Oltreparola. Alfredo Rapetti Mogol

Pubblicato: Martedì, 16 Ottobre 2018

Una interessante mostra alla galleria VS Arte di Milano

C.S.

Alfredo Rapetti Mogol, Io sono io, 2016, neon, cm 13x110

Prosegue con successo la personale “Oltreparola. Alfredo Rapetti Mogol” presso il nuovo spazio espositivo della galleria VS Arte in via Ciovasso 11 a Milano fino al 20 ottobre. A cura di Gianluca Ranzi, la mostra presenta una selezione di lavori, tra cui alcuni inediti, dove grafemi, segni e parole scomposte affiorano dalla materia pittorica e dai supporti più vari, quali cemento, piombo, vecchi fogli manoscritti, acrilici o pagine di quaderni ingiallite dal tempo.

L’artista usa un linguaggio rigoroso e talvolta scarno che racchiude in sé la ricchezza inesauribile della molteplicità alfabetica, dei suoi riferimenti e delle sue connessioni. In opere come le sue note “Lettere” fra cui “Lettera bianca” in acrilico su tela del 2014 (135x115 cm) lo scrivere e la decifrazione della parola diventano un nuovo alfabeto che, anche se usato in modo minimale, comprende tutto se stesso e va oltre, per dare inizio a una sorta di grado zero del linguaggio, che parla di vita, di metamorfosi e di dinamismo del mondo. Tracciati di segni, grafemi e parole criptate dalla loro scomposizione diventano quindi strumenti della memoria e riaffiorano dall'indistinto, come in "Cemento bianco" del 2002 (40x80 cm).

 

A sinistra: Alfredo Rapetti Mogol, Io e te, 2018, inchiostri su carta, cm 36x30 - A destra: Alfredo Rapetti Mogol, Io sono io, 2018, acrilico su piombo, cm 50x40

 

In questo modo gli alfabeti si coagulano o si liquefano per dare vita a nuovi insiemi, è il caso dei lavori intitolati "Io sono io", 2018, in acrilico su piombo (51x41 cm) o nella celebre versione su carta manoscritta a inchiostro blu (19,5x24,5 cm) dove l'opera connette il passato al futuro offrendo nuove prospettive per rileggere, più consapevolmente e più criticamente, la crescente complessità del mondo attuale.

Le parole scomposte inducono a fermarsi, chiedono tempo, sono enigmatiche, come si evince in "L'anima resta" del 2018 realizzata a inchiostro tipografico su carta (28x19 cm), da cui emerge il potere della grande arte di interrogare l'osservatore.

 

A sinistra: Alfredo Rapetti Mogol, Libro cemento, 2004, cemento e carta su tavola, cm 50x60 – A destra: Alfredo Rapetti Mogol, AZ, 2005, acrilico su cartone, cm 69x86

 

Alfredo Rapetti Mogol è da sempre attratto dalla sperimentazione, dal nomadismo culturale e dalla multidisciplinarietà, come testimoniano non solo le sue incursioni sul confine tra immagine e parola, ma anche tra musica e canto, tra pittura e installazione. A tale proposito Gianluca Ranzi commenta: “Così l'artista percorre la ricerca che l’arte contemporanea ha condotto sulle interferenze, sulle scomposizioni e le destrutturazioni semantiche, sui corto-circuiti percettivi e sugli scambi che intercorrono tra parola e immagine, contaminando sapientemente tecniche, generi e discipline. In altre parole le opere di Alfredo Rapetti Mogol fondano un nuovo spazio di libertà dove il linguaggio è dato dalla fertile contaminazione di parola e di immagine”. La mostra è accompagnata da un catalogo con il testo critico di Gianluca Ranzi e le immagini delle opere esposte.

 

Alfredo Rapetti Mogol, Geografia, 2002, cemento su tavola, cm 60x80

 

Alfredo Rapetti Mogol vive e lavora a Milano, dove è nato nel 1961. Dopo un percorso nel mondo dell'arte e dell'editoria sente la necessità di coniugare le sue più grandi passioni, la scrittura e la pittura. La sua attività artistica è costellata da numerose mostre personali e collettive ospitate in spazi pubblici e privati, sia in Italia che all’estero.

VS Arte segue artisti storicizzati e contemporanei, con uno sguardo attento alla scoperta e alla promozione di giovani talenti. Nata nel 2017 in via Appiani a Milano, dall'estate 2018 la galleria si trasferisce in via Ciovasso 11 nella centralissima zona di Brera ed è diretta da Vincenzo Panza e Samantha Ceccardi con Vittorio Pignataro.

 

 da sx: Alfredo Rapetti Mogol, Samantha Ceccardi, Vincenzo Panza

 

Tra le mostre passate si ricordano quella di Arturo Tosi e Mario Sironi, la collettiva di Gastone Biggi, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Renato Mambor, Mimmo Rotella, Mario Schifano e le personali di Luca Vernizzi, Angelo Accardi e Aldo Damioli. La galleria ha inoltre collaborato con l'Accademia di Belle Arti di Brera accogliendo una collettiva di giovani artisti emergenti presentata in seguito in altre città.

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