Inedite e affascinanti visioni dal Nord

Pubblicato: Giovedì, 11 Maggio 2017

Le opere provengono dalla collezione estone di Enn Kunila. Fino al 21 maggio una grande mostra al Museo del Novecento di Firenze

M.D.L.

 A sinistra: Konrad Mägi, Landscape with Pink Fields, Study, 1915 - A destra Konrad Mägi, Saaremaa, Study, 1913-14

“Visioni dal Nord. Pittura estone dalla collezione Enn Kunila, 1910 – 1940”: per la prima volta a Firenze, il Museo Novecento (Piazza Santa Maria Novella, 10) espone le opere della Collezione Kunila, tra le più grandi raccolte private di pittura moderna dell’Europa nordorientale. Un’occasione unica, da cogliere ancora per dieci giorni, per scoprire i segreti della tradizione pittorica del Baltico con una selezione di artisti del primo Novecento ancora poco noti al pubblico italiano.

Curata dallo storico dell’arte Eero Epner, la mostra presenta dipinti che ripercorrono le origini e gli sviluppi della modernità in Estonia, raccontando atmosfere, colori e paesaggi di artisti quali Ants Laikmaa (Vigala, Estonia, 1866 – Taebla 1942), Elmnar Kits (Tartu, Estonia, 1913 – 1972), Villem Ormisson (1892 – 1942), Endel Koks (1912 - Örebro, Svezia 1983), Nikolai Triik (Tallin, Estonia, 1884 – 1940) e Herbert Lukk (Narva Lähedal 1892 – 1919).

 

A sinistra: Konrad Mägi, Capri Motif, Study, 1922-23 - A destra Nikolai Triik, Finnish Landscape, 1914

 

Caratterizzate da un’intensa sperimentazione cromatica, le opere testimoniano da un lato lo stretto legame di questi artisti con la natura, il paesaggio e le terre natie, dall’altro il desiderio di partecipare alla vita culturale delle capitali europee, rivelando l’influenza di correnti artistiche internazionali, fauve e post-impressioniste. Mossi dalla volontà di superare la tradizione pittorica realista, molti artisti trascorsero lunghi periodi a contatto con l’arte europea, che reinterpretarono personalmente, gettando le basi per la nascita della pittura moderna nel paese.

 

Herbert Lukk, Street, Board Fences and Houses, 1918

 

La mostra dedica un’attenzione particolare a Konrad Mägi (Rõngu, Estonia, 1878 – Tartu, Estonia, 1925), considerato il primo pittore della modernità estone. Più volte associato al neoimpressionismo, all’espressionismo e al fauvismo, nell’arco della sua carriera Mägi ha delineato uno stile e un vocabolario del tutto peculiari. Tra i soggetti dei suoi paesaggi si ritrovano anche vedute di città italiane che esercitarono una forte attrazione su molti autori del periodo: Venezia, Roma, Capri rifulgono nei suoi quadri carichi di una forte fascinazione mediterranea con echi che rinviano al Cézanne post-impressionista e di una connotazione di forte impatto coloristico. Lo spazio espositivo accoglie poi una mostra collettiva di capolavori che si intrecciano in una narrazione che sembra ripercorrere le tendenze più esemplari delle prime avanguardie.

 

A sinistra: Konrad Mägi, Venice, 1922-23 - A destra: Ants Laikmaa, View from Capri, 1911-12

 

Viene presentata dunque per la prima volta in Italia un’attenta selezione delle opere della collezione Kunila, capace di testimoniare i valori più alti dei grandi pittori di area baltica: sono artisti abituati a frequentare i grandi centri culturali europei – da Helsinki a Bruxelles a Roma – e nel contempo, osservatori ‘innamorati’ dell’Italia e dei suoi paesaggi, ritratti in numerose delle opere esposte. La mostra rappresenta dunque una duplice occasione per rileggere il paesaggio italiano con gli occhi e la luce del Nord, ma soprattutto per conoscere meglio l’Estonia e la sua cultura. “Questa mostra si concentra sul ‘Modernismo classico’ dell’arte estone; le opere in particolare si collocano nel periodo che va dall’inizio del secolo agli anni ’40, prima dello scoppio della guerra. Come ha sottolineato Sirje Helme direttore Generale del Museo d’Arte Estone, “il modernismo estone è molto legato alla ‘cultura della città’, alla passione di questi artisti per le capitali europee e la loro cultura; nello stesso tempo c’è una forte presenza della natura, che si evince dall’uso della luce e del colore. Ci teniamo molto a promuovere le opere di questi artisti in Italia; a ottobre inoltre ci sarà una mostra personale di Konrad Mägi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma”.

 

Firenze, Museo 900

 

Va detto che questa mostra Questa mostra sarà una bellissima esperienza per tanti fiorentini e tanti turisti, italiani e stranieri, che nella nostra cittá potranno incontrare un’Europa meno conosciuta che parla della ricchezza di un’interpretazione iconografica, ma anche sorprendersi nel cogliere lo sguardo sull’Italia e l’Europa di questi artisti”. Per in approfondimento delle vicende artistiche dei singoli autori e dell’atmosfera culturale in cui le loro opere sono state realizzate, molto utile è il programma di film, visite guidate e conferenze che integra la mostra accompagnando tutto il periodo espositivo.

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