Questo è il Potenza

Pubblicato: Lunedì, 11 Settembre 2017

di Pasquale Caputi

Un pubblico così il Viviani non se lo ricordava da decenni. Lo stadio pieno come un uovo in tutti i settori. Una curva a dir poco spettacolare, colorata, festosa, inneggiante al Potenza dal primo all’ultimo minuto. Non un momento di scoramento anche quando sembrava che i rossoblu non avrebbero mai superato la difesa del Gragnano, tra pali, occasioni sprecate di un niente e parate miracolose di Cioce, che a guardarlo non gli avresti dato un centesimo bucato, col quel fisico tozzo e un po’ in sovrappeso, ma a vederlo volare di qua e di là, agile come una pantera travestita da gabibbo, ti ritrovavi a bocca aperta e con le mani nei capelli.

Nonostante l'inefficacia degli attacchi rossoblu la curva era sempre lì a cantare, a supportare, a incitare i ragazzi di Ragno che ce la stavano mettendo tutta contro un Gragnano ordinato, attento, smaliziato e sebbene fosse rimasto in dieci per l’espulsione di Chiariello dopo nemmeno venti minuti di partita, continuava a difendersi con le unghie e con i denti (e anche con un discreto lato B oserei aggiungere) e quando non ci arrivava Cioce c’era il palo a spegnere in gola l’urlo liberatorio di un gol che sembrava non dovesse arrivare mai.

Poi, eccolo: un lampo, un gioco di prestigio, un colpo secco sparato dai piedi di Pepe(lè), dopo 75 minuti di frustrazioni continue, frantumava finalmente il muro del Gragnano e l’urlo di un Viviani pieno fino all’orlo poteva finalmente liberarsi e riecheggiare per le strade della città. Un gol bellissimo, cercato, voluto, e trovato con grande caparbietà da una squadra che non voleva deludere un pubblico e una curva che oggi aveva qualcosa di magico.  E questa voglia di dare tutto quello che potevano ai loro tifosi si è vista ancora di più nel quarto d’ora finale, quando i ragazzi del Potenza hanno continuato ad attaccare, a provarci fino alla fine per chiudere in bellezza una gara giocata senza risparmio dal primo minuto, per regalare un altro gol a questo pubblico favoloso.

E proprio al 90° un super Diop metteva in mezzo un pallone che Coccia doveva solo spingere in rete per l’apoteosi e per consacrare definitivamente questa unione tra città e squadra, che di fronte a un tifoso speciale, uno dei più forti attaccanti che ha vestito la maglia rossoblu, Francesco Libro, ha dimostrato ancora una volta che passano le generazioni ma l'amore per il Potenza non finisce mai.

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