite all’infinito, e che tutti i problemi della scienza possano essere affrontati. Dovremmo abbandonare questo ottimismo” (Martin Rees, presidente della Royal Society)

L'uniformità e l'unicità dell’Universo

“Si può tornare all’idea di un unico Universo? Dovrebbero intrecciarsi tre condizioni: l’invenzione di una teoria cosmologica e di una teoria delle interazioni fondamentali migliore e una spiegazione alternativa per le coincidenze miracolose” (Andrei Linde, fisico a Stanford) )

 

Che grandi effetti abbiano grandi spiegazioni

“La scienza può avanzare solo al ritmo delle migliori spiegazioni. Spesso, le più raffinate sono mascherate con effetti di modeste proporzioni” (Fiery Cushman, linguista alla Brown University)

 

Il sovraccarico di informazioni

“Se i tuoi filtri non vanno bene c’è sempre troppo di cui occuparsi, e mai abbastanza tempo. Queste non sono tendenze alimentate dalla tecnologia. Queste sono condizioni di vita” (Jay Rosen, professore di giornalismo alla New York University)

Natura = oggetti

“E se iniziassimo a concepire la natura sia come un oggetto che un soggetto?” (Scott Sampson, paleontologo)

La razza

“L’instabilità e il potenziale per una errata interpretazione rendono la razza un concetto inutile per la scienza. Non sarà facile trovare nuovi vocabolari per indicare le diversità umane, ma è necessario” (Nina Jablonski, antropologa alla Pennsylvania State University)

 

Che la realtà abbia solo tre dimensioni

“La teoria delle stringhe predice che il mondo abbia più di tre dimensioni spaziali” (Gordon Kane, fisico delle particelle e cosmologo alla University of Michigan) (trailfan@Flickr)

 

L’amico robot

“Affinché un amico artificiale diventi la nostra nuova normalità, dovremmo cambiare noi stessi, i nostri valori e le connessioni umane (…). Pensiamo di costruire nuove macchine, ma in realtà stiamo ricostruendo le persone” (Sherry Turkle, psicologa al Mit) (Getty)

 

Che gli esseri umani siano pecore

“Un sacco di ricerche si riferisce ancora al modello delle pecore come se fosse una verità universalmente riconosciuta e una roccia solida su cui costruire ipotesi nuove sul comportamento di massa. (…) È ora di mettere da parte questa idea” (David Berreby, giornalista)

 

Che il Big Bang sia stato il primo momento del tempo

“Se il Big Bang coincidesse col primo momento del tempo, non ci sarebbe alcuna risposta scientifica alla domanda su chi abbia determinato le leggi della natura” (Lee Smolin, fisico al Physicist, Perimeter Institute)

 

La grammatica universale

“Ignorare la diversità è mettere da parte la dimensione più informativa del linguaggio” (Benjamin K. Bergen, professore di scienze cognitive alla University of California)

 

I Big Data

“No, non intendo alla lettera che dovremmo smettere di credere nei Big Data, o di raccoglierli. Ma dovremmo smettere di fingere che siano magici” (Gary Marcus, studioso in scienze cognitive)

 

L’illusione del progresso scientifico

“Lasciateci misurare il progresso non in base a cosa viene scoperto, ma piuttosto attraverso la lista crescente dei misteri che ci fanno presente quanto poco sappiamo” (Paul Saffo esperto di tecnologia e professore a Stanford)

 

Che la scoperta del bosone di Higgs chiuda un capitolo nella storia della fisica delle particelle

“Di certo non abbiamo ancora una teoria del tutto, e non ci siamo nemmeno vicini” (Haim Harari, fisico al Weizmann Institute of Science)

La tragedia dei beni comuni

“Questa teoria è chiaramente diventata ormai una commedia. Ma può essere una grande tragedia se non la chiudiamo e non andiamo avanti” (Luca De Biase, giornalista)

Che gli esseri umani siano sociali per natura

“L’entusiasmo sul cervello sociale, gli ormoni sociali e l’intelligenza sociale devono essere calibrati con l’evidenza che essere sociali sia tutt’altro che facile, automatico o infinito” (Adam Waytz, psicologo e professore alla Northwestern University)

 

Più grande il cervello dell’animale, più grande la sua intelligenza

“Non conta tanto quanto è grande l’hardware del cervello, bensì il suo software” (Nicholas Humphrey, professore alla London School of Economics)

 

