Il buio oltre la rete

Pubblicato: Lunedì, 30 Gennaio 2017

di Pasquale Caputi

Trastevere - Potenza, partita di cui si potrebbe dire tutto o assolutamente nulla, il risultato non cambia. La gara è finita 1 a 0 per i padroni di casa, punteggio che potrebbe far pensare a una partita equilibrata, combattuta, decisa da un episodio, in realtà è stata una gara dove di calcio si è visto poco, ma di calci davvero tanti.

Il Potenza è entrato in campo con undici leoni ed è uscito con quattro gatti. Il colore di giornata è stato indubbiamente il giallo/rosso, che non si riferisce a quello della città capitolina ma ai cartellini arbitrali sventolati un numero impressionante di volte e ogni volta era una sfida a indovinare se fosse giallo o rosso quello che l'arbitro avrebbe mostrato ai calciatori del Potenza. Alla fine 6 espulsi, cinque tra le fila potentine (quattro calciatori più il fisioterapista) e uno tra quelle romane. 10 a 7 i giocatori in campo, roba da partita amatoriale tra squadre di favelas sudamericane, un’altra storia che un giorno potremo raccontare ai nostri nipoti.

Detto questo, la partita passa in secondo piano. I tre punti persi dal Potenza sono ben poca cosa rispetto all’ecatombe di calciatori a cui i rossoblu dovranno far fronte per le partite future. Contro il Francavilla di sicuro Biagioni non potrà schierare: Esposito, Apicella, Manetta e Napoli. Quindi prepariamoci perché, come nella Seconda Guerra Mondiale, potrebbero essere richiamati anche quelli della classe del '28.

Eppure l’incontro era cominciato in maniera tranquilla, con poche emozioni, con un Trastevere che cercava di fare la partita ma i cui tentativi si infrangevano sulla barriera difensiva di un Potenza, ottimamente schierato che rintuzzava agevolmente tutti gli attacchi dei padroni di casa.
Al 35° la svolta. Esposito, già ammonito, commetteva fallo su Fatali (mai nome fu più premonitore) e l’arbitro lo ammoniva per la seconda volta mandandolo anzitempo negli spogliatoi. Pochi minuti più tardi, al 40°, il solito Tajarol insaccava un perfetto cross di Mastella. Il Potenza accusava il colpo e si disuniva subendo gli attacchi  dei padroni di casa che sfioravano il gol in un paio di circostanze ancora con Mastella.

I Potentini dimostravano tutto il loro nervosismo a partire da un Biagioni inferocito, sicuramente convinto di aver subito un clamoroso torto arbitrale.

Per fortuna l’arbitro mandava tutti negli spogliatoi nella speranza che qualcuno mettesse del tranquillante nel tè. Purtroppo la speranza veniva subito disillusa. Diciamo che il commento alla partita potrebbe anche finire qui, perché è difficile parlare di un secondo tempo che somiglia più a un telefilm della serie “Ai confini della realtà”, che a una partita di calcio. Espulsioni a pioggia, insulti, urla, invettive di ogni tipo e anche l’esplosione di un petardo di quelli che fanno gridare all’attentato terroristico.

A questo punto bisogna fare una considerazione. Perdere la gara in trasferta col Trastevere ci sta, ci sta tutta, ma perdere la testa indubbiamente no. In una situazione come questa la calma è fondamentale, anche se si crede di essere vittime di torti clamorosi, di ingiustizie palesi, anche se si è convinti che in campo ad arbitrare la gara sia sceso il fratello ladro di Moreno (l’arbitro di Corea del Sud - Italia del 2002, non il cantante). Ormai siamo abituati ad arbitri non all’altezza, non in grado di gestire al meglio situazioni critiche, e lo abbiamo visto anche nelle ultime gare interne del Potenza, ma proprio per questo è fondamentale rimanere tranquilli sempre. Vedersi assegnato un rigore contro per un fallo dubbio può anche far saltare i nervi, pensare alle peggio cose, agli intrallazzi più subdoli, ma la teoria del complotto regge poco se vengono espulsi cinque giocatori (4 del Potenza e 1 del Trastevere), bisogna anche pensare alle proprie colpe, e soprattutto al perché di un nervosismo così esagerato, al limite della rissa da bar delle peggiori periferie di Caracas.

E’ stato solo un momento di ordinaria follia, oppure dietro a questa crisi di nervi c’è dell’altro? Il 2017 in fondo era cominciato bene, tre gare utili consecutive, cinque punti, una media di 1,67 punti a gara che rispetto allo 0,4 delle ultime cinque partite del 2016 faceva ben sperare, poi il buio: colpa di un arbitro incapace, affetto da cartellinite acuta (in rete circolava la notizia che già in mattinata il signor Vimercati da Cosenza aveva espulso la moglie, una zia e due passanti rei di non aver attraversato sulle strisce) o è un segnale di un malessere interno su cui riflettere molto attentamente?

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