Il ritorno de “ La porta Rossa”.

Pubblicato: Venerdì, 01 Febbraio 2019

Grande  attesa per la seconda stagione della serie tv

di Stefania Lauria

Si sono concluse mercoledì, le repliche della prima stagione de “La Porta Rossa”, serie  tv di qualità, curata nel dettaglio e premiata dal pubblico con ottimi ascolti anche in replica.

A due anni di distanza, è ormai prossima la messa in onda della nuova stagione, prevista per mercoledì 13 Febbraio su Raidue. Da un’idea di Lucarelli e Rigosi, diretta da Carmine Elia,  racchiude in sé una commistione di generi (noir, thriller, poliziesco, paranormale, dramma sentimentale)  e di linguaggi che la rendono una serie dalle mille “anime”.

Un’opera sperimentale in cui ogni personaggio appare molto ben delineato anche sotto il profilo psicologico; dove a fare da cornice, diventandone, pienamente, protagonista è la meravigliosa città di Trieste. Impossibile poi non citare la colonna sonora che impreziosisce la narrazione.

La storia parte con un omicidio, quello del commissario Leonardo Cagliostro che impegnato in un’azione solitaria contro un narcotrafficante, ne rimane vittima. La tv è però popolata di poliziotti impegnati a stanare i colpevoli. Ciò a cui invece si è  meno abituati (soprattutto i fruitori di serie tv italiane) è la scoperta che sia proprio il fantasma del commissario a indagare sulla sua morte. Quando infatti Cagliostro sembrerebbe essere sul punto di varcare la “porta”( appunto rossa) per l’aldilà, ha una premonizione: l’assassino conosce sua moglie, Anna Mayer, ( intransigente magistrato) e la donna è in pericolo. Decide di rimanere sulla terra con l’obiettivo di trovare il colpevole e salvare Anna. Nessuno lo può vedere, tranne Vanessa (Valentina Romani): ragazza che incontra per caso, una sera, vagando per le strade di Trieste. Sarà la giovane donna a fare da tramite tra lui e il mondo dei vivi, in un rapporto amichevole che cresce e trasforma entrambi. Vanessa, che  non era a conoscenza del suo “potere” di vedere i morti, imparerà a convivere con questa sua peculiarità, affrontando la vita in modopiù strano ma più vero; Cagliostro, scoprirà il sentimento dell’amicizia, riconoscendo in lei l’unica amica che gli è rimasta o forse l’unica che ha mai avuto.

La situazione si complica quando indagando, il commissario scopre che l’assassino è un suo collega, un componente della  squadra.

Così puntata dopo puntata, inizieranno a ricadere i sospetti su ognuno di loro mentre lo spettatore istintivamente collabora alla ricerca della verità; fa congetture ma è costretto a rivedere le sue convinzioni, perché non sempre tutto è come sembra. Il ritmo è veloce, incalzante, gli eventi si susseguono così come i colpi di scena mentre il mistero si fa sempre più fitto e i contorni più sfumati; ogni personaggio sembra abbia qualcosa da nascondere e tutti, potenzialmente, potrebbero essere colpevoli. E’ un plot giocato sul “limite”, dove il confine tra verità e menzogna, tra vita e morte, tra odio e amore diviene sempre più labile.

L’”anima” gialla si mescola e intreccia, in un armonioso equilibrio, con  un’“anima” sentimentale, più struggente. Cagliostro e Anna pur amandosi, stanno vivendo una profonda crisi coniugale quando il commissario viene ucciso; la morte improvvisa, le incomprensioni non chiarite, il rancore, unito alla scoperta della donna di essere incinta caricano il racconto di tensione emotiva, accresciuta dai flashback  che ripercorrono la loro storia d’amore. Anna è straziata dalla morte del marito ma non rinuncia a cercare la verità, una verità che  in un primo momento si rivela scomoda, dolorosa e  la conduce verso un mondo parallelo vissuto dal commissario,  di cui lei non era a conoscenza che la getterà nel più totale sconforto, tanto da pensare, confusa dal dolore e spaventata da ciò che scopre, di voler cancellare ogni traccia di suo marito, anche la figlia che aspetta.

