La figurazione visionaria di Ennio Calabria

Pubblicato: Giovedì, 06 Dicembre 2018

Verso il tempo dell’essere. Opere 1958 – 2018. Fino al 27 gennaio al Museo di Palazzo Cipolla a Roma

M.D.L.

Ennio Calabria. La città dentro -1987, olio su tela cm. 200x400 

A sessant’anni esatti dalla sua prima mostra personale (Galleria La Feluca, Roma, novembre 1958) e a poco più di trent’anni dalla sua ultima ampia antologica romana (Museo di Castel Sant’Angelo, 1987), Ennio Calabria riceve un fondamentale omaggio con la grande rassegna antologica presentata nelle sale di Palazzo Cipolla e fortemente voluta dal Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele.

Ennio Calabria - Quando viene l'estate - 1965 olio su tela, cm. 140x180

 

La mostra, promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e realizzata da POEMA, in collaborazione con l’Archivio Calabria e con il supporto tecnico di Civita Mostre, è curata da Gabriele Simongini. Un’ottantina di opere fra quadri (alcuni dei quali realizzati espressamente per l’occasione, nel 2018) e pastelli daranno conto dell’intero percorso di questo grande protagonista della figurazione visionaria ed esistenziale italiana ed europea. Fin dal 1958 l’artista romano ha dato vita ad opere ricche di una complessa ed irrequieta vitalità pittorica, colme di una forza immaginifica che va a braccetto con una lucidissima speculazione filosofica e antropologica. In pratica Calabria, con sorprendenti ed altissimi scatti inventivi in quest’ultimo periodo, ha dipinto e sta dipingendo quadri che riescono a dare immagine al processo di mutamento della nostra società e dell’uomo di oggi, indicando quasi profeticamente le sue possibili metamorfosi future. Per lui la pittura ha prima di tutto un valore testimoniale, è una metamorfica e complessa unità vivente in cui l’artista travasa tutto sé stesso, dal profondo.

 

A sinistra: Ennio Calabria - Pantani Nell'accadere del ricordo - 2005 acrilico su tela, 210x135cm - A destra:  Ennio Calabria - Il pensiero nel corpo -2010, acrilico su tela cm. 300x200

 

Come scrive Gabriele Simongini, “lungo sessant’anni di ricerca la pittura per Calabria ha sempre avuto un potente valore sociale, in senso ampio, come strumento conoscitivo delle infinite trasformazioni di un mondo passato dalla Guerra Fredda all’attuale dominio globale delle corporazioni hi-tech e di un’Italia ormai irriconoscibile, passata dall’entusiasmo della ricostruzione e del boom economico allo spaesamento dell’odierno ruolo di emblema della crisi europea”. Una pittura di “storia”, dunque e pur in senso ampio, etimologico (dal latino “historia”, ovvero “ricerca, indagine, cognizione”), mai illustrativo, con una profonda identificazione fra vicende collettive e autobiografia interiore». Interessato a cogliere i sintomi e le cause della regressione e della prevalenza di un istinto collettivo tendenzialmente aggressivo che sembra corrispondere per contrasto al sempre più frenetico progresso tecnologico, Ennio Calabria ritiene che la sua pittura oggi “si deve porre come qualcosa che si sente, non come qualcosa che si capisce”.

 

A sinistra: Ennio Calabria - STALIN - 1964, olio su tela, cm. 108x80  - A destra: Ennio Calabria - Verità nell'enfasi, 2011 - acrilico su tela, cm. 90x70

 

Ci dice il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale: “Ennio Calabria ha traghettato il figurativismo italiano ed europeo dal secolo scorso ad oggi, imponendosi come un protagonista assoluto sempre in linea con il suo tempo. Dalle opere di questo artista – cui sono particolarmente lieto di dedicare un’antologica così ricca e completa come quella che qui presentiamo – promanano un’energia ed una vitalità che sono specchio del suo approccio critico ed appassionato al mondo che lo circonda, atteggiamento che sfocia in una ricerca a tutto tondo sulla condizione esistenziale dell’individuo contemporaneo e sulle dinamiche di un’epoca in perenne evoluzione”.

