Moreno Burattini. Quando una passione diventa mestiere.

Pubblicato: Domenica, 15 Aprile 2018

A Rotonda l’incontro/lezione sull’arte del fumetto

di Stefania Lauria

Alzi la mano chi non ha mai letto un fumetto, adulto o bambino poco importa. I fumetti rappresentano da un lato,un rifugio, un fuga dalla realtà che ci consente attraverso il fantastico mondo nel quale siamo proiettati, di vivere quasi un’ esistenza parallela: fatta di robot, alieni, mostri, supereroi. Ma dall’altra, possono rivelarsi anche  un potente mezzo per riflettere, per esorcizzare le nostre paure e perché no, magari vincerle. 

Nella mattinata di ieri, a Rotonda, si è tenuto un interessante evento con Moreno Burattini. Il noto sceneggiatore toscano di fumetti (ha scritto numerose storie di Cattivik e Lupo Alberto ma è divenuto tra i principali sceneggiatori e soggettisti delle storie di Zagor, ndr) ha incontrato il pubblico, composto in prevalenza dagli alunni dell’I.C. “Don Bosco” di Rotonda e da alcune classi del “Liceo Scientifico”. 

E’ stato un vero e proprio incontro/lezione nel quale Burattini ha raccontato di sé, del suo lavoro e rievocato la storia del fumetto: dalla nascita in America nella metà dell’ '800 con “ Yellow Kid”, alla sua diffusione in Italia  a partire dagli anni ’30 del '900. Si è soffermato poi sull’evoluzione dello stesso, raccontando come il fumetto abbia saputo,dinamicamente, rinnovare la sua “veste” adeguandosi ai cambiamenti. 

Il fumetto, ha proseguito Burattini,non è inquadrabile come “genere” ma di fatto è opportuno considerarlo un “ medium”, un codice, il cui scopo è anche quello di educare. Centrale nel lavoro del fumettista è dunque il modo attraverso cui si scegli di veicolare le idee. 

Ha poi elencato le varie funzioni del fumetto (da quella catartica a quella storica e sociale) dimostrando come sia un errore concepirlo solo effimero intrattenimento. 

E’ un fiume in piena Burattini, che racconta il suo mestiere, corredandolo di aneddoti, con l’entusiasmo di chi ha fatto della sua passione un lavoro, di fronte ad un pubblico di giovani partecipi e incuriositi da un mestiere ai loro occhi forse inusuale, di cui hanno avuto la possibilità di apprendere i “trucchi” e conoscerlo più approfonditamente,impreziosendo il proprio bagaglio culturale e imparando, ci si augura, a guardare oltre la tv, il computer e i cellulari. 

Lo stesso Burattini ha più volte ribadito che nonostante, innegabilmente, il fumetto abbia perso la centralità e popolarità riscossa nei tempi passati, trasformandosi un po’ come il teatro in un'arte di nicchia, conservi un valore imperituro.

La presenza di Burattini a Rotonda è poi proseguita,nel pomeriggio, con la presentazione dei suoi libri di aforismi.

L’invito a Burattini è stato pensato come evento collaterale al “Festival del Teatro Amatoriale” giunto,ieri, al suo quarto appuntamento, con un altro gradito ritorno: il “ Piccolo Teatro di Terracina” ha portato in scena, con la regia di Roberto Percoco, l’esilarante commedia (graditissima dal pubblico in sala, ndr) : “Uomini sull’orlo di una crisi di nervi”.

A concludere la densa giornata, un nuovo intervento di Burattini che si è congedato dalla cittadina lucana, mostrandosi grato per l’accoglienza e la stima dimostratagli.

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