Carlo Levi e l’arte della politica

Pubblicato: Mercoledì, 04 Marzo 2020

Disegni e opere pittoriche del poliedrico artista e scrittore torinese. Una mostra al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma

Marta Agnes

Carlo Levi, Scena allegorica, 1947, olio su tela, 92x73 cm. Roma, Fondazione Carlo Levi

La mostra “Carlo Levi e l’arte della politica, a cura di Lorenzo Rota, Mauro Vincenzo Fontana, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna, fino al 22 marzo,presenta una riflessione sistematica sulla ‘grafica politica’ realizzata da Carlo Levi a cavallo degli anni 1947-1948.

 

A sinistra: Carlo Levi, L’arte della politica, 30 dicembre 1947, pennarello su carta, 440 x 320 mm
Al centro: Carlo Levi, Il vestito nuovo “Spero che mi vada bene, ma la sottana è troppo lunga”, 23 dicembre 1947, pennarello su carta, 435 x 320 mm
A destra: Carlo Levi, Stati sovrani, 11 gennaio 1948, pennarello su carta, 435 x 320 mm

 

Il Casino dei Principi di Villa Torlonia ospita dal 29 novembre 2019 al 22 marzo 2020 la mostra “Carlo Levi e l’Arte della politica. Disegni e opere pittoriche”, nata su iniziativa del Centro Carlo Levi di Matera e in associazione con la Fondazione Carlo Levi. L’esposizione, che presenta cinquantotto disegni politici e quarantasei opere pittoriche, è a cura di Lorenzo Rota, Mauro Vincenzo Fontana (Centro Carlo Levi di Matera) e di Daniela Fonti e Antonella Lavorgna (Fondazione Carlo Levi), in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Polo Museale della Basilicata - Museo di Palazzo Lanfranchi di Matera.  La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con i servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

 

Carlo Levi, Polemiche elettorali, 14 marzo 1948, pennarello su carta e tracce di lapis, 320 x 435 mm

L’esposizione scaturisce dalla presa d’atto che nella multiforme ricostruzione delle diverse modalità di espressione artistica della poliedrica personalità di Carlo Levi (dalla letteratura alla poesia, dalla pittura al disegno), operata dalla storiografia artistica letteraria e politica negli oltre quattro decenni che sono trascorsi dalla sua morte, mancava un tassello: quello della riflessione sistematica sulla sua ‘grafica politica’, che si è per gran parte realizzata a cavallo degli anni 1947-1948, sulle pagine del quotidiano “L’Italia Socialista” diretto da Aldo Garosci.

 

Carlo Levi, Natura morta con aringhe e pane, 1940 ca., olio su tela, 50x60,5 cm. Roma, Fondazione Carlo Levi

 

I disegni politici in mostra raccontano, in forma artistica sintetica e ironica, la stagione politica di formazione dell’Italia Repubblicana e registrano il passaggio cruciale che porterà, dal 1949, alcuni protagonisti di quella stagione (Olivetti in primis) all’impegno nella “politica del fare”. Questa sezione espositiva e il relativo catalogo, si propone di dare un contributo alla valutazione critica complessiva della grafica politica di Levi, collocata nell’ambito della sua ampia produzione artistica, e della grafica italiana a lui contemporanea.

 

Carlo Levi, Autoritratto con orologio e pennelli, 1949, olio su tela, 38x46 cm. Roma, Fondazione Carlo Levi

 

Una seconda sezione della mostra verte su un nucleo di 46 opere pittoriche dell’artista (nella maggior parte di proprietà della Fondazione Carlo Levi, con alcuni prestiti inediti di collezioni private) riferibili al periodo cronologico 1932-1973. Queste opere integrano lo scorrere delle vicende storiche toccate dal giornale e dalle vignette, segnalando di volta in volta affinità stilistiche, riprese tematiche, ma assai più spesso l’assoluta originalità e autonomia del Levi illustratore satirico rispetto all’artista o all’autore di Cristo si è fermato a Eboli o de L’orologio, uscito nel 1950. Quest’ultimo romanzo condivide con le tavole grafiche esposte lo stesso humour ironico e l’acuta capacità di analisi storica. Fra gli oli presenti in mostra, molti ritratti dei protagonisti dell’ambiente politico di quegli anni, quadri legati agli anni della guerra e nature morte, fino alla ripresa, in chiave di “realismo sociale”, delle tematiche meridionaliste tanto care all’autore.

 

A sinistra: Carlo Levi, Ritratto di Aldo Garosci, 1948, olio su tela, 47 x 38 cm. Roma, Fondazione Carlo Levi
Al centro: Carlo Levi, Ritratto di Bobi Bazlen, 1941, olio su tela, 46 x38 cm. Roma, Fondazione Carlo Levi
A destra: Carlo Levi, Ritratto di Manlio Cancogni, 1943, olio su tela, 46x38 cm. Roma, Fondazione Carlo Levi

 

Il catalogo della mostra, edito dall’Editore Giannatelli di Matera, raccoglie i testi di Lorenzo Rota, Giampaolo d’Andrea, Filippo Laporta, Nicola Filazzola, Mariadelaide Cuozzo, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Michele Tavola, Daniela Fonti e Antonella Lavorgna.

 

 

Carlo Levi, Lamento per Rocco Scotellaro, Roma, 1953-54 - Fondazione Carlo Levi, Roma

 

 

 

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