La stazionarietà

“Negli ultimi anni, un numero crescente di osservazioni ha consolidato l’idea che probabilmente le distribuzioni di probabilità che abbiamo preso per fisse non lo siano. Esse stanno cambiando, e velocemente” (Giulio Boccaletti, fisico)

 

Il Quoziente Intellettivo

“Non c’è alcun motivo per credere – e molti motivi invece per non credere – che la misura del cosiddetto QI rifletta una qualche capacità cognitiva” (Scott Atran, antropologo al National Center for Scientific Research di Parigi)

 

La natura umana

“Utilizzare il concetto di natura umana rende impossibile pensare all’evoluzione dell’umanità” (Peter Richerson, professore alla California-Davis e allo University College London)

 

L’antropocentrismo

“Che possiamo o meno superarlo, esso è un promemoria dei nostri limiti” (Satyajit Das, esperto di rischio finanziario) (Corbis)

 

Che la scienza avanzi con i funerali

“Lo sviluppo di nuove verità scientifiche non dipende dal superamento di avversari conservatori. Piuttosto, dall’arruolamento di nuovi talenti desiderosi di lasciare il segno” (Samuel Barondes, neurobiologo e psichiatra) (Corbis)

 

Che le cose siano o vere o false

“Sopra è sopra, sotto è sotto, certo. Eccetto in alcune circostanze” (Alan Alda, attore e scrittore)

 

L’informatica

“Pensiamo alla macchina di Turing e all’architettura di von Neuman come ruote trainanti della tecnologia. Ci hanno portato avanti, ma ora c’è bisogno di qualcosa per introdurre unità fisiche nel software e programmare il computer definitivo, l’Universo” (Neil Gershenfeld, fisico al Mit) (Corbis)

 

Il metodo scientifico

“Più precisamente, l’idea che ci sarebbe un unico metodo scientifico, un unico modo per ottenere risultati scientifici” (Melanie Swan, esperta di genomica) (Getty)

 

Che le leggi della fisica siano predeterminate

“Dobbiamo arrenderci ad accettare che la vita non sia preordinata” (Lawrence M. Krauss, fisico e cosmologo) (Corbis)

 

La semplicità

“Certo sarebbe bello se tutto alla fine risultasse facile, o fosse gestibile con una descrizione semplice. Ma alcune cose potrebbero essere spiegate più adeguatamente nella loro complessità” (A. C. Grayling, filosofo al Birkbeck College London) (Corbis)

 

Un genoma per individuo

“Sarà necessario molto lavoro, ma adesso che abbiamo la tecnologia per farlo dovremmo sicuramente capire meglio i nostri genomi eterogenei negli anni a venire” (Eric J. Topol, M D, professore di genomica allo Scripps Research Institute) (Corbis)

 

La replica come rete di sicurezza

“La replica è una componente critica del processo scientifico, ma l’illusione della replica come antidoto ai risultati inconsistenti dev’essere distrutta” (Adam Alter, psicologo) (Corbis)

 

L’intelligenza come una proprietà

“Ho il sospetto che la ragione per questa mancanza di progresso nel definire fisicamente l’intelligenza sia connesso al fatto che consideriamo l’intelligenza una proprietà statica, più che un processo dinamico” (Alexander Wissner-Gross, scienziato e imprenditore) (Corbis)

 

La legge di Moore

“La legge di Moore andrebbe ritirata prima dei suoi limiti tecnologici, perché ha spinto la percezione del progresso in direzioni sbagliate” (Andrian Kreye editor al German Daily Newspaper) (Corbis)

 

Il potere della statistica

“Dovremmo essere attenti a non legarci troppo a statistica e scienza dei dati abbandonando i metodi classici per scoprire le eccezionali verità della natura” (Emanuel Derman, professore di finanza alla Columbia) (Corbis)

 

La geometria

“Continueremo a usare la geometria come utile branca della matematica, ma è ora di abbandonare l’idea che essa sia la descrizione dello spazio fisico” (Carlo Rovelli, fisico alla Aix-Marseille University) (Corbis)

 

L’essenzialismo

“Scientificamente è confuso e moralmente dannoso. Dev’essere ritirato” (Richard Dawkins, biologo dell’evoluzione) (Corbis)

 

L’infinità

“Diciamolo: nonostante il loro fascino seducente, non abbiamo alcuna evidenza osservazionale per l’infinitamente grande né per l’infinitamente piccolo” (Max Tegmark, fisico al Mit) (Corbis)

 

