Bicicletta che passione …

Pubblicato: Giovedì, 07 Dicembre 2017

Dagli Album Campari un’avvincente storia a due ruote. La mostra al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure (Alessandria)

Vittoria Peyretti 

Bike Passion. Supercorsa Pista Barry McGee ©Francesco Radino - Bike Passion. Piero Fornasetti_Supercorsa Cinelli©Francesco Radino

Galleria Campari è lieta di annunciare che, in seguito al grande successo di critica e pubblico, la mostra “Bike Passion. Dagli Album Campari una storia a due ruote”, a cura di Marina Mojana e Fabrizio Confalonieri, approda al Museo dei Campionissimi di Novi Ligure, dove potrà essere visitata fino al 18 febbraio.

Il progetto espositivo riconferma così il suo valore documentaristico e la sua capacità di conciliare diversi ambiti dell’eccellenze del made in Italy, coniugando storia e passione sportiva. Nella terra che ha dato i natali ai Campioni del ciclismo entrati nella leggenda, Costante Girardengo e Fausto Coppi, il Museo dei Campionissimi, nell’originale allestimento di Mauro Porta, custodisce, nello spazio museale più grande d’Europa, le  biciclette che hanno scritto pagine memorabili dello sport e memorabilia che raccontano le imprese e la vita di uomini eroici. La mostra arriva al Museo grazie alla sinergia tra Galleria Campari e il Comune di Novi Ligure e offre la possibilità di addentrarsi in un capitolo affascinante della storia di Campari, marchio testimone dei cambiamenti di costume del nostro Paese. “Bike Passion” racconta, come in un diario di viaggio, la profonda passione sportiva per alcune delle corse ciclistiche più celebri d’Europa

 

Bike Passion. Dagli Album Campari una storia a due ruote _ 1938 Giro dei Tre Mari ©Francesco Radino

 

Il legame di Campari con il mondo a due ruote non si esaurisce però nel rapporto con il Giro ma trova infinite declinazioni. Il percorso espostivo prende avvio con una trentina di fotografie d’epoca custodite negli album degli archivi Campari. Le immagini ripercorrono l’arco temporale dagli anni Trenta agli anni Sessanta, in cui il marchio Campari ha seguito i ciclisti del calibro di Coppi, Girardengo, Cinelli, Moser, Anquetil, Baldini, Gaul, Magni, nelle ventuno tappe del Giro d’Italia, nelle tappe del Giro dei Tre Mari e in quelle del Gran Premio di Lugano, diventando, da sponsor delle manifestazioni, vero e proprio compagno delle imprese di una delle discipline sportive più onorate al mondo.

Alle fotografie d’epoca, disposte su una pista che simula il circuito di gara, si affiancano le grafiche pubblicitarie originali, firmate da Franz Marangolo (1912-1995) e da altri autori degli anni Cinquanta e Sessanta, che propongono una storia fatta di brillanti intuizioni e di strategie comunicative d’avanguardia. Il fil rouge è sempre l’immagine della bicicletta, contestualizzata nella vita quotidiana e rappresentata anche con raffinate silhouette, nelle sorprendenti otto tavole originali di Ugo Mochi (1889-1977) che - da massimo esponente dell’arte delle Shadows in Outline - si divertì a illustrare l’evoluzione del mezzo di trasporto più innovativo e popolare del Novecento: “Uno dei grandi eventi della storia dell’umanità, di pari importanza della scoperta del fuoco, della scrittura o della stampa”, come scrisse J.H. Rosny Aîné.

 

Bozzetto Marangolo © Courtesy Galleria Campari - Bozzetto 2014, Dopo una lunga fatica, Campari Soda, Anonimo

 

La mostra volge uno sguardo complice anche al grande passato di questo mezzo, ed è arricchita da un esemplare storico, prestito dalle preziose collezioni d’epoca del Museo Nicolis di Villafranca di Verona, che permetterà al visitatore di immergersi ancor più in profondità nella dimensione e nell’evoluzione della bicicletta. Il viaggio approda infine nel presente dando vita a un dialogo con la contemporaneità, grazie alla collaborazione tra Galleria Campari e Antonio Colombo, collezionista d’arte e Presidente di Cinelli, azienda leader nell’universo delle due ruote e del design ciclistico. Arricchiscono l’esposizione nove biciclette d’artista della collezione di Colombo firmate da designer di fama internazionale: Alchymia, Alberto Biagetti, Sergio Calatroni, Death Spray, Piero Fornasetti, Stevie Gee, Max Lamb, Barry McGee, Alessandro Mendini. Una sezione del percorso espositivo sarà dedicata al mito della bicicletta nelle letteratura. Sarà quindi possibile scoprirla e riscoprirla non come un semplice mezzo di trasporto ma come un veicolo mutante che racchiude in sé dinamicità e arte, tecnologia e creatività. La mostra esprime molto bene la duplice vitalità di Campari, realtà con una grande storia che si muove da sempre all’insegna dell’innovazione e della sperimentazione. La “bicicletta” raccontata in questa mostra rappresenta un pezzo di storia del nostro Paese e un universo che si sposa con l’arte e il design, coniugando la dimensione sportiva e di mezzo di locomozione, con il suo immaginario di forma, pensiero e sogno.

 

A sinistra: GP 2° DCM 1956 LUGANO ALDO MOSER PARTENZA © Courtesy Galleria Campari - 
Al centro: GP 4° DCM LUGANO 1958 POBLET PARTENZA © Courtesy Galleria Campari -
A destra: GP 2° DCM LUGANO 1956 COPPI ALLA PARTENZA © Courtesy Galleria Campari

 

La Galleria Campari, nata nel 2010 in occasione dei 150 anni di vita dell’azienda, è un museo aziendale di nuovissima concezione: uno spazio dinamico, interattivo e multimediale, interamente dedicato al rapporto tra il marchio Campari e la sua comunicazione attraverso l’arte e il design. Il progetto nasce nell’ambito della riscrittura architettonica e funzionale dello storico stabilimento di Sesto San Giovanni, fondato da Davide Campari nel 1904. Tra il 2007 e il 2009 il complesso è stato interamente trasformato, con un progetto dell’architetto Mario Botta, per la realizzazione dei nuovi Headquarters del Gruppo Campari e del museo aziendale.

La Galleria deve la propria forza all’unicità e alla ricchezza dell’Archivio storico, vero e proprio giacimento culturale trasversale, che raccoglie oltre 3.000 opere su carta, soprattutto affiche originali della Belle Époque, ma anche manifesti e grafiche pubblicitarie dagli anni ‘30 agli anni ‘90, firmate da importanti artisti come Marcello Dudovich, Leonetto Cappiello, Fortunato Depero, Franz Marangolo, Guido Crepax e Ugo Nespolo; caroselli e spot di noti registi come Federico Fellini e Singh Tarsem; oggetti firmati da affermati designer come Matteo Thun, Dodo Arslan, Markus Benesch e Matteo Ragni.

 

 

 

 

 

 

Murales

Comics

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