Domenica Regazzoni e Lucio Dalla a 4 mani

Pubblicato: Mercoledì, 27 Maggio 2020

Una mostra nella Sala d’Ercole di Palazzo Accursio a Bologna

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Lucio Dalla e Domenica Regazzoni

La mostra “Domenica Regazzoni Lucio Dalla a 4 mani”, ospitata nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio a Bologna aperta il 3 marzo, sospesa a causa dell’emergenza COVID-19, riapre al pubblico con ingressi contingentati fino al 2 giugno. L’esposizione, curata da Silvia Evangelisti e organizzata in collaborazione con il Comune di Bologna e la Fondazione Lucio Dalla, presenta una selezione di trenta opere soprattutto inedite e pone l’accento sulla stretta relazione tra arte e musica, che da sempre caratterizza la poetica di Domenica Regazzoni.

 

A sinistra: Domenica Regazzoni, Caruso, 2019, olio su tela e collage, cm 150x120- A destra: Domenica Regazzoni, Henna, 2019, tecnica mista su tela, cm 79x65

La mostra continua ad essere visitabile anche attraverso un percorso virtuale realizzato per l’occasione. Il titolo, citazione di un commento dello stesso Dalla, esprime il profondo e intenso legame tra il cantautore e l’artista, che ha voluto ricordarlo e omaggiarlo attraverso lavori realizzati tra il 1998 e il 2019. Fonte d’ispirazione per Domenica Regazzoni sono quattordici canzoni fra cui Henna, Com’è profondo il mare, Milano, Scusa, Cosa sarà, L’ultima luna, delle quali sono riportati dei frammenti alla base dei pannelli espositivi. Inoltre, la musica diffusa all’interno della sala, un inedito arrangiamento di Nun parlà e Occhi chiusi - nato dalla collaborazione tra Lucio Dalla e Cesare Regazzoni, fratello dell’artista - contribuisce a far vivere al visitatore un’esperienza totalizzante. Si crea quindi in mostra un’atmosfera raccolta, intima e avvolgente e che valorizza il dialogo fra tele, colore, melodia e parola.

 

Domenica Regazzoni, Com’è profondo il mare, 2015 ,incisione e collage, cm 105x130

 

Nei lavori esposti risalta immediatamente lo spessore materico, restituito dalla juta, dalle garze, dal gesso e dai colori a olio, che caratterizza la cifra stilistica di questa collezione ed è particolarmente visibile nelle opere Amen (1998) e Notte (2000). La ricerca sperimentale scultorea intrapresa a partire dal 2003, in memoria del padre maestro liutaio, è descritta nel quadro-scultura Ciao (2016) in cui una mano e un piede connessi da una catena rappresentano fisicamente l’espressione “di là qualcuno muore / qualcun altro sta nascendo”, tratta dal singolo che dà il nome all’album del 1999.

 

Domenica Regazzoni, Com’è profondo il mare, 1998, medium misto su juta, cm 60x80

 

Sono inoltre presenti creazioni fortemente liriche come Caruso (2019) e Le rondini (2000) accanto ai soggetti di suggestione più figurativia come in Là (2001) e vicino a lavori con forti richiami all’astrattismo come Baggio Baggio (2019). “Sono quadri sorprendenti, svelano delle sfumature dei miei brani che io stesso non conoscevo. Aggiungono significato e completano le mie canzoni”, sosteneva Lucio Dalla in un’intervista nel 2000. Nei quadri di Domenica Regazzoni è possibile leggere “paesaggi, ispirati alle parole delle sue canzoni”, come evidenzia la curatrice Silvia Evangelisti, testimone del legame tra artista e musicista dal 2001, anno in cui lo stesso Lucio le presenta entusiasticamente l’arte di Domenica. Scenari ravvisabili nella composizione o solo intuibili mentalmente, ma tutti scaturiti da una “meditazione pittorica interiore, perché le canzoni - di Dalla - toccano le corde più profonde dell’essere”, sottolinea l’artista stessa, che del compositore-musicista-cantante-attore-regista sembra esprimere nelle sue opere pittoriche tutto l’amore per l’arte e la bellezza.

 

Domenica Regazzoni, Henna, 2019, tecnica mista su tela, cm 79x65

 

Completa il percorso espositivo un breve filmato che raccoglie significative interviste in cui lo stesso Dalla dà sentita testimonianza della profonda amicizia con Regazzoni. Affianca la mostra un esaustivo catalogo realizzato con la MR Fine Art di Milano, galleria di riferimento per le opere di Domenica Regazzoni, con un’inedita intervista di Silvia Evangelisti all’artista.

Domenica Regazzoni nasce in Valsassina nel 1953. Inizia a dipingere nei primi anni Settanta frequentando, a Milano, l’Accademia di Brera e nel 1992 per la collana “All'insegna del pesce d'oro” di Vanni Scheiwiller illustra “Canto Segreto”, una raccolta di poesie di Antonia Pozzi. Nel 1997 è tra gli artisti selezionati al corso internazionale "Libero blu", organizzato dalla Galleria Blu di Milano.

 

A sinistra: Domenica Regazzoni, Ciao, 2016, assemblaggi, cm 63x63 - A destra: Domenica Regazzoni, L'ultima luna, 2001, collage polimaterico, cm 40x40

 

Quindi, ispirandosi alle più poetiche canzoni di Mogol e di Lucio Dalla, nascono le mostre “Colore Incanto” e “Regazzoni&Dalla”. Tra il 1997 e il 2001 espone a Tokyo, in Giappone, e in numerose città italiane tra cui Milano alla Fondazione Stelline, Roma al Complesso del Vittoriano e Bologna nell’ex Chiesa di San Mattia, eventi a cui Dalla partecipa attivamente.

Nel 2000 torna a Tokyo per presentare una monografia ispirata alla poesia Haiku edita da Viennepierre. Nello stesso periodo, in seguito alla scomparsa del padre Dante Regazzoni, grande liutaio lombardo, realizza la mostra “Dal Legno al Suono”, a cura di Gillo Dorfles, ispirata all’arte della liuteria. Si susseguono numerose esposizioni in Italia e all’estero, in prestigiose sedi private e istituzionali. Negli anni si accosta all’incisione e frequenta a lungo la stamperia di Giorgio Upiglio.

 

A sinistra: Domenica Regazzoni - A destra: Lucio Dalla e Domenica Regazzoni

Nel 2009 la sua grande scultura in bronzo “The Broken Violin” è collocata in permanenza nel Coltea Park nella piazza dell’Università di Bucarest. Nel 2012 è a Milano con il grande fotografo Gabriele Basilico. Nel 2015 per Milano Expoincittà espone al Palazzo della Permanente insieme all'incisore cinese Lu Zhiping, in collaborazione con il Padiglione della Cina. Nel 2017 partecipa alla Triennale di Roma.

 

Palazzo Accursio - Sala d'Ercole

 

 

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