Referendum, è tutto uno show

Creato: Giovedì, 06 Ottobre 2016 Pubblicato: Giovedì, 06 Ottobre 2016

di Antonio Savino

Un referendum da spettacolo. Lo scontro arriva in tribunale. Sinistra Italiana e M5S hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio contro quello che definiscono un «quesito-truffa». Il Quirinale, chiamato in causa, è costretto a ricordare che sulla materia è competente l’ufficio centrale del referendum della Cassazione, mentre Matteo Renzi si fa beffe dei ricorrenti, ricordando che la legge, titolo compreso (finito nel quesito referendario, come sempre in questi casi) è stata votata dal Parlamento, non dal governo. Siamo allo show. I vignettisti avranno pane per molti giorni ancora, almeno fino al giorno deciso del referendum (4 dicembre)

Per i ricorrenti, «il quesito così formulato finisce per tradursi in una sorta di 'spot pubblicitario', tanto suggestivo quanto incompleto e fuorviante, a favore del Governo. I cittadini, che non meritano di essere ingannati in modo così plateale». Particolarmente duro l’ex capogruppo al Senato di M5S Vito Crimi: «Il testo del referendum è una truffa, una propaganda ingannevole, l’ennesima trovata di Renzi per prendere in giro gli italiani», dice il senatore grillino, membro della commissione Affari costituzionali. Crimi si appella come fa anche Gaetano Quagliariello -all’articolo 16 della Legge 352 del 1970 (istitutiva dei referendum) che prevede, fra le diverse formulazioni possibili, anche l’indicazione degli articoli oggetto di revisione, mentre il titolo oggetto di referendum così risulta «palesemente ingannevole per i cittadini» insiste Crimi: «Una vera e propria truffa».

Il quesito referendario «predisposto dagli Uffici del Quirinale, su proposta del Governo, oltre a non specificare quali siano gli articoli della Costituzione interessati dalla riforma, si limita invece a riprodurre il titolo del ddl di revisione», è scritto nel ricorso. «Su questo il Presidente della Repubblica non può tacere. Il quesito imbroglia i cittadini perché non dice cosa cambierà realmente » attacca Crimi.

Ma una nota ufficiosa del Colle, nel pomeriggio, chiarisce seccamente che «è improprio attribuire alla Presidenza della Repubblica la formulazione del quesito referendario», e quello che comparirà sulla scheda «è stato valutato e ammesso, con proprio provvedimento, dalla Corte di Cassazione, in base a quanto previsto dalla legge - ricorda il Quirinale - e riproduce il titolo della legge quale approvato dal Parlamento».

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