Anna è interpretata, con raffinata eleganza, da Gabriella Pession.

Cagliostro è un personaggio per il quale non si riesce a non tifare; uno sconfitto che ha perso la vita ma che per la vita di sua moglie e sua figlia, strenuamente, lotta. In lui tutta l’impotenza di chi realizza di aver sbagliato senza avere la possibilità di rimediare, pur essendo gli errori la sostanza della nostra esistenza; di non aver dato il giusto peso alle cose che contano;di essere stato superficiale e avventato nei giudizi. La morte, paradossalmente, gli  darà una seconda possibilità: gli farà acquisire una consapevolezza diversa inducendolo a guardare il mondo e le persone con occhi nuovi. Così quell’uomo scostante, solitario, dall’infanzia difficile; quell’uomo poco incline al rispetto delle regole ma con un profondo senso di giustizia, avrà in parte la possibilità di riscattarsi e dimostrare alla moglie di non aver mai smesso di amarla, perché  a volte sai perfettamente cosa fare per essere felice ma poi fai tutto il contrario. Riuscirà a salvarla ma non ad impedire che l’assassino le spari. Durante il soccorso in ospedale, Anna “vede” e “parla” con il marito, vorrebbe restare al suo fianco, ma lui non lo consente perché possono ancora vivere insieme: c’è lei, la piccola a cui pensare -dirà Cagliostro - prima di separarsi definitivamente dall’unico amore della sua vita, in una delle scene più intense e commoventi dell’intera serie.

Cagliostro è interpretato da un magistrale Lino Guanciale, impeccabile nel trasmettere la vasta gamma di sentimenti e sensazioni provate dal suo personaggio. Riesce a dare “voce” anche ai silenzi, rendendoli drammaticamente potenti, evocativi, attraverso un sapiente uso di mimica e gestualità.

Altro personaggio chiave è l’assassino, il vice questore Stefano Rambelli, che  per amore del figlio, è costretto  a fare quello che forse mai avrebbe voluto:uccidere un collega. Ottima l’interpretazione del lucano Antonio Gerardi che dimostra di gestire con disinvoltura un personaggio piuttosto complesso: un uomo che per non tradire i suoi doveri di padre, tradisce un amico e si trasforma in uno spietato assassino, pronto ad uccidere senza scrupoli pur di difendere suo figlio; quello stesso figlio che, costituendosi, (si era reso complice della morte di una ragazza, ndr), vanificherà  tutte le criminali azioni di cui si è macchiato il vice questore, dimostrando di essere una persona migliore del padre.

Il giallo sulla morte del commissario  si conclude con l’arresto di Rambelli ma non tutto è risolto, tanto è vero che Cagliostro, ancora una volta, non varca la porta.

Durante le indagini, il commissario infatti non vede solo Vanessa ma anche Jonas, ( Andrea Bosca)  un uomo in coma.

La seconda stagione parte da qui. Dal mistero sull’identità di Jonas e dalla figlia di Cagliostro in pericolo.

La “Porta Rossa” non è un semplice giallo, ma un serie che induce lo spettatore a confrontarsi con temi duri,ostici,con i quali spesso fatichiamo a misurarci: l’inevitabilità della morte, l’ineluttabilità del destino, la fragilità umana e la paura dell’ignoto, di ciò che non conosciamo. Sposta il punto di vista da chi sopravvive alla morte a chi  la subisce, aspetto indiscutibilmente originale, che  però “strania”, scuote, lo spettatore facendolo immergere, sin dalle prime scene, in un racconto insolito ma avvincente; facendolo commuovere, riflettere, emozionare. E così la voce di Cagliostro fuori campo, non solo racconta il procedere delle indagini ma quasi diventa una voce guida, con il compito di destare le nostre coscienze nel misterioso e intricato percorso dell'esistenza.

Nel cast,tra gli altri: Ettore Bassi, Fausto Maria Sciarappa, Pier Paolo Spollon,Gaetano Bruno, Elena Radonicich, Cecilia Dazzi, Alessia Barela, Andrea Bosca,Tommaso Ragno, Raniero Monaco di Lapio, Lavinia Longhi.

 

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