La sindrome di Penelope

Pubblicato: Lunedì, 14 Novembre 2016

di Pasquale Caputi
Il Potenza soffre indubbiamente della sindrome di Penelope: quello che riesce a fare in una giornata (calcistica) riesce a disfare in quella successiva. Domenica è arrivata anche la seconda sconfitta casalinga che ha mandato a farsi benedire la bella prestazione di Ciampino, e, cosa assai drammatica, si è trattata della seconda sconfitta interna consecutiva, dopo il drammatico pareggio con l’Anzio. In pratica, i rossoblu hanno conquistato un misero punticino nelle ultime tre giornate giocate al "Curcio", sintomo, forse, di un disinnamoramento del campo di Picerno.

Fortunatamente la prossima partita interna si dovrebbe giocare in casa per davvero. Domenica 27, finalmente, si dovrebbero riaprire le porte del Viviani… una sorta di… “Torna… sto campo aspetta a te”. Speriamo solo che l’inaugurazione sia bagnata da lacrime di commozione simil-napoletane e non da lacrime amare.

Intanto ieri ci siamo buscati 5 pappine, arrivate tutte in poco più di mezz’ora, cosa che nemmeno se avessimo giocato col Barcellona su un piede solo. Una curiosità: l'ultima volta che abbiamo preso 5 gol in casa è stata appena un anno fa contro il Torrecuso e anche in quell'occasione il primo gol ospite fu messo a segno da Pastore.. (ora sappiamo di chi è la colpa).

La tremenda sconfitta dei rossoblu è costata la panchina a mister Pirozzi, che rimane comunque sull'enorme libro paga di V&V, che adesso devono risolvere un altro problema: a chi affidare la squadra? I due sono indecisi se metterla nelle mani del “Mago d’Arcella” per estirpare il malocchio che ormai da settimane spadroneggia in quel di S. Loja, oppure se ripartire con una vera e propria terapia di gruppo affidandola alle amorevoli cure di Paolo Crepet e Raffaele Morelli, ma gli eminenti psicologi pare abbiano declinato l’invito per continuare a sparare le loro .… teorie... in trasmissioni televisive scientifiche, come Pomeriggio Cinque o Uno Mattina.

L’incarico per il momento è stato dato a Vito Stenta, indimenticabile numero 1 degli anni 70-80 e ottimo allenatore della juniores. L’idea non è per nulla sbagliata, chi meglio di Stenta può risolvere i problemi di un portiere in crisi di identità?

Ma all’orizzonte, forse, c’è un’altra soluzione… Il solito Eziolino Capuano. Pare sia stato visto in una nota caffetteria della città assieme ad esponenti della società rossoblu e altri personaggi non ben identificati. Erano lì solo per prendersi un caffè e fare due chiacchiere o…??

Vedremo nei prossimi giorni cosa accadrà. Per il momento cerchiamo almeno di ricucire al meglio la tela per non presentarci a Bisceglie con delle stoffe lacere sul deretano. 

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