Sophia Loren cittadina onoraria di Maratea

Pubblicato: Lunedì, 30 Luglio 2018

Il mestiere d’attrice raccontato da una diva.

di Stefania Lauria

La vista del maestoso Cristo che sovrasta da monte San Biagio, una magnifica luna riflessa sull’acqua e un anfiteatro immerso nel verde che si affaccia sul mare. Siamo nella suggestiva cornice del lussuoso hotel Santa Venere di Maratea, alla serata conclusiva della decima edizione de: “Le Giornate del Cinema Lucano – Premio Internazionale Basilicata".

Come già anticipato, nel corso di queste cinque giornate dedicate al cinema, ai suoi interpreti alla Basilicata, tanti sono stati i dibattiti, le proiezioni e gli ospiti che si sono alternati sul palco. Ma sabato sera gli occhi dei presenti,come prevedibile, si sono tutti concentrati su di lei: una diva cui tanto deve il cinema e l’Italia: Sophia Loren.

Elegante e in splendida forma si è raccontata ad una platea incantata e consapevole di vivere un momento magico, unico.

Sophia, l’attrice- diva che rivive i momenti più salienti della sua carriera, il successo, la gloria; che racconta il mestiere d’attrice tra miti e false credenze ( fare l’attrice è molto più faticoso di quanto si possa pensare!); che rievoca, dopo aver rivisto il toccante momento della premiazione all'Oscar, (ricevuto per il film “ La Ciociara”, ndr), una telefonata mattutina dall’America, in cui le si annunciava la vittoria dell'ambito premio cinematografico e che indica, scherzosamente, in Vittorio ( De Sica, ndr) il regista più severo con cui ha lavorato.

Si ascolta rapiti la sua storia, in estasi quasi al cospetto del suo fascino imperituro, al parlare lento e calmo di una donna vincente e appagata ma anche estremamente grata alla vita.

Sophia la diva, ma anche la moglie del suo amato Carlo ( Ponti, importante produttore cinematografico, ndr) un “faro” per lei, e madre  di Carlo e Edoardo, dal quale si appresta, prossimamente, ad essere diretta per un nuovo progetto.

Sophia a suo agio di fronte quella macchina da presa che l’ha resa celebre nel mondo, uno “sfogo”-dice- alla quale ha sempre mostrato, pur interpretando dei personaggi, il lato più autentico e umano di sé: ansie, gioie, paure, dolori, emozioni, quelle stesse che percorrono da sempre la sua vita.

Si presenta al pubblico in tutta la sua semplicità, ringraziando più volte per il riconoscimento ricevuto che –afferma- collocherà tra gli altri premi e gli Oscar.

Maternamente incoraggia i giovani al duro lavoro, al sacrificio, alla perseveranza, nel rincorre i propri sogni.

Sophia, che forse si è poco concessa ai suoi estimatori per selfie e autografi ma che ha lasciato al pubblico qualcosa di molto più prezioso: una grande lezione di umiltà.

Una donna, una diva che è riuscita a trasformare, in un periodo storico complesso per il nostro Paese, la sua passione in un mestiere, vanto per il cinema e l’Italia, che da sabato è stata insignita della cittadinanza onoraria di Maratea con la promessa di ritornarci presto.

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