Certezza, verità assoluta ed esattezza

“Quello che suggerisco è una maggior liberà nelle teorie di approssimazione, che dia la possibilità agli altri di vedere e scoprire nuovi modelli” (Richard Saul Wurman, fondatore Ted Conference) (Corbis)

 

Mente contro materia

“La reazione saggia e matura alla realizzazione che mente e materia siano mente/materia è essere felici di che cosa meravigliosa possa essere, ed è, la mente/materia” (Frank Wilczek, Nobel per la fisica 2004) (Corbis)

 

Comportamento = geni + ambiente

“Direste mai che il comportamento del vostro computer o del vostro smartphone è determinato da un’interazione tra il suo design interno e il modo in cui è influenzato dall’ambiente circostante?” (Steven Pinker, professore a Harvard) (Corbis)

 

L’istinto e l’innato

“Non c’è alcun periodo nello sviluppo di un individuo, dal gamete all’età adulta, in cui non è condizionato dall’ambiente” (Daniel L. Everett, linguista alla Bentley University) (Corbis)

 

Scienza e tecnologia insieme

“L’espressione - scienza e tecnologia – presuppone un’inseparabilità che potrebbe non essere così certa come pensiamo. Ci può essere scienza senza tecnologia e ci può essere tecnologia senza scienza” (George Dyson, storico della scienza) (Corbis)

 

Le mutazioni random

“La mancanza di evidenze dirette per le mutazioni random portano a pensare che l’idea vada accantonata” (Kevin Kelly, co-fondatore di Wired) (Corbis)

 

La malattia psicogena

“Sta tutta nella testa dei medici” (Beatrice Golomb, insegnante di medicina alla Ucsd) (Corbis)

 

Che gli animali non abbiano razionalità

“Noi esseri umani abbiamo una gran difficoltà ad ammettere il nostro ruolo irrilevante nel grande schema delle cose” (Kate Jeffery, neuroscienziata comportamentale allo University College London) (Corbis)

 

La spontanea volontà

“Tra tutti gli scienziati, il dualismo è morto” (Jerry Coyne, professore alla University of Chicago) (Corbis)

 

Che solo gli scienziati possano occuparsi di scienza

“I mezzi per raccogliere e analizzare dati stanno diventando sempre più accessibili al pubblico. Dovranno essere discussi nuovi argomenti etici e costruite nuove infrastrutture per accogliere chi porterà avanti la ricerca anche al di fuori dei format tradizionali” (Kate Mills, Ucl Institute of Cognitive Neuroscience) (Corbis)

 

L’entropia

“No, non dobbiamo rimuovere il concetto di entropia, ma forse dovremmo darle meno importanza e riconoscere il paradosso che crea” (Bruce Parker, professore al Center for Maritime System) (Corbis)

 

Che la selezione naturale sia l’unico motore dell’evoluzione

“Negli ultimi anni abbiamo evidenze dell’ereditarietà epigenetica attraverso un’ampia gamma di tratti morfologici, metabolici e anche comportamentali” (Athena Vouloumanos, psicologa alla New York University) (Corbis)

 

Che la tristezza sia sempre un male e la felicità sempre un bene

“Che un’emozione sia buona o cattiva sembra avere poco a che fare con l’emozione in sé, ma piuttosto con quanta consapevolezza cavalchiamo gli alti e bassi della nostra ricca vita emotiva” (June Gruber, psicologa alla Yale University) (Corbis)

 

L’altruismo

“Il concetto di altruismo è pronto per la pensione. Quello che deve andar via è l’idea che c’è dietro: che ci sia un conflitto di interesse tra fare qualcosa per noi stessi e per gli altri” (Tor Nørretranders, scrittore di scienza)

 

Che raggiungeremo i limiti della comprensione scientifica

“C’è un’estesa presunzione che le nostre conoscenze possano essere approfondite all’infinito, e che tutti i problemi della scienza possano essere affrontati. Dovremmo abbandonare questo ottimismo” (Martin Rees, presidente della Royal Society) (Corbis)

 

Epidemia di ebola
La speranza degli addetti ai lavori è che l’epidemia di ebola in Africa occidentale venga fermata entro il prossimo anno. Per riuscirci, Guinea Liberia e Sierra Leone dovranno migliorare l’efficacia dei loro interventi sanitari, per identificare e isolare più velocemente i nuovi casi. Nel frattempo, a giugno dovrebbero arrivare i risultati dei trial in corso per i nuovi vaccini contro il virus, così come quelli di diversi nuovi farmaci in via di sperimentazione.

 

Protopianeti
Se il 2014 è stato l’anno della cometa, il 2015 potrebbe essere ricordato come l’anno del pianeta nano. A marzo la sonda Dawn della Nasa raggiungerà infatti Cerere, il corpo celeste di dimensioni maggiori presente nella fascia principale di asteroidi situata tra Marte e Giove. A luglio inoltre la navicella New Orizon dovrebbe arrivare finalmente nei pressi di Plutone, per regalarci le prime immagini ravvicinate di questo pianeta (o meglio proto-pianeta), e raccogliere nuovi dati sulle sue lune, e la sua atmosfera.

 

Nuovi istituti di ricerca
Nel 2015 apriranno le porte diversi nuovi centri di ricerca. A Londra il Francis Crick Institute sarà inaugurato a novembre, per ospitare oltre 1.250 ricercatori nel suo nuovo palazzo a forma di cromosoma. A Manchester inizierà i lavori il National Graphene Institute, un progetto da 61 milioni di sterline finanziato in parte dal governo britannico. In America invece sarà inaugurato l’Allen Institute for Cell Science di Seattle, fondato dal Paul Allen e costato circa 100 milioni di dollari.

 

Lotta al colesterolo
Il prossimo anno dovrebbero arrivare sul mercato i primi farmaci appartenenti ad una nuova classe di molecole anti-colesterolo, che riducono i livelli di lipoproteine a bassa densità (o Ldl), attaccando un proteina chiamata Pcsk9. Due di questi medicinali saranno valutati dall’Fda durante l’estate del 2015, e se approvati promettono di prevenire migliaia di casi di infarto ed ictus causati da livelli eccessivi di Ldl.

 

Onde nello spazio-tempo
Entro la fine del prossimo anno i sensori del Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory, o osservatorio interferometro laser delle onde gravitazionali) posizionati a Richland, Virginia, e Livingstone, in Luisiana, torneranno in funzione dopo un upgrade sostanziale. I ricercatori del Ligo sperano che le nuove tecnologie permetteranno finalmente, dopo due decadi di tentativi, di individuare le onde gravitazionali ipotizzate da Einstein quasi un secolo fa.

 

Lontani parenti
Nel 2013 è stato sequenziato per la prima volta il Dna mitocondriale di un ominide vissuto 400 mila anni fa, ritrovato a Sima, in Spagna. I paleogenetisti sperano entro la fine del prossimo anni di riuscire a decodificare anche il resto del suo codice genetico, un impresa titanica a causa delle cattive condizioni dei fossili, che potrebbe però chiarire una volta per tutte le relazioni evolutive tra Homo Sapiens, Neanderthal e Denisoviani.

 

Questioni politiche
Nel nuovo anno arriveranno anche diverse importanti decisioni dal mondo della politica mondiale. Il governo russo riesaminerà la posizione di 450 istituti di ricerca dell’Accademia delle Scienze Russa, istituzione che nel 2013 ha perso formalmente la sua indipendenza. Nel Regno Unito si tornerà alle elezioni, e il nuovo parlamento dovrà decidere se autorizzare, per la prima volta al mondo, la cosiddetta three-parent in vitro fertilization, tecnica che permetterebbe di ricorrere alla procreazione assistita anche alle donne portatrici di difetti mitocondriali, ma che prevede il ricorso al materiale genetico di tre “genitori”. L’Ue dovrà inoltre decidere entro la fine dell’anno cosa fare del ruolo di consigliere scientifico della Commissione Europea, dopo che le forti critiche sull’opportunità di tale figura hanno portato negli scorsi mesi alla deposizione di Anne Glover, che aveva ricoperto il ruolo dal 2012.

 

Esplorazioni oceaniche
Il 2015 sarà infine un anno importante per le ricerche oceanografiche. Due nuove navi statunitensi dovrebbero iniziare le loro indagini scientifiche nei i prossimi mesi: la Sikuliaq della National Science Foundation americana, e la Neil Armstrong della Woods Hole Oceanographic Institution. Aprirà inoltre i battenti entro maggio l’Ocean Observatories Initiative, altra infrastruttura americana che monitorerà in tempo reale lo stato dei mari della Terra. Per finire, una cattiva notizia: nel 2015 le baleniere giapponesi riprenderanno probabilmente la loro caccia a fine “scientifico”, dopo la pausa di due anni imposta dalla Corte di Giustizia Internazionale.

 

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