“La Porta Rossa”. La nuova serie noir di Raidue

Pubblicato: Sabato, 25 Febbraio 2017

di Stefania Lauria

Sono state trasmesse il 22 e il 24 Febbraio le prime due puntate di una nuova avvincente fiction proposta da Raidue, dal titolo “La Porta Rossa”. La serie nasce da un’idea di Lucarelli e Rigosi e racchiude in sé una commistione di generi: thriller, noir, poliziesco, paranormale, dramma sentimentale.

L’originalità risiede però anche altrove. Protagonista è un commissario, Leonardo Cagliostro, che indaga su un omicidio. Fin qui, vi chiederete dove sia la novità!? Del resto proprio la Rai nel corso degli anni, ci ha "regalato" una lista piuttosto lunga di commissari,uno fra tutti il celebre Montalbano. La novità di questa serie è che Cagliostro, muore dopo circa 10 minuti dalla sua entrata in scena e compie sì un’indagine, ma sulla sua morte. Arguto, brillante, ma ribelle e senza regole, sfida se stesso e il destino decidendo di avventurarsi, da solo, alla ricerca di un pericoloso narcotrafficante. Riesce anche ad incastrarlo, ma qualcosa non va e il commissario, sorpreso alle spalle,si accascia a terra privo di vita. Da questo momento in poi la serie inizia a prendere una direzione diversa, assolutamente  insolita per i prodotti italiani che siamo abituati a vedere. Cagliostro diventa un fantasma e nell’atto di varcare una porta, ( appunto “rossa”) che lo introdurrebbe nell’aldilà, ha una premonizione: l’assassino, conosce sua moglie Anna Mayer (intransigente magistrato) e la donna è in pericolo. Decide  con enorme sofferenza, di rimanere sulla terra; il fine che diventa la sua missione è trovare l'assassino e salvare Anna. Si accorge però che nessuno lo può vedere nè sentire, fin quando una sera, vagando per le strade di Trieste (dove è ambientata la serie) si imbatte in una ragazzina, Vanessa, che invece si accorge di lui. Sarà quindi a lei che si rivolgerà,affinchè possa fare da tramite tra lui e i “vivi” per stanare il colpevole. Le cose si complicano, quando, iniziando ad indagare Cagliostro scopre che il suo assassino è in realtà un componente della sua squadra, un suo collega. Fin qui il giallo, ma “La Porta Rossa”, come ho accennato sopra, non è solo giallo. L’aspetto fantasy e paranormale si fonde sapientemente con l’aspetto sentimentale. Cagliostro e la moglie Anna, pur amandosi profondamente, sono in piena crisi coniugale quando il commissario viene ucciso; così la morte improvvisa, l’astio irrisolto tra i due, unito anche alla scoperta della donna di essere incinta, carica il racconto di tensione emotiva e drammaticità. Il ritmo è veloce, incalzante, gli eventi si susseguono rapidi e lo spettatore è rapito, commosso, incuriosito dal mistero che ruota attorno alla morte di Cagliostro e che chiaramente è destinato ad infittirsi. I contorni si fanno sempre più sfumati, ogni personaggio sembra abbia qualcosa da nascondere,tutti potenzialmente potrebbero essere colpevoli. E’ un plot giocato  sul “limite”, dove il confine tra verità e menzogna, vita e morte, amore  odio, diviene sempre più labile. E’ però anche la storia di una seconda opportunità, che a Cagliostro viene data quando ormai è morto, ma che gli consentirà in parte di riscattarsi e di poter dimostrare alla moglie, che nonostante tutte le inutili incomprensioni, non aveva mai smesso di amarla.

Questa è la trama, un accenno al cast. Inizio dalla regia, di Carmine Elia, noto per altri grandi successi Rai ( dalla prima serie di “ Don Matteo” a “Ho sposato un sbirro”,“La Dama Velata”, “Il Sistema”) che non delude, rivelando una minuziosa cura del dettaglio. 

Il cast degli attori convince, commuove, dimostrando di essere all’altezza della complessa sceneggiatura; a partire da Vanessa, ( alias Valentina Romani) che con sobrietà rende molto bene lo spaesamento della giovane, probabilmente impaurita e impreparata a vivere e gestire, il potere che scopre di avere (dialogare con i morti) a cui si unisce il suo personale dramma, legato all’alone di mistero che ruota intorno alla presunta morte dei suoi genitori.

Gabriella Pession, ( Anna Mayer) interpreta con raffinata eleganza la moglie del commissario. Per il marito prova amore, rabbia, dolore, quel dolore  in contrasto con la “vita” che cresce dentro di lei . Questo mix di sentimenti viene reso senza eccessi, con naturalezza e insieme semplicità. 

E poi c’è Cagliostro, interpretato magistralmente da Lino Guanciale. L’attore abruzzese, volto noto della fiction Rai, nel corso degli ultimi anni, ha collezionato un successo dietro l’altro, ( “Che Dio ci Aiuti”, “La Dama Velata”, “ Il Sistema”, Non dirlo al mio capo”, “L’Allieva”) non deludendo mai le  aspettative. 

Il ruolo di Cagliostro è forse la prova d’attore più impegnativa con la quale  si è confrontato e il risultato è stato indubbiamente vincente. 

Cagliostro è un uomo dall’infanzia difficile, solitario, scostante, si innamora, si sposa ma rimane un“orso”; quando muore qualcosa cambia, inizia ad acquisire una consapevolezza diversa, nuova delle persone e del mondo. Guanciale è impeccabile nel trasmettere la vasta gamma di sentimenti e sensazioni provate dal suo personaggio; colpisce l’impotenza, il rammarico e i sensi di colpa, che il commissario prova ogni qual volta il suo sguardo incrocia quello della moglie,stati d'animo che  l’attore è in grado di comunicare, con enorme disinvoltura allo spettatore anche senza proferire parola. 

Tra gli altri interpreti ricordiamo Ettore Bassi, Antonio Gerardi, Fausto Maria Sciarappa, Gaetano Bruno,Tommaso Ragno, Raniero Monaco di Lapio, Lavinia Longhi, Elena Radonicich, Pier Paolo Spollon, Cecilia, Dazzi, Alessia Barela, Andrea Bosca ecc 

Infine, degna di nota è anche la fotografia e la colonna sonora di Stefano Lentini. Prodotta da Vela Film e Rai Fiction, l’ambiziosa serie la cui messa in onda è prevista per altre 4 puntate,  è stata come più volte dichiarato dagli attori, una “scommessa”, “ un lavoro fatto con il cuore”; e gli spettatori hanno riconosciuto ed apprezzato la qualità, tributando il giusto successo ad una serie complicata, che ha “osato”,coraggiosamente, affrontare temi duri, complessi con cui spesso e deliberatamente scegliamo di non confrontarci. Temi trattati con garbo e grande sensibilità.

 

 

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