Marziani al Viviani!

Pubblicato: Domenica, 15 Ottobre 2017

Di Pasquale Scarano

Non lo sapevamo, ma è proprio così, avevamo i marziani in casa e non ce n'eravamo accorti, un Potenza che viene dalle stelle ed in particolare da un altro pianeta. Self control, intelligenza, disposizione tattica, esplosiva forza atletica, capacità d'immobilizzare l'avversario, cinismo nel colpirlo cogliendo l'attimo fuggente.

Tutto questo ha rappresentato il “wunderteam”di Nicola Ragno schierato in maniera innovativa per la caratura dell'avversario da affrontare; non più il 4-2-4 ultra offensivo ma un elastico 3-5-2. In posizione di difensori centrali giostravano Bertolo, Sicignano e Di Somma, coperti ai fianchi da Guaita e Panico, con Esposito nel mezzo coadiuvato dall'acchiappa-palloni Diop e da Schisciano, con Franca e Siclari a caccia di gloria. Le cicogne di Cerignola manovravano a specchio dei leoni e posizionavano Pollidori, Benvenga e Ciano nel pacchetto difensivo, sostenuti sugli outs da Ngom e Cappellari, con Vicedomini metronomo e Iannini e Russo ai fianchi i quali provavano a mettere in azione le due punte Montaldi e Gambino ( finora 6 goal in  due ).

Ma, nonostante il prudenziale atteggiamento che costringeva Guaita a fare il terzino, erano i leoni ad avere il pallino del gioco, ed i cosiddetti “audaci “ del Cerignola non riuscivano a minacciare efficacemente la porta difesa da Breza, non facendo onore al loro fondatore, il marchese Francisco De Torres, che fece, nell'atto di fondazione, un richiamo all'audacia,come  fondamentale principio della nascente società calcistica (1912 ). Mister farina, infatti, aveva rinunciato al solito 3-4-3 per adattarsi ad un attento 3-5-2, che non consentiva agli ofantini di collezionare vere azioni offensive, ad eccezione di un colpo di testa di Ciano al 12° che sorvolava la traversa. Nulla di più; ed il Potenza? Pur avendo il possesso-palla dalla loro i rosso-blù, a parte una magnifica conclusione di Guaita al 27°, imbeccato da Esposito, che scagliava sul 2° palo  un velenoso diagonale, che il portiere Abagnale deviava miracolosamente in angolo, non riuscivano a concretizzare. Poi, nient'altro, solo schermaglie inoffensive tra due formazioni che stavano studiando la maniera più efficace di colpire l'avversario.

Terminava, così,il 1° game con le porte inviolate di Breza, sempre affidabile nei suoi interventi, ed il suo dirimpettaio Abagnale, ignaro di quello che sarebbe successo.La 2° frazione, infatti, per almeno 5 minuti, vedeva gli audaci impegnati nella gestione del pallone, senza, peraltro, costruire qualcosa d'importante. Poi al 6° i leoni decidevano ch'era giunto il momento e, da un'incursione in area avversa di Panico nasceva un cross millimetrico per una marziana rovesciata acrobatica di Franca, che trafiggeva Abagnale, realizzando, in tal modo,per stile e coordinazione, la straordinaria  rete del vantaggio. A quel punto, il Viviani dipinto come un'opera neorealista, esplodeva di gioia incontenibile; 1-0 quindi, e per effetto del goal subito i giallo-blu sbandavano  ed andavano in confusione, tant'è che in fase d'impostazione,all'8°,  il marziano Siclari, rubava palla e s'involava inarrestabile per 50 metri, tallonato inutilmente da Pollidori,e tramortiva per la seconda rete del match,l'incolpevole portiere ofantino. Sul 2-0 le cicogne facevano entrare Longo, Morra e Marinaro, un nuovo trio d'attacco, schierandosi con un offensivo 3-4-3, ma le speranze giallo-blu, s'infrangevano contro un Potenza, ormai, padrone del campo e capace al 17° di realizzare la 3° rete con Franca, servito su angolo da Esposito ed in grado di dribblare e colpire con precisione sul 2° palo per il terzo ed ultimo goal dell'incontro.

Tre conclusioni da marziani, dunque, con un'unica reazione dei giallo-blu al 35° quando su un cross di Longo, Morra emulava Franca, mostrando un elegante colpo di tacco neutralizzato con impegno da Breza.Il match scorreva, con il verdetto del campo ormai acquisito, ed i leoni trovavano il modo di buttare alle ortiche, 49°, la 4° rete dell'incontro con il neo-entrato Coccia, il quale, servito da Di Senso, calciava sciaguratamente sulle gambe del portiere. Ma andava bene lo stesso perchè, al 50° con il triplice fischio, il popolo rossoblu continuava a sognare ad occhi aperti, festeggiando con passione la scoperta di avere in casa dei marziani, ed immaginando di realizzare nuove conquiste e di conoscere altri mondi ( vedi serie C ).

 

 

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