 

 

Calabria Ennio, La giuria - 1959, olio su tela, cm. 133x180

 

La mostra prende avvio da un quadro quanto mai significativo come “Imponderabile nel circo”, esposto nella prima personale del 1958, per poi presentare i più noti capolavori dell’artista (“La città che scende”, del 1963; “Funerali di Togliatti”, del 1965, esposto molto raramente; “Pantheon”, del 1978-79; “Il Traghetto per Palermo”, del 1984; “La città dentro”, del 1987; “Eretto antropomorfo”, del 1993, ecc.) e riservare un ampio spazio alle opere realizzate dal 2000 ad oggi (“Presentimento d’acqua” e “Ombre del futuro”, del 2008, “Il pensiero nel corpo”, del 2010, “Patologia della luce”, del 2012, “L’Uomo e la Croce”, del 2016, ecc.) fino alle cinque opere inedite realizzate in questi ultimi mesi. Verrà data particolare attenzione ai ritratti (da “Stalin”, del 1964 e “Mao Pianeta”, del 1968 fino a “Italo Calvino. Voglia di eterno”, del 2013, solo per dirne alcuni, senza dimenticare quelli dedicati a Papa Giovanni Paolo II) e agli autoritratti, oltre ai pastelli e ad una sintetica scelta di alcuni manifesti realizzati da Calabria nel corso degli anni.

 

A sinistra: Ennio Calabria - Il Traghetto per Palermo - 1984, tecnica mista su tela, cm. 286x200
Al centro: Ennio Calabria - L'ombrello è rotto paura dell'acqua, 2018, acrilico su tela cm. 300x200
A destra: Ennio Calabria - Questa lunga notte. Il branco - 2018, acrilico su tela, cm. 200x150

 

Il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, conterrà i testi del Prof. Emanuele, di Gabriele Simongini, Claudio Crescentini, Paola Di Giammaria, Ida Mitrano, un’intervista a Calabria realizzata da Marco Bussagli, oltre a tutte le opere esposte, ad una selezione di scritti dell’artista (selezionati e commentati da Tiziana Caroselli) e ad un’ampia bibliografia. In mostra, inoltre, saranno proiettati alcuni fra i più importanti documentari e filmati a lui dedicati. Per l’occasione è stato realizzato da Raffaele Simongini un videoclip con cui l’artista accoglierà e si presenterà ai visitatori del Museo di Palazzo Cipolla.  

 

G. Simongini, E. Calabria, credits Marco Nardo

 

Ennio Calabria è nato a Tripoli il 7 marzo 1937. È del 1958 la sua prima personale alla galleria “La Feluca” di Roma. Calabria fu allora individuato dalla critica d’arte come uno dei pittori più significativi della generazione emersa tra il 1950 e il 1960, per la capacità di farsi testimone del proprio tempo con una pittura rivolta sia al sociale che a tematiche autobiografiche. Nel 1961 insieme ai pittori Attardi, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani, e ai critici Del Guercio, Micacchi e Morosini fonda il gruppo “Il pro e il contro”, che diventa un forte punto di riferimento per le nuove ricerche figurative in Italia nel periodo dell’egemonia dell’arte informale. Il tema dominante che pervade la sua ricerca è l’alta velocità degli scambi sociali dei nostri tempi ed il continuo metamorfismo dell’essere umano che ne è conseguenza. Nel corso di tutta la sua attività artistica, Ennio Calabria ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti ed ha partecipato ad importanti rassegne fra le quali la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. La sua prima mostra antologica risale al 1985 alla Rotonda della Besana, a Milano, poi approdata nel 1987 a Castel S. Angelo, a Roma, accompagnata da un volume monografico con testi di Mario De Micheli, Dario Micacchi, Giovanni Carandente, edito da Vangelista. Degli anni ‘90 è il ciclo di opere “Ambiguità dell’Intravisto”.

 

 

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