Tutta l’Umbria, una grande mostra

Pubblicato: Giovedì, 08 Marzo 2018

In occasione dei cento anni della Galleria Nazionale dell’Umbria. L’esposizione, fino al 10 giugno, nella storica sede di Corso Vannucci a Perugia

M.D.L.

Ottaviano Nelli, Madonna con Bambino, Trinita', santi, Cherubini. 1403. Tempera su tavola

La Galleria nazionale dell'Umbria è un museo italiano. Conserva la maggiore raccolta di opere dell'arte umbra ed alcune tra le più significative opere dell'arte dell'Italia centrale, dal XIII al XIX secolo. Le sue origini si intersecano con la nascita dell'Accademia del disegno, che intorno alla seconda metà del XVI secolo aveva sede nel Convento degli olivetani a Montemorcino, nella quale vennero raccolti una prima parte di disegni e dipinti.

A causa della soppressione degli ordini religiosi imposta dapprima dall'impero napoleonico e poi dal Regno d'Italia, tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX, il materiale raccolto aumentò notevolmente in quanto le opere artistiche di maggior pregio passarono in proprietà allo Stato, andando così ad integrare (quando non furono disperse tra i musei di tutto il mondo) la raccolta dell'Accademia. 

 

A sinistra: Gonfalone di Corciano, Bendetto Bonfigli, 1472. tempera su tela
Al centro: Anonimo del XV secolo, San Sebastiano. Legno di pioppo dipinto a tempera, XV secolo
A destra: San Michele Arcangelo, Lattanzio di Niccolò, XVI secolo, tempera su tela

 

Nel 1863 fu istituita una pinacoteca civica intitolata a Pietro Vannucci, ma il problema a quel punto era quello di trovare una sede adeguata per tutto il materiale raccolto. Nel 1878 la pinacoteca lasciò la vecchia sede dell'Accademia e fu trasferita al terzo piano del palazzo dei Priori. Ampliata con acquisti e donazioni, nel 1918 assunse la denominazione di Regia galleria Vannucci. Nel corso degli anni sono stati ricavati nuovi spazi espositivi concessi in uso dal Comune e l'esposizione museale odierna è organizzata in sequenza cronologica e articolata per ambiti stilistici. Alcune sale del terzo piano sono adibite ad uso esclusivo di mostre temporanee di carattere artistico o culturale in genere. La Galleria è stata al centro di un vasto progetto di consolidamento strutturale, allestimento museale e ordinamento museografico. Alcuni di questi interventi sono stati realizzati anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96. Nel corso del 2018, in occasione del centenario della statalizzazione del museo, verranno ospitate mostre ed eventi di rilevanza speciale. 

 

A sinistra: Madonna con il Bambino e San Giovanni Battista, Scuola peruginesco-pintoricchiesca, prima metà del sec. XVI, tempera su tavola
A destra: Madonna Connestabile, copia da Raffaello, Giovanni Battista Salvi detto il Sassoferrato

Nel 2018 si celebrano i cento anni della Galleria Nazionale dell’Umbria, uno dei più importanti musei d'Italia - fondato il 17 gennaio 1918 - che vanta una straordinaria collezione di capolavori di artisti come Duccio, Beato Angelico, Piero della Francesca, Pintoricchio, Perugino e Pietro da Cortona. Molte sono le iniziative in programma per celebrare l’evento pensate per promuovere e valorizzare l’arte della regione, con una particolare attenzione alla raccolta della Galleria (Corso Pietro Vannucci, 19), vera e propria antologia dei vertici della scuola umbra. La prima in ordine di tempo, dall’11 marzo al 10 giugno, è l’esposizione dal titolo “Tutta l’Umbria una mostra”; catalogo di Silvana Editoriale. La rassegna, curata da Cristina Galassi e Marco Pierini, col patrocinio della Conferenza episcopale umbra, della Regione Umbria e del Comune di Perugia, prende spunto dalla storica “Mostra d’antica arte umbra” del 1907, la più imponente esposizione mai organizzata nella regione, che attraverso  poco meno di mille pezzi (170 dipinti, più di 30 sculture e arredi lignei e in pietra, un centinaio di manufatti di oreficeria, 300 oggetti tra paramenti sacri, tessuti e merletti antichi, 160 codici miniati e circa 200 ceramiche), contribuì a definire per la prima volta le caratteristiche della scuola umbra e i suoi tratti originali. La mostra presenterà circa centotrenta  opere di autori quali Arnolfo di Cambio, Gentile da Fabriano, Niccolò di Liberatore, Benozzo Gozzoli, Matteo da Gualdo, Pintoricchio e Perugino, e riproporrà, con grande impatto visivo grazie all’allestimento progettato da Daria Ripa di Meana e Bruno Salvatici, la sorprendente ricchezza dell’arte che fiorì in Umbria tra Medioevo e Rinascimento, mettendo parallelamente in evidenza l’evoluzione degli studi storico-critici condotti nel lasso di tempo che va dal 1907 a oggi.

 

A sinistra: Pietro Perugino, San Girolamo. 1470-80, affresco staccato
Al centro: Trittico Marzolini. seconda meta XIII primi XIV, tempera su tavola
A destra: Pinturicchio, Madonna con Bambino e San Giovannino, Museo Diocesano di Città di Castello

L’iniziativa coinvolgerà l’intera regione, chiamata in causa per il patrimonio artistico dei musei comunali, per quello delle istituzioni ecclesiastiche e per quello di proprietà privata. Ed è proprio per questo motivo che si è deciso di riproporre, come titolo, lo slogan che fu allora efficacemente coniato: “Tutta l’Umbria una Mostra”.

“Si tratta di una mostra davvero legata al territorio - secondo il direttore della Galleria Marco Pierini - non soltanto perché gran parte delle opere sono ancora conservate in Umbria, ma soprattutto perché è stato possibile riservare una quota importante del budget per finanziare numerosi restauri e interventi conservativi. A riprova che i musei sono - e devono continuare ad essere - istituti dedicati alla tutela, oltre che alla valorizzazione, e non possono recidere lo strettissimo vincolo con il contesto geografico, storico e culturale dal quale sono nati e nel quale hanno fino ad ora operato”.

A sinitra: Antonio da Fabriano, Crocifisso. 1452 tempera dipinta
Al centro: Bernardino di Mariotto, Incoronazione della Vergine. 1515 circa. tempera e oro su tavola
A destra: Gentile da Fabriano. 1420-23. tempera su tavola

“Si è pensato - aggiunge Cristina Galassi - che nessun evento più di questo potesse celebrare i 100 anni di apertura della Galleria Nazionale dell’Umbria per il suo forte carattere identitario e per le novità emerse dalla mostra del 1907, attuali ancora oggi. Pensata per valorizzare l’eccezionale fioritura artistica umbra tra Medioevo e Rinascimento, ebbe un successo di pubblico clamoroso per l’efficace coinvolgimento del territorio, la presentazione dei diversi artisti umbri o di aree limitrofe e delle diverse scuole, la riscoperta di maestri dimenticati come l’Alunno e Matteo da Gualdo o di tipologie di opere squisitamente umbre come i Gonfaloni, l’impostazione scientifica e moderna dell’allestimento museografico all’interno del Palazzo dei Priori”. Il catalogo pubblicato da Silvana editoriale, oltre ai contributi dei due curatori, conterrà saggi di Alessandro Angelini, Giulio Busti e Franco Cocchi. 

 

Perugia, Palazzo dei Priori, sede della Galleria Nazionale dell'Umbria

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