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Una crisi strutturale  quella al Comune capoluogo di Regione 

Pubblicato: Giovedì, 05 Febbraio 2015

di Sergio Carnevale, Componente segreteria politica FdI-AN Città di Potenza

La crisi al Comune di Potenza è strutturale. E non si tratta solo di riequilibrare i conti pubblici. Il Bilancio si muove in una griglia normativa e regolamentare che va rispettata senza ulteriori deroghe. Su questo il Sindaco De Luca ha ragione. Ecco perché è stato dichiarato quello che in sintesi potremmo definire un dissesto pilotato.

I Commissari penseranno alla massa debitoria maturata e certificata fino al 2014. Se ci sarà una continuità politica, la nuova Giunta dovrà occuparsi del Bilancio 2015 e del futuro della città.

E’ in questo contesto, cioè  le prospettive a breve termine, che è richiesta una agibilità politica. Sostanzialmente sono auspicati alcuni segnali di responsabilità da parte dei partiti e dei gruppi consigliari. Ma, lette le dichiarazioni d’intenti,  non ci pare che qualcuno voglia chiamarsi fuori. Dunque, al  Sindaco è richiesta una forte capacità di sintesi. De Luca presenti alla sua città, pubblicamente, un programma chiaro, fatto di pochi punti qualificati che spieghi come  garantire i servizi essenziali e che renda selettiva e ordinata la spesa futura. In una parola trasformi le intenzioni elettorali in prassi di governo.

Saranno le riforme di alcuni settori chiave che  incideranno sulle prospettive di ripresa. Trasporti e mobilità, gestione dei rifiuti, scuole e cultura, riassetto e riqualificazione urbana, riorganizzazione delle risorse umane e professionali, solo per citare alcune criticità.

Fratelli d’Italia non dimentica che il lavoro di impostazione e risoluzione di problemi antichi, di rigenerazione morale e fattuale è stato già ben avviato in questi mesi dalla Giunta in carica e che in alcuni ambiti è auspicabile una continuità amministrativa.

Dunque non manca la disponibilità, entro questa cornice, a dar vita ad un esecutivo “autorevole” a termine ( 24 mesi ? ) per poi tornare alle urne.

Ci sono donne e  uomini, tecnici e politici che possono essere indicati dai partiti o ricercati nella società civile potentina. Anche questo non è un  problema irrisolvibile, anzi.

Il rapporto con la Regione merita una interlocuzione trasparente, senza accomodamenti nei corridoi di via Anzio. Matera (verso il 2019) e Potenza (Città dei servizi) devono disporre di un quadro normativo fatto di finanziamenti certi e strutturali, oltre che ordinati e vincolati a ruolo e funzione. Promettere  aiutini e contributi a pioggia è banale, oltre che poco rispettoso delle istituzioni, delle norme e di una politica che appena immagini di essere coerente, libera e seria.

Fratelli d’Italia è ancora convinta che De Luca potrà essere ricordato come il Sindaco della svolta, ma è necessario che Egli esca dalla caricatura che in questi giorni molti, soprattutto sui social e  sui giornali,  gli disegnano addosso: una sorta di “re tentenna”,  che tutto dice e nulla fa, che tutto appare e nulla è. Non si pensi che la solitudine o peggio il finto disincanto siano un vantaggio tattico. Nella sua candidatura, cioè nella genesi politica di De Luca non era contemplato né un moralistico disincanto né il primato elitario  della solitudine. Così come il problema non è risolvibile isolando il Consiglio Comunale, trasformandolo in un luogo agnostico rispetto alle rappresentanze. A tutti è richiesto il profondo ossequio dei processi democratici avviati nel maggio e giugno scorsi. E’ la città, nella sua interezza che va coinvolta. Il voto a De Luca, così ampio e decisivo merita il rispetto di tutti. Noi per primi ne siamo consapevoli.

Foto: APT Basilicata

 

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