Una missione che deve far riflettere i ricercatori delle strutture lucane

Creato: Venerdì, 21 Ottobre 2016 Pubblicato: Venerdì, 21 Ottobre 2016

di Antonio Savino

Il veicolo scientifico Schiaparelli della missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è sulla superficie di Marte, ma non sappiamo in quali condizioni e finora ogni tentativo di ricevere comunicazioni dai suoi strumenti non è andato a buon fine. Nel corso di una conferenza stampa l’ESA ha spiegato che Schiaparelli ha inviato molti dati mentre stava compiendo la sua turbolenta discesa attraverso l’atmosfera marziana, ma che a 50 secondi circa dall’impatto previsto con il suolo i suoi strumenti hanno smesso di comunicare e non si sono più fatti sentire.

Andrea Accomazzo, responsabile delle operazioni con le sonde dell’ESA e conosciuto soprattutto per i successi raggiunti con la missione Rosetta, ha spiegato che saranno necessari giorni per analizzare i dati a disposizione su Schiaparelli, ma che ci sono buone possibilità di ricostruire tutte le fasi della sua discesa per capire se qualcosa sia andato storto.

Mi sono sempre chiesto qual è il compito delle varie strutture scientifiche che si trovano in Basilicata come il Cnr, il centro di geodesia spaziale, il telescopio di Castelgrande ecc.

Una missione come questa del land Schiapparelli dovrebbe stimolarci ad essere più presenti, a provare a dare un contributo alla ricerca e a quant'altro aiuti a capire l'universo. La fine incerta di Schiaparelli rischia di mettere in ombra il fondamentale risultato ottenuto dall’ESA con il resto della missione ExoMars, realizzata in collaborazione con l’agenzia spaziale russa Roscosmos.

Mentre il lander si preparava alla sua discesa, la sonda TGO che aveva viaggiato in sua compagnia per 7 mesi ha compiuto una delicata manovra per rallentare la sua corsa e inserirsi nell’orbita di Marte. La manovra è riuscita perfettamente e da qualche ora l’ESA ha il pieno controllo di una nuova sonda intorno al pianeta, che raccoglierà dati fondamentali per organizzare la seconda fase di ExoMars, che prevede l’invio di un rover (robot automatico) su Marte nel 2020.

Schiaparelli era la parte sperimentale della missione, concepita proprio per raccogliere quanti più dati possibili sull’atmosfera del pianeta mentre l’attraversava per raggiungere il suolo: è riuscito a farlo e quei dati sono arrivati sulla Terra e saranno utilizzati per organizzare l’atterraggio del rover tra quattro anni.

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