Il Mondo di Biagioni

Pubblicato: Lunedì, 12 Dicembre 2016

di Pasquale Caputi

Prima vera soddisfazione per mister Biagioni che è riuscito a fermare col suo manipolo di uomini la corazzata Gravina. Dopo due giornate a masticare amaro per sconfitte evitabilissime, condite da partenze eccellenti e contestazioni che la squadra, seppur in crisi di risultati, non meritava (in particolare il Viviani vuoto è stato un brutto colpo che ci si poteva risparmiare), è arrivato un pareggio che vale molto più di un punto per il mondo rossoblu.

Al  “Vicino” di Gravina, Biagioni ha messo in campo un Potenza quadrato, attento, capace di disinnescare le giocate di un super Guadalupi e di un furbetto Picci. L’equilibrio è stato spezzato al 27° proprio da una giocata del fantasista pugliese che ha messo in mezzo una palla per Picci che si è presentato ai nuovi tifosi col il pezzo migliore del suo repertorio calcistico: il tuffo in area. Questa volta ha superato se stesso con un effetto speciale alla “Matrix”. L’arbitro, noto cinefilo fiorentino, non ha potuto far altro che premiare l’esibizione dell’attaccante con un calcio di rigore, poi realizzato dallo stesso Picci.

Ma il Potenza con le sembianze da “Oberdan” ha reagito, e dopo un momento di stordimento, di cui ne ha approfittato il solito Guadalupi diventando il padrone del centrocampo, ha trovato in Todino l’uomo della provvidenza. Al 41° l’attaccante potentino ha sorpreso mediana e difesa pugliese, lanciandosi nell’area avversaria e trafiggendo l’incolpevole Cilumbriello. Il pareggio ha dato sicurezza e consapevolezza ai ragazzi di Biagioni che hanno tenuto testa ai loro più quotati avversari.

Nella ripresa hanno addirittura sfiorato il vantaggio con Esposito al 5° su calcio di punizione. “Gennarino” ha disegnato una traiettoria velenosissima che ha ghiacciato il sangue dei tifosi di casa e solo il mezzo miracolo di Cilumbriello è riuscito a riportarlo alla giusta fluidità.

Al 18° ancora il Potenza vicino al colpaccio: prima con un lancio del solito Esposito per Guaita, fermato provvidenzialmente con la mano da Palermo, altrimenti il neo attaccante rossoblu avrebbe potuto involarsi da solo verso l’area. E poi, sul susseguente calcio di punizione, sempre Esposito ha pennellato un pallone per Forgione che di testa ha messo alla prova i riflessi del portiere di casa.

Il Gravina ha risposto soltanto negli ultimi dieci minuti con Di Matera, subentrato a Zammuto, pericoloso in un paio di circostanze con tiri che però non hanno inquadrato lo specchio della porta.

Alla fine un pareggio più che meritato dal Potenza che ha messo in campo orgoglio e determinazione ma anche lucidità e sicurezza. Un Potenza targato Biagioni, con il tecnico che per tutta la partita si è sbracciato, ha urlato, ha dato coraggio ai suoi e dove tutti lo hanno ripagato con una prestazione di grande carattere e con un punto fondamentale ottenuto su un campo difficilissimo come quello di Gravina, che non deve solo dare morale ma anche la consapevolezza che si può giocare bene su tutti i campi, compreso il Viviani.

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