“A Ciambra”, premiato al Festival del Cinema di Cannes

Pubblicato: Martedì, 30 Maggio 2017

La scommessa vincente della Lucana Film Commission 

di Stefania Lauria

Era lo scorso Settembre,quando a Venezia tra l’entusiasmo generale degli addetti ai lavori, la Lucana Film Commission firmava il progetto LU.CA. con la confinante Calabria,allo scopo di offrire un’importante occasione di crescita per le due regioni, ma anche per tutto il Mezzogiorno.

Nei giorni scorsi, questo ambizioso progetto ha dato uno dei suoi frutti. In occasione infatti della settantesima edizione del Festival del Cinema di Cannes e nella sezione Quinzaine des Réalizateurs, il film “A Ciambra” del regista italo-americano Jonas Carpignano, si è aggiudicato il premio Europa Cinemas Label che consentirà al film di ricevere il sostegno dell’Europa Cinemas Network.

Il lungometraggio,coprodotto da Stayblack, RTFeatures, Rai Cinema,DMC,Haut et Court, a cui si aggiunge il prezioso contributo del MIBACT oltre che il supporto della Lucana Film e Fondazione Calabria Film Commission, amplia l’idea del precedente cortometraggio che ruota intorno alle vicende di Pio Amato,della sua famiglia Rom che vive a Gioia Tauro  e del suo amico Alyia che vive a Rosarno. Pio ha 14 anni conduce una vita dissoluta dedita al fumo, all’alcool e cerca di emulare il fratello Cosimo, seguendolo ovunque. Quando Cosimo e suo padre vengono arrestati, toccherà a  Pio prendersi cura della sua numerosa famiglia. La dura realtà con cui è chiamato a fronteggiarsi, lo obbligherà a crescere in fretta inducendolo a cambiare la sua visione della vita e del mondo. 

L’opera seconda del regista trentatreenne Carpignano è stata definita un “documentario di formazione”che descrive, sul modello del cinema “ neorealista”, una realtà degradata della quale si conosce molto poco,con convincenti performance di attori non professionisti. 

La sceneggiatura è stata sviluppata con l’aiuto della Cinefondation Residence du Festival di Cannes del Torino Film Lab e del Next Step Program della Semaine de la Critique.

In Lucania è stato girato il prologo del film, con particolare e meticolosa attenzione alla scenografia, tra cui i “carri a botte”, ricostruzione fedele dell’accampamento con cavalli che riproducono l’esodo di una comunità Rom slovena trapiantata a Gioia Tauro.

Le riprese sono state effettuate a Senise, presso la diga del Monte Cotugno e la “ Serretta” di Viggianello, nel Parco Nazionale del Pollino, in seguito ad un minuzioso lavoro di ricerca del location manager rotondese, Giuseppe Cosenza, che ha effettuato diversi sopralluoghi nella zona.

La motivazione con cui la Giuria ha premiato il film è stata: "aver saputo valorizzare il potere e il potenziale magico del cinema, trasportando il pubblico in un ambiente raramente visto in sala, con un protagonista quattordicenne capace di una performance brillante". A cui si è aggiunto un gratificante giudizio sul giovane cineasta: “Jonas Carpignano è un regista europeo emergente che sa sottolineare il potere e il potenziale magico del cinema, trasportando il pubblico in un ambiente raramente visto, una comunità rom nel sud dell’Italia.Il dialetto che parlano i protagonisti raramente è stato ascoltato sul grande schermo ed è un vero e proprio personaggio del film. Le superbe interpretazioni guidano una narrazione avvincente; lo stile di Carpignano conduce il film verso la vita reale senza fare denunce sociali”.

Sul film si è pronunciato anche Martin Scorsese che ha espresso parole di encomio sia per l’opera che per il suo autore: “A Ciambra di Jonas Carpignano è un film impressionante e compiuto. Ci presenta un mondo così realizzato, così intimo, che mi è sembrato di vivere accanto ai suoi personaggi e allo stesso Carpignano. Quello che fa con il suo giovane talento, traendo un maturo e complesso spettacolo, è veramente notevole. Un quadro commovente e bello”.

Nel comunicato stampa sul sito della regione Basilicata, in una dichiarazione congiunta di Giuseppe Citrigno e Paride Leporace, si legge: “Aver creduto in questo piccolo capolavoro del cinema della modernità riempie di soddisfazione per i risultati raggiunti dal giovane autore e dalla cosmopolita componente produttiva. Averne potuto far parte recitando anche un ruolo nel permettere la presenza a Cannes della famiglia Amato protagonista del film è un grande orgoglio. Risultati significativi che rilanciano il nostro protocollo d’intesa che potrà continuare ad essere strumento di sostegno per altri giovani emergenti registi lucani e calabresi”.

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