Un pareggio di.... rigore

Pubblicato: Mercoledì, 25 Gennaio 2017

di Pasquale Scarano

 

Un match senza infamia e senza lode tra Potenza e Manfredonia deciso da 2 calci di rigore, non eclatanti e sicuramente casuali, che lo hanno indirizzato, tranne qualche sprazzo di gioco ed inventiva, quasi sul finire, verso un inconscio patto di non belligeranza.

Nel 1° game il possesso palla se l'è aggiudicato la squadra garganica con una manovra ordinata e schemi collaudati che hanno creato qualche affanno alla difesa potentina, che però riusciva sempre a metterci una pezza.I delfini s'erano presentati con un offensivo 4-3-3 con Esposito e D'Angelo centrali, Fiore e Cicerelli sugli esterni, in mezzo al campo Pazienza sostenuto da Coccia e Romito ed in attacco La Porta e Rinaldi sulle ali con Malcore guastatore centrale.I leoni schieravano Cacciotti e Potrone terzini con Guarino e Manetta perno difensivo, Lionetti ed Esposito in mediana dinanzi alla difesa, ed il trio Pepe, Apicella e Guaita alle spalle dell'unica punta Todino. Insomma un 4-2-3-1 molto equilibrato. Nei primi 10' i rossoblù avevano 2 incredibili occasioni tutte ispirate da Esposito e non concretizzate da Pepe, che indugiava al tiro nella prima occasione e nella seconda faceva tremare la traversa con un bolide che avrebbe meritato miglior sorte.I bianco-celesti rispondevano con tiri dalla distanza di Rinaldi e Malcora, ma senza nulla di trascendentale; controllavano il gioco ma senza mordere. Tutto questo fino al 28', quando un fallo di Guarino su La Porta, giudicato in area, consentiva ai garganici di battere e trasformare il penalty con lo stesso La Porta, per un vantaggio da giudicare eccessivo per gli ospiti.Dopo appena 10 minuti le parti s'invertivano; Malcore a braccio largo colpiva il pallone in area su un'azione di Pepe e Todino trasformava il rigore concesso dall'arbitro per il pareggio del Potenza.1-1 dunque il risultato della 1° frazione di gioco.

Nel 2° game il Potenza con Esposito prendeva in mano le redini delle operazioni e costringeva il portiere Tarolli a mostrare tutte le sue attitudini difensive in almeno 3 occasioni, con mirabolanti uscite in mischia, ma soprattutto con un'incredibile deviazione dall'incrocio dei pali, di un pallone balistico calciato su punizione da Pepe.Poi più nulla, neanche da parte bianco-azzurra e così Biagioni tirava fuori per stanchezza Esposito ed Apicella, quest'ultimo un po' in ombra, ed immetteva Claps e Lucchese ridisegnando un più prudente 4-4-2. Tenuto conto della passività dei delfini, Biagioni ha ritenuto di non dover correre rischi inutili.Logica conclusione dell' atteggiamento delle 2 formazioni,non poteva che essere un pari e patta, utile per muovere flebilmente una classifica deficitaria. A proposito, il prossimo match è in quel di Trastevere, ma chissà come andrà a finire, ci appelliamo alla rotondità del pallone.

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