Da Monet a Bacon

Pubblicato: Sabato, 24 Novembre 2018

Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Una grande mostra al Palazzo Ducale di Genova

Giusy Alvito 

Claude Monet, Primavera, 1875, olio su tela, cm 58 x 78,5

Sessanta opere, tra olii, acquerelli e grafiche, ripercorrono oltre un secolo di arte internazionale, attraverso i suoi maggiori interpreti, da Claude Monet a Edgar Degas, da Dante Gabriel Rossetti a John Everet Millais, da Pablo Picasso a Francis Bacon, da Roy Lichtenstein a Andy Warhol e molti altri.

A sinistra: Antonio Mancini, Lady Phillips, 1909, olio su tela, cm 90, 1 x 76,5A destra: John Everett Millais, Stich! Stich!, 1876, olio su tela, cm 74,4 x 62

 

L’esposizione (fino al 3 marzo 2019) lega Genova a Johannesburg nel ricordo di Nelson Mandela (1918-2013), a 100 anni dalla sua nascita. L’arte unisce Genova e Johannesburg, nel ricordo di Nelson Mandela (1918-2013), a cento anni dalla sua nascita. Dal 17 novembre 2018 al 3 marzo 2019, Palazzo Ducale di Genova ospita la mostra che presenta i capolavori della Johannesburg Art Gallery, aperta al pubblico nel 1910, che vanta un patrimonio di grande valore artistico. L’esposizione, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con Comune di Genova e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, curata da Simona Bartolena, propone 60 opere, tra olii, acquerelli e grafiche, provenienti dalla prestigiosa pinacoteca sudafricana, in grado di ripercorrere ben oltre un secolo di storia dell’arte internazionale, dalla metà del XIX secolo fino al secondo Novecento, attraverso i suoi maggiori interpreti, da Courbet a Corot, da Monet a Degas, da Rossetti a Millais, da Picasso a Bacon, da Lichtenstein a Warhol a molti altri.

 

A sinistra: Jean Baptiste Camille Corot, Paesaggio, olio su tela, cm 15,2 x 18, 2 - A destra: Gustave Courbet, La scogliera a Etretat ,1869, olio su tela, cm 63 x 76

 

Il racconto prende idealmente avvio dall’Ottocento inglese e da due opere di William Turner e prosegue con il dipinto di Alma-Tadema, La morte del primogenito, raffinata e malinconica scena ambientata in un oscuro e immaginifico Egitto, e con una serie di lavori firmati dai maggiori esponenti dei Preraffaelliti, quali John Everett Millais e Dante Gabriel Rossetti di cui viene esposto un capolavoro, Regina cordium, la regina di cuori, ovvero Elizabeth Siddal, con la quale il pittore visse un’intensa quanto sfortunata storia d’amore, conclusa con il probabile suicidio della donna.

 

Johan Barthold Jongkind, La foce del fiume Schelda, 1854, olio su tela, cm 38,7 x 57,3

 

La mostra continua con un’ampia sezione dedicata agli esiti della pittura di fine Ottocento e si apre con quei pittori che scelsero un nuovo approccio al vero in pittura, quali Jean-Baptiste Camille Corot, qui con un piccolo Paesaggio, Gustave Courbet con lo scorcio della scogliera normanna di Étretat e Jean-François Millet. La generazione impressionista, introdotta da autori quali Eugéne Boudin e Johan Barthold Jongkind, viene rappresentata da Edgar Degas (Due ballerine), Claude Monet (Primavera) e Alfred Sisley. Il percorso prosegue con alcuni protagonisti della scena post-impressionista: Paul Cézanne (I Bagnanti), Vincent Van Gogh (Ritratto di un uomo anziano), Pierre Bonnard, Edouard Vuillard. Varcando la soglia del Novecento, s’incontrano le opere di due dei maestri più celebrati del secolo: Henri Matisse e Pablo Picasso che aprono alle nuove istanze dell’arte contemporanea, con Ossip Zadkine e altri.

 

A sinistra: Henri-Joseph Harpignies, Il burrone, Fine XIX secolo, olio su tela ,cm 44,7 x 37 - A destra: George Pemba, Kwa Stemele, 1981, olio su cartone, cm 33,6 x 43,6

 

Non mancano esponenti della seconda metà del secolo: i britannici Francis Bacon e Henry Moore, e i due protagonisti della pop art americana Robert Lichtenstein e Andy Warhol, di cui si presenta il trittico dedicato a Joseph Beuys. Chiude idealmente la mostra, la sezione che indaga l’arte sviluppata in Sudafrica nel Novecento. In particolare si possono ammirare le opere di Maggie Laubser, una delle esponenti dell’espressionismo sudafricano e i lavori di Maude Sumner, Selby Mvusi e George Pemba, pittori dai forti interessi per il sociale che raccontano le tradizioni del paese, ma anche la vita urbana e la realtà dell’Apartheid.

 

Louis Eugéne Boudin, Regata ad Argenteuil,1866, olio su tela, cm 55 x 72

 

Questo importante evento espositivo consente al pubblico di scoprire l’affascinante storia della Johannesburg Art Gallery. Principale protagonista della nascita e della formazione della collezione museale fu Lady Florence Phillips, moglie del magnate dell’industria mineraria Sir Lionel Phillips. Donna dal grande fascino - come testimoniato dal ritratto, qui esposto, di Antonio Mancini -, a sua volta collezionista, convinta che la sua città dovesse avere un museo d’arte, persuase il marito e alcuni magnati dell’industria a investire nel progetto. Determinata a portare avanti la sua idea, Lady Phillips vende un diamante azzurro regalatole dal marito per acquistare i primi lavori. Hugh Lane, altra grande personalità della scena culturale anglosassone, la aiuta nell’impresa, suggerendole possibili acquisizioni. Sin dalla sua apertura il museo presenta una selezione di opere di straordinaria qualità e modernità, un nucleo arricchitosi poi negli anni grazie a nuove acquisizioni e donazioni.

 

 Genova, Palazzo Ducale

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