Dudovich, fotografia arte e passione

Pubblicato: Martedì, 04 Agosto 2020

Una importante mostra alle Scuderie del Castello di Miramare a Trieste

Michele De Luca

Marcello Dudovich, Modella in posa riflessa nello specchio, fotografata da Dudovich, c. 1950, Gelatina al bromuro d’argento, 7 x 10 cm, Collezione privata Salvatore Galati

La mostra “Marcello Dudovich (Trieste 1878-Milano 1962) fotografia fra arte e passione” è protagonista fino al 10 gennaio 2021, della stagione espositiva del Museo storico e il Parco del Castello di Miramare.

Dal 10 luglio 2020 al 10 gennaio 2021 sarà possibile ammirare alle ex Scuderie del Castello oltre 300 opere del grande maestro triestino Marcello Dudovich, mettendo in luce, attraverso la sua produzione artistica, il particolare rapporto fra la fotografia e la cartellonistica. L’esposizione, un “progetto integrato” con il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera), è curata da Roberto Curci e Nicoletta Ossanna Cavadini.

 

Marcello Dudovich. A sinistra: Donna sulla spiaggia con cane, 1922, Bozzetto a tempera su carta, 49 x 38 cm, Collezione privata, Milano - A destra: La Rinascente. Primavera-estate 1922, c.1921-1922, Cromolitografia su carta, 195 x 140,5 cm, Edizioni Star, Milano, Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso

 

Triestino di nascita e internazionale per vocazione, Marcello Dudovich ebbe una vita travagliata, articolata in vari periodi che lo videro residente a Bologna, Genova, Milano, Monaco di Baviera, Torino e nuovamente a Milano. Illustratore e cartellonista di successo “spesso d’avanguardia ma mai di rottura” – come è stato detto – fu un assoluto innovatore e costituisce uno dei riferimenti più importanti nella storia del manifesto. Si ricordano – solo per citarne alcuni – i coinvolgenti manifesti per i magazzini Mele di Napoli, per Borsalino, la Rinascente di Milano, Campari, Martini, Agfa film, Pirelli. Grande appassionato di fotografia, Marcello Dudovich usò molto il riferimento visivo dell’immagine fotografica ma sempre in maniera concettuale; egli stesso scattava immagini per studi di stesura dei suoi cartelloni, oppure utilizzava fotografie scattate da familiari o altri celebri fotografi.

 

Marcello Dudovich. A sinistra: Ardente nostalgia, (Brennendes Heimweh), 1912, Bozzetto a matita e tempera su carta, 41,5 x 36 cm, Staatliche Graphische Sammlung, Monaco
Marcello Dudovich. A destra: Mele & C., Napoli, 1908, Litografia su carta, 205,8 x 145,7 cm, Officine Grafiche Ricordi, Milano, Collezione privata Alessandro Bellenda, Alassio

Nella mostra sono esposte più di duecento fotografie inedite provenienti da collezioni private e pubbliche messe in rapporto agli schizzi, bozzetti acquarellati preparatori alla stesura dei suoi meravigliosi manifesti, una trentina dei quali è visibile in mostra. Di grande interesse è anche il confronto con Leopoldo Metlicovitz, suo maestro cartellonista in Ricordi. Correda il percorso un importante apparato di documenti, quali lettere autografe di Marcello Dudovich, cartoline, copertine di riviste - fra cui “La Lettura” (mensile del Corriere della Sera; dal 1901), Ars et labor (Milano; 1906), La Donna (1919-1929) e in particolare “Simplicissimus” (Monaco; 19011-1915) con i relativi splendidi bozzetti inediti. Non manca il riferimento al cinema muto e alle dive dell’epoca: affascinato da questo mondo, l’artista triestino si cimentò infatti anche per un breve periodo come regista.

 

Marcello DudovichVacanza al mare, c. 1925-1930, Tempera e matita su carta, 44 x 52 cm, Collezione privata, Schio

 

Scrive nel catalogo Andreina Contessa, Direttore del Museo storico e il Parco del Castello di Miramare: “Nella produzione artistica di Marcello Dudovich, con il quale il Museo Storico e il Parco del Castello di Miramare condivide la vocazione europea e internazionale, ha una particolare rilevanza il rapporto tra la fotografia e la cartellonistica. Di questo grande illustratore e cartellonista sono ampiamente noti il successo e il ruolo di innovatore e di riferimento nella storia del manifesto, ma non erano altrettanto indagate la sua passione per la fotografia e l’importanza che essa rivestì nella sua arte. L’esposizione colma questo vuoto, proponendo un nuovo approccio di indagine, ed esponendo più di duecento fotografie inedite provenienti da collezioni pubbliche e private, accostate ai suoi schizzi e bozzetti acquerellati, unitamente a un importante apparato di documenti e bozzetti alcuni dei quali inediti, fra cui cartoline e copertine di riviste. Da questo ampio ventaglio di elementi emerge chiaramente che Marcello Dudovich fece largamente uso dell’immagine fotografica, eleggendola spesso a riferimento visivo nella creazione concettuale e nella composizione formale delle sue opere”.

