Il processo di Frine

Pubblicato: Mercoledì, 25 Marzo 2015

di Pasquale Caputi

Don Pietro (Vittorio De Sica) è un avvocato d’ufficio del foro di Napoli, amante dei classici greci. E’ ritenuto molto scarso dal tribunale in quanto è poco avvezzo al linguaggio tecnico-legale e spesso gli manca la parola, e così viene interpellato soltanto quando tutti gli altri avvocati rifiutano la difesa.

In questo caso viene chiamato a difendere un’avvenente popolana (Gina Lollobrigida) dall’accusa di aver avvelenato la suocera perché, a suo dire, le stava troppo addosso a causa delle innumerevoli (presunte) relazioni con altri uomini.

La ragazza inchiodata da numerose testimonianze è ormai a un passo dalla condanna all’ergastolo, ma l’arringa appassionata del suo avvocato riesce a ribaltare il verdetto. Citando il processo di Frine (bellissima cortigiana greca del 4° sec. a C. difesa da Iperide dall’accusa di aver costituito un’associazione per il culto di una nuova divinità), Don Pietro coinvolge tutta l’aula fino a strappare un applauso incontenibile quando, appellandosi alla “arida legge”, invoca il fatto che se si ritiene innocenti i minorati psichici, perché non si dovrebbe fare altrettanto con una “maggiorata fisica?”.

Il termine “maggiorata” viene coniato proprio in questa occasione e diventerà l’aggettivo che descriverà per tutti gli anni a venire le donne “dotate” fisicamente.

Il processo di Frine è tratto dal film “zibaldone” Altri tempi, del  1952, diretto da Alessandro Blasetti e ispirato a una novella di Edoardo Scarfoglio, è un capolavoro di recitazione del “Maestro” Vittorio De Sica, che mette in scena la grande tradizione avvocatizia partenopea, non solo con la sua eloquenza, ma anche con la sua fisicità, i suoi ammiccamenti, le espressioni facciali, le pause, le sapienti movenze nell’aula del tribunale, che inchiodano lo spettore al video dal primo all’ultimo fotogramma.

Ma l’elemento che ancora di più stupisce in questo film è la coralità dell’azione. Una recitazione globale dal primo attore, all’ultima comparsa. Ognuno entra in scena con un tempismo straordinario anche solo con un’esclamazione, con un gesto o con uno sguardo. Sembra di assistere a un sinfonia di attori, in cui tutti gli elementi entrano e agiscono con un tempo di battuta impeccabile, armonizzandosi alla perfezione con la grande presenza scenica di De Sica.

Insomma Il processo di Frine è e sarà un gioiello di recitazione e se non ci credete allora non dovete far altro che mettervi comodi e assaporarlo fino alla fine.

 

Il processo di Frine

 

 

 

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