 

Marcello Dudovich. A sinistra: Il vero Borsalino antica casa è inimitabile, c. 1921, Bozzetto a matita su carta, 21 x 15 cm, Collezione privata, Trieste
Marcello Dudovich. A destra: Il vero Borsalino antica casa è inimitabile, c. 1921. Cromolitografia su carta, 140 x 100 cm, Edizioni Star-IGAP, Milano, Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso

 

Marcello Dudovich nasce a Trieste il 21 marzo 1878, da famiglia di origini dalmate. Dopo aver frequentato con scarso profitto le scuole Reali, si iscrive alla Scuola per capi d’arte - Sezione di pittura decorativa. Allievo fra il 1893 e il 1895 del prof. Giuseppe Marass, pittore formatosi all’Accademia di Venezia, ottiene il giudizio “eminente” nelle materie Disegno a mano libera ed Elementi di disegno figurale. È introdotto da un cugino nell’ambiente dei pittori cittadini (ammira soprattutto l’opera di Arturo Rietti) e del Circolo Artistico triestino. Pure in questi anni si situa un viaggio a Monaco di Baviera, che rafforza nel giovane Dudovich l’ammirazione per la pittura di Arnold Böcklin e Franz von Stuck. Nel 1887 Marcello Dudovich è a Milano, sotto la guida del direttore tecnico delle Officine Grafiche Ricordi, il triestino Leopoldo Metlicovitz.

 

Marcello Dudovich. A sinistra: Ritratto di Maria Melato in posa, c. 1920, Gelatina al bromuro d’argento, 12,1 x 5,7 cm, Collezione privata Salvatore Galati
Marcello Dudovich. A destra:  Maria Melato, 1910, Tempera su carta, 61 x 42 cm, Collezione privata, Schio

 

Quattordici anni dopo Dudovich è a Bologna dove lavora per il famoso editore Edmondo Chappuis che gli affida alcune opere cartellonistiche. All’inizio del Novecento inizia a collaborare come illustratore facendo disegni per copertine di numerose riviste, fra cui si ricorda: “La Lettura”, “Novissima”, “Ars et Labor”, “Rapiditas”, “Il Secolo XX”, “Varietas”, ecc. Conosce a Bologna Elisa Bucchi, giornalista di moda, che diventerà sua moglie e con la quale - nonostante i molti dissidi e le lunghe separazioni - il rapporto affettivo rimarrà strettissimo fino alla morte di lei.

 

Marcello Dudovich. A sinistra: Dama bianca con velo in torsione, c. 1920-1930, Gelatina al bromuro d’argento, 12,5 x 7,5 cm, Collezione privata, Trieste
Marcello Dudovich. Al centro: Dama bianca con braccia in alto, c. 1920-1930, Gelatina al bromuro d’argento, 12,5 x 7,5 cm, Collezione privata, Trieste
Marcello Dudovich. A destra: Dama bianca di spalle con velo, c. 1920-1930, Gelatina al bromuro d’argento, 12,5 x 7,5 cm, Collezione privata, Trieste

 

Nel 1906 torna a Milano, dove lavorerà da Ricordi soprattutto per i cartelloni dei grandi magazzini di abbigliamento dei Fratelli Mele di Napoli. Nel 1909 è nominato socio onorario dell’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e due anni dopo vince il concorso per il manifesto della Marca Zenit della Ditta Borsalino, che diverrà celeberrimo. Quindi viene invitato dalla casa editrice Albert Langen a entrare nello staff della rivista satirica “Simplicissimus” di Monaco di Baviera, come disegnatore della pagina mondana e “inviato speciale”. Allo scoppio della guerra mondiale torna definitivamente in Italia; vive e lavora a Torino, realizzando manifesti anche per la nascente industria cinematografica, che nella città piemontese ha all’epoca la propria “capitale”. Nel 1920 Marcello Dudovich ritorna stabilmente a Milano e si mette in proprio, fondando assieme all’avvocato Arnaldo Steffenini una società editrice, la Star.

 

Marcello Dudovich, Coppia in abiti invernali, Villa Makallé, Guello (Bellagio), 1928, Gelatina al bromuro d’argento, 10,5 x 6,1 cm, Collezione privata Salvatore Galati
Marcello Dudovich, La Rinascente, 1928, Bozzetto a matita su carta, 28 x 22 cm, Collezione privata Salvatore Galati
Marcello Dudovich, La Rinascente. Novità di stagione, autunno-inverno, 1928, Bozzetto a tempera su carta, 19 x 13 cm, Collezione privata, Milano
Marcello Dudovich, La Rinascente. Coppia con cappelli e soprabiti invernali, 1928, Cromolitografia su carta, 198 x 140,4 cm, Edizioni Star, Milano, Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso

 

Negli anni della Seconda Guerra Mondiale vive tra Milano, Varese e la Riviera romagnola. Al Congresso nazionale della pubblicità di Firenze del 1960 gli viene conferita la medaglia d’oro del Premio “Vita di pubblicitario”. Muore a Milano, nella notte tra il 31 marzo e il 1° aprile, all’età di ottantaquattro anni. Verrà sepolto con tutti gli onori nel Cimitero monumentale di Milano.

 

Autore ignoto, Marcello Dudovich ritrae Elisa Bucchi, s.d., Gelatina al bromuro d’argento, Agfa Lupex, 23 x 17,3 cm, Collezione privata, Trieste
Autore ignoto, Marcello Dudovich e Nella Regini in gondola a Venezia, c. 1925, Gelatina al bromuro d’argento, 11x 8,4 cm, Collezione privata Salvatore Galati

 

 

